Comunicazione non Verbale: “Sbatti le palpebre perchè sei creativo?”

              sbatti molto le palpebre oppure sei una di quelle persone che non lo fanno spesso? un recente studio ha dimostrato come un comportamento non verbale ed inconscio, come lo “sbattito delle palpebre” sia direttamente legato alla creatività. In modo particolare la ricerca ha messo in relazione questo comportamento con due tipi diversi di pensiero (postulati da Guilford), quello convergente, cioè basato sulla razionalità (che ha le caratteristiche della mente conscia) e quello divergente, basato sulle emozioni, il vero e proprio “pensiero creativo ed originale”.   I partecipanti all’esperimento erano monitorati con degli elettrodi posti sugli occhi. Per calcolare il pensiero di tipo creativo (divergente) i soggetti dovevano svolgere un compito di “utilizzo alternativo di un oggetto”. Ad esempio viene chiesto quante cose si potrebbero fare con una lattina, più alternative vengono trovate e più si deduce la creatività. Come primo risultato è stato visto che, sia chi sbatteva gli occhi troppe volte e sia chi lo faceva troppo poco avevano effettuato prestazioni inferiori rispetto a chi li sbatteva ad una “velocità media”…   Mentre per osservare la creatività all’opera, durante un compito di natura “convergente”, i soggetti hanno svolto delle associazioni fra nomi. Veniva loro dato un nome e loro dovevevano associarlo a nomi correlati…ad esempio se il nome era “fabbro” poteva essere associato a “martello”, “ferro” e incudine. In questo tipo di compito, i soggetti che sbattevano meno le palpebre erano quelli che ottenevano i risultati migliori.   Ma da dove deriva l’ipotesi iniziale? cioè i ricercatori come hanno fatto a presumere che il battito delle palpebre fosse correlato con la creatività? Semplicemente osservando Soghra Chermahini e Bernhard Hommel gli autori dello studio spiegano che lo “sbattere delle palpebre” è relato alla dopamina, una sostanza che era già stata correlata con la creatività in esperimenti precedenti. Ma l’aspetto che più è interessante è che, la dopamina è anche relata al buon umore…per cui chi è di buon umore è maggiormente creativo…   …e chissà che il fatto di allenarsi a sbattere le palpebre ad una determinata velocità (se lo fai troppo velocemente puoi rallentare e viceversa) non aumenti la dopamina in circolo e a sua volta aumenti la creatività. Almeno questo è quello che succede con tutti i comportamenti non verbali per cui esiste una circolarità fra comportamento ed emozione. Ad esempio se sorridi volontariamente dopo poco potresti trovarti ad essere realmente più felice 😉   Tu cosa ne pensi? conoscevi i neuroni specchio…fammi sapere che cosa ne pensi, lascia un commento qui sotto e se ti piace il mio blog, iscriviti ai miei feed rss oppure seguimi dal tuo account di facebook.   A presto Genna   Articolo originale Chermahini, S., & Hommel, B. (2010). The (b)link between creativity and dopamine: Spontaneous eye blink rates predict and dissociate divergent and convergent thinking. Cognition, 115 (3), 458-465 DOI: 10.1016/j.cognition.2010.03.007 SEGUI

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19 Commenti
  • Hello. And Bye.

  • hi, new to the site, thanks.

  • Ciao Luca,

    non ho capito bene se cerchi delle ricerche che indaghino l'ipnosi da un punto di vista sistemico o se cerchi l'ipnosi "sistemica"?

    perchè in entrambi i casi non saprei proprio dove orientarti. Come ben saprai l'approccio sistemico è un modo di vedere le cose che si basa sulla complessità, per cui anche se esistesse una spiegazione sistemica non mi interesserebbe perchè l'ipnosi è già un fenomeno troppo complesso 😉 ritengo che tutti gli studi fatti bene sull'ipnosi siano sistemici 😉

    Mentre se intendi "ipnosi sistemica" no…non l'ho mai sentita nominare e credo, con poca modestia che se esistesse sarebbe solo un altro bel nome con il quale chiamarla.

    Se invece stai cercando un sito che parli bene di ipnosi e non ti sei accorto di esserci allora…proprio non posso aiutarti ;-)))

    Genna
    ps. spero che tu abbia letto il tutto con tono divertente come quando l'ho scritto 😉

  • Ciao,

    mi chiamo Luca e mi interesso di ipnosi, psicologia e neuroscienze.

    Starei cercando online articoli o siti validi relativi all'approccio sistemico all'ipnosi.

    Sapresti indicarmi qualcosa?

