sabato 12 giugno 2010

Ipnosi: "la metafora del giradischi" ;-)


















Ciao,


qualche giorno fa stavo lavorando con un mio cliente molto
curioso. Lui, giustamente, continuava a farmi domande
interessanti sulla natura dell'inconscio. E ad un tratto mi
ha chiesto "ma come è possibile che delle volte io penso
a qualcosa e contemporaneamente ne penso anche una
altra? ma soprattutto perché do più peso ad una cosa
piuttosto che ad un'altra?". Si parlava del perché di
alcuni aspetti del funzionamento mentale.


Se come me sei appassionato di questa materia di certo
sai che esiste una enorme quantità di teorie che cercano
di spiegare questi fenomeni. Durante la consulenza mi
arriva la metafora giusta al momento giusto: quella del
giradischi. La "trasposizione" arriva dritta dalla teoria
neo dissociazionista di Hilgard... detto in parole povere
è come se la coscienza fosse la puntina del giradischi e
i solchi invece siano numerosi flussi di coscienza che
possono essere separati l'uno dall'altro.


Per far girare tutto il meccanismo serve "energia", ed
alcuni solchi possono essere "più profondi di altri", per
cui serve più energia per poterli leggere. Allo stesso
modo se hai "un ricordo emotivo" questo attrarra la tua
puntina con più forza, e quando ci entri questa farà più
fatica ad uscire da quello specifico solco. Ma perché si
parla di ipnosi? perché Higlard è stato uno dei massimi
teorici dell'ipnosi. Ha studiato in modo accurato questa
meravigliosa materia ed è stato anche fra le persone
che hanno studiato Milton Erickson.


Hilgard parla di "moduli della mente" che sono separati
(i solchi del disco) e tenuti insieme da un sistema regolatore
generale (la puntina) - è per questo motivo che è possibile
fare cose "apprentemente paradossali in trance". Se ci pensi
chiedere ad una persona di fare qualcosa "senza che se ne
renda conto" è una prescrizