Come fermare il singhiozzo…con un gioco simile all’ipnosi…

Ciao,

chissà quante volte hai sentito parlare di metodi per far passare il singhiozzo. La nostra cultura ne è zeppa, dal bere bicchieri d’acqua allo spaventarsi…molti di questi funzionano davvero.

Quando ero bambino mi sono inventato un metodo tutto mio che funziona ancora e che spesso condivido con gli amici… a volte funziona altre no.

Mentre raccontavo questo ad un mio caro amico lui mi dice che esiste un metodo molto affascinante che somiglia all’ipnosi.

Purtroppo, rispetto al mio metodo non si può fare su se stessi e quindi non è “self-help” 😉 Se un tuo amico ha il singhiozzo, chiedigli semplicemente di seguire il tuo dito…

Muovilo a pochi centimetri dai suoi occhi in modo lento e ondulatorio… ma non regolare. Puoi anche avanzare ed arretrare con il dito e vedrai che dopo pochi secondi la persona smetterà di singhiozzare.

Ha davvero a che fare con l’ipnosi? beh, qualcosa si, per lo meno il “monoideismo plastico”, cioè la capacità di concentrarsi su una sola idea (nel nostro caso quella di seguire il dito) che è stato il cavallo di battaglia di Braid e della “ipnosi classica” e poi del nostro italiano Granone.

Probabilmente questo movimento del dito creando uno stato ipnagogico (di entrata in uno stato modificato di coscienza) distrae la persona dallo”scorretto modo di respirare” e riporta, il respiro,alla normalità.

Chiaramente il “monoideismo” o “ideoplasia” è ben altra cosa.

Cioè l’idea sul quale far concentrare il cliente è carica emotivamente. Infatti “ideo-plasia” significa che, una idea ha effetto sul corpo. E, con un po’ di licenza si può pensare che quel “dito” faccia la stessa cosa.

E’chiaro che se dobbiamo semplicemente dire “è distrazione”allora la cosa si chiude lì, ma non credo si tratti solo di quello. Dopotutto, l’ipnosi nell’accezione “ericksoniana classica” è qualsiasi tipo di comunicazione… anche un dito che ti passa davanti agli occhi… ma questa è un’altra storia… 😉

…è una storia complessa ed articolata di cui abbiamo già parlato più volte. La cosa interessante di questo post è il fatto di poter intravedere, nelle intuizioni della gente,tutto quello che poi verrà utilizzato nel futuro.

Dalla prossima “auto fiammante” alla “tecnica per far smettere di singhiozzare“… tutto deriva da una idea. Nel caso del singhiozzo dalla necessità di far smettere questo comportamento che può essere anche molto fastidioso.

Se ci pensi bene anche tu hai delle tecniche personali che hai sviluppato negli anni per fare qualcosa. Che cosa ne diresti di condividerle con noi? facciamo una sorta di “modeling” delle “tecniche ingenue” che la gente utilizza per raggiungere un determinato scopo e le confrontiamo con gli esperimenti e le ricerche fatte nel campo della psicologia…e non solo…

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A presto
Genna

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10 Commenti
  • Faccio passare spesso il singhiozzo facendo immaginare all'altra persona che i polmoni si espandono e faccio fare di solito contemporaneamente tre respiri profondi, poi metto un dito vicino alla scapola destra, dicendo che in questo modo respira meglio (cosa inventata da me) Succede che i tre respiri uniti al fatto che spiego la storiella dei polmoni, unito al dito dietro all'altezza della scapola, crea una suggestione e il singhiozzo sparisce quasi subito. Diciamo che induco l'altra persona a rilassarsi e con una piccola suggestione lo porto a credere che il singhiozzo va via e così succede ogni volta.

  • Ciao Mauro,
    ottimo consiglio…
    grazie 🙂

  • Ciao Gennaro, innanzitutto complimenti per il tuo Blog, molto utile e simpatico.
    Io ho elaborato un metodo fin da quando sono piccolo, che poi in seguito ho scoperto essere molto utilizzato, soprattutto nella tradizione francese e canadese:
    quando qualcuno ha il singhiozzo, gli chiedo di ricordarsi che cosa ha mangiato la cena del suo ultimo compleanno, oppure di Natale, perché no Capodanno 2000….
    Nel 100% dei casi, dopo qualche minuto di riflessione, il soggetto non singhiozza più…
    Provare per credere…

  • Grande Patrizia,
    anche una amica di mia mamma dice tipo "sant Antonio s. Antonio"…una preghierina ripetuta per trovare le cose perdute? pazzesco…

    devo assolutamente provarlo con parole qualsiasi e cercare di capire, se funziona, perchè funziona 😉

    Ciaooo 😉

  • Grande Patrizia,
    anche una amica di mia mamma dice tipo "sant Antonio s. Antonio"…una preghierina ripetuta per trovare le cose perdute? pazzesco…

    devo assolutamente provarlo con parole qualsiasi e cercare di capire, se funziona, perchè funziona 😉

    Ciaooo 😉

  • – Patrizia
    Ciao Gennaro,
    io da quando praticamente sono nata uso sempre lo stesso metodo che funziona sempre, ed è il solito….
    Mezzo bicchiere d'acqua però a sorsetti piccolissimi uno dopo l'altro. I miei mi hanno insegnato così.

    Ho un sistema che però non riguarda il singhiozzo ma lo dico lo stesso perchè mi funziona.

    Quando perdo una cosa ma una cosa importante o che mi serve subito dico il Padre Nostro doppio cioè: piccole frasette ripetute due volte. Spesso prima di finire ho trovato la cosa.

    Ciaoooo!

  • Già… pensa che il protagonista della storia è un biker sardo, psicologo con una vasta esperienza spirituale. Davvero un tipo strano 😉

  • aaaaaaaaaah…
    quanto mi piace questo articolo….
    ihihihih!!
    Ciao Genna!

  • Ciao Doc,

    ecco la spiegazione su "due piedei" ;-)… di solito le preghiere vengono dette con un certo ritmo cadenzato e lento, questo, probabilmente permette al paziente di rallentare il suo respiro e di regolarizzarlo.

    Non solo, diverse ricerche provano che noi respiriamo alla stessa velocità di quello che "ascoltiamo". Cioè se ascoltiamo musica classica facciamo dei bei respironi tranquilli, mentre se ascoltiamo metal facciamo il contrario. Lo stesso vale per la velocità con cui la gente ci parla.. e se il medico che conosci inizia dicendo "bene signore…dica questa poesia…padre nostro…bla…bla"… gli da il "la" per poter iniziare a respirare più profondamente.

    Ottimo spunto Doc, a me queste cose affascinano di brutto 😉

    Buona domenica
    Genna

  • Ciao Genna,

    io ho conosciuto un medico che quando gli arrivava un paziente tachicardico gli cfaceva dire tre preghiere, il paziente lo guardava male, però poi funzionava…..

    Ora a te la palla, per critiche, commenti e soprattutto spiegazioni 😉

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