    Grazie Luca

  • A ri-ehi:mettiamolo cosi i buoi non riescono a scappare dalla stalla se qualcuno non gli apre la porta 😉

  • Ciao Fabio,

    l'articolo dice che chi sbatte troppo o troppo poco non è poi così creativo e forse tu rientri in questa casistica. Ma voglio ricordare a te e a tutti i lettori che si può diventare più creativi, basta solo allenarsi, acquisire qualche abilità e crederci 😉

    Anche io sarei voluto andare a mediaset…no nessun contratto con la rai… tieniti collegato perchè presto intervisterò il mio collega che è stato in mediaset 😉

    Grazie
    Genna

  • Grande Doc …
    ehi è sempre merito tuo 😉

  • Ciao Genna, è da un bel pò che non ti scrivo (ma ti leggo sempre, appena ho un po' di tempo) Sono una persona che sbatte molte le palpebre, ma la mia creativita in senso artistico non esiste proprio, però in fatto di trovare spunti per conversare con le persone non mi manca di certo, ma non credo proprio che sia dovuto alle palpebre ma alla propria cultura personale.

    Speravo di vedere te alla Pupa e il Secchione nella parte dell'esperto del linguaggio non verbale, 🙂 almeno venivi valorizzato, non come in rai. (Hai un contratto che ti lega alla rai forse 🙂 )

  • assolutamente nulla di grave, subito dopo "tu cosa ne pensi?" hai lasciato la parte dei neuroni mirror del post precedente…

    ohi… "complimenti per il tris"… lo sai che in buonaparte i complimenti per il tris devi auto-farteli ;-)))

  • Sei stato chiarissimo, grazie mille!

    sì, il loro modello include anche le vite passate, ma in merito a quelle non ti faccio nemmeno domande… 🙂 ammesso che possano esistere, non vedo perchè preoccuparsi di vite altrui sulle quali non possiamo nemmeno intervenire.

    Per quanto riguarda il trasmettere i problemi, mi hai fatto venire in mente una cosa:

    potrebbe trasmettersi anche cercando fortemente di non creare il problema al figlio. Sempre per seguire il tuo esempio, come se la madre ripetesse di continuo "non si picchiano le persone alle quali si vuole bene" "non si deve essere violenti", anzichè limitarsi ad avere un comportamento sano, come farebbe chi non ha mai avuto niente a che fare con quel tipo di problema. Giusto?

    Grazie ancora Genna, hai soddisfatto le mie curiosità 🙂 quante ne sai! 🙂

  • Ciao Doc,

    ti credo si 😉 le domande di Elisa sono ultra interessanti ed ho anche pensato di farci il post per domani, se non l'avessi già scritto e programmato 😉

    Ovviamente oggi ho poco lavoro da fare altrimenti sarebbe impossibile dare tutte queste risposte, ma quando le domande sono ultra interessanti riesco sempre a trovare un pò di tempo ;-)))

    Cavoli, visto che ti sto scrivendo da un cellulare, saresti così gentile da segnalarmi gli errori?

    Grazie
    Genna

    Ps. complimenti per il tris 😉

  • Ciao Elisa,

    si sono convinto che una volta che hai risolto
    un problema non ti deve tanto interessare da
    dove proviene. Al massimo, se il cliente è
    proprio curioso si può indagare, ma spesso
    questo riporta la persona al problema.

    Si…perchè il loro modello di inconscio include
    cose come "le vite passate" (se non ho capito male
    il modello) e questo è davvero difficile da
    raggiungere, visto che probabilmente non
    esistono o per lo meno non ne abbiamo alcuna
    prova 😉

    Si…è vero che come tu ti poni, le convinzioni ed
    i valori che hai ecc…influenzano la tua abilità
    terapeutica. Ma sino ad un certo punto…cioè se
    una persona ha un "brutto male" il credere di
    poterla aiutare è importante, ma ancora più
    importante e non credersi "Dio"…e pensare
    di fare i miracoli 😉

    Bhe…è un pò difficile che "tua madre" ti abbia
    passato dei comportamenti che per lei non si
    sono manifestati. Tuttavia, tornando all'esempio
    del genitore che picchia i figli può accadere
    una cosa del genere… "visto che la madre non è
    riuscita a sganciarsi completamente dallo
    apprendimento disfunzionale dei suoi genitori,
    magari continua a ripetere frasi del tipo…

    …"ahhh…se non fosse sbagliato ti ammazzerei
    di botte"…e questo potrebbe spingere il figlio
    ad agire quello stesso comportamento che il
    genitore ha sempre represso, ma espresso in
    altro modo.

    Non so se mi sono spiegato…

  • Ciao comparù,
    ma mi credi se ti dico che oggi, mi sono piaciuti più i commenti che il post originale,soprattutto "ehi capo, perchè non metti tutto apposto mentre io ed il mio cliente ci godiamo il processo?", questa è semplicemente spettacolare…

    anzi se hai 5 minuti dai un occhiata alla parte finale del post credo serva un a correzione;-)

    ps.per la cronscs abbiamo fatto tris…

  • ok, nel cestino allora 🙂 hehe

    se risolvi un problema, l'hai risolto, indipendemente da dove questo arrivi. E' così?

    Loro posizionano un problema di questo tipo in un livello così inconscio (inferiore? ) che risulta difficilmente arrivabile. Tu sei d'accordo? Si parlerebbe del tipo di inconscio freudiano "poco controllabile" quindi?

    A me viene da pensare che un problema è un problema e che se vuoi che sia difficile da risolvere, lo sarà ..e se vuoi che sia facile, lo sarà altrettanto.

    come diceva Henry Ford: "che tu creda di farcela o non farcela, avrai comunque ragione" 🙂

    Tu che ne dici?

    Ho un'altra domanda, oggi è la giornata delle domande 😉

    è possibile secondo te che questi comportamenti siano passati supponiamo da una nonna a un genitore che non li abbia manifestati e di conseguenza a me, a cui si manifestano? (intendo senza che io li abbia appresi direttamente dalla nonna)

  • Ciao Elisa,

    allora conosco la teoria delle costellazioni familiari
    e anche da dove deriva… e ti dico la mia, non mi è
    mai piaciuta. Lo dico per esperienza, nel senso che in
    un periodo della mia vita ho anche provato la tecnica
    ma con scarsi risultati.

    Essendo una metafora, direi che non è per nulla adatta
    alle mie convinzioni e ai miei valori.

    Una cosa però è vera, risolvendo i tuoi problemi di oggi
    puoi rompere catene ancestrali. Mi spiego meglio, se uno
    è stato picchiato da piccolo tenderà a fare la stessa
    cosa con il figlio… è questo è pacifico.

    Fortunatamente però la nostra società è molto dura con
    chi utilizza questi comportamenti ed ha così modificato
    il modo di vedere l'educazione di molte persone.

    In pratica se tu "migliori ed eviti di picchiare tuo
    figlio" lui a sua volta non picchierà i propri figli…
    rompendo in questo modo una catena di apprendimenti
    di padre in figlio. Apprendimenti, chiaramente,
    disfunzionali.

    E come avrai intuito…questo cambiamento non implica
    il guarire la tua "bis nonna" per guarire te stessa 😉

  • Grazie mille a te per la risposta e anche per la velocità 🙂

    Nell'ultimo periodo sto seguendo un corso fatto da naturopati, i temi trattati variano da corpo a energia a psiche in un gran mix di informazioni che, come mia abitudine, mi trovo a filtrare, questa è utile, la mettiamo di qua, questa è da verificare la sistemo qui, quest'altra è una cazzata la "trascino" nel cestino 😉

    Un paio di lezioni fa hanno suddiviso l'inconscio in livelli e spiegato che più si va a fondo (secondo la loro metafora :)) più si va a ricollegarsi a cose ancestrali quali la memoria familiare o storico-sociale…

    La mia testolina razionale fa piuttosto fatica a concepire che qualcosa che mi succede (azioni che sono io a compiere) sia così lontana dal mio controllo perchè magari ereditata da abitudini dei miei avi o da loro conflitti irrisolti che si tramandano di generazione in generazione nella speranza che qualcuno prima o poi si pigli la briga di risolverli 🙂

    faccio fatica, ma non lo escludo… perchè non conosco abbastanza. E siccome tu sei uno dei maggiori esperti che conosco in materia, sono qui a chiederti: mai sentito parlare di qualcosa di simile, che ne pensi?

    Mi tocca risolvere anche i conflitti della nonna per evolvere? ;D

  • Ehi Elisa,
    mi sono dimenticato di ringraziarti… Domande come le tue portano avanti il mio lavoro 🙂

  • Ciao Elisa,

    credo di risponderti quasi "in tempo reale", perchè ho visto "nascere il tuo commento" 😉

    allora parto dal presupposto che per rispondere alla tua domanda non basterebbero 10 libri 😉 Ogni psicologo e/o ricercatore che si sia cimentato in questo campo ha suddiviso l'inconscio a modo proprio.

    Per me l'inconscio è una metafora, perchè in realtà siamo un tutt'uno…Detto "fra noi" ogni spiegazione, teorema, paradigma…ecc…è una metafora 😉

    La mia preferita è quella della psicosintesi che divide l'inconscio in superiore ed inferiore. Come saprai Freud vedeva nell'inconscio il magazzino di pulsioni "poco controllabili" e origine della sofferenza…mentre Erickson lo vedeva come un "magazzino di risorse".

    La psicosintesi pone il primo tipo di inconscio nel "livello inferiore" ed il secondo tipo di inconscio (ericksoniano) nel livello superiore. Questa distinzione è molto carina perchè oltre a mettere insieme (a fare appunto una sintesi) delle due teorie, spiega anche le teorie di origine orientale dove c'è "la mente".

    Questa è una micro-micro-micro spiegazione, non me ne vogliano gli espertoni di turno… se non parlo della sua natura sistemica ecc..ecc… 😉

    Come sapere su quale andare a lavorare? uff…altro domandone, in linea generale, riferendomi al modello appena esposto: utilizzi entrambi gli inconsci… ma per me è sempre più utile riferirsi a quello superiore e dirgli "ehi capo, perchè non metti tutto apposto mentre io ed il mio cliente ci godiamo il processo?" ;-DDD

  • Ciao Genna,
    ho una domanda che non c'entra niente con l'articolo di oggi: l'inconscio è suddiviso il differenti livelli? se sì, come si chiamano e come fai a sapere su quale andare a lavorare?

    Grazie mille e buon week end

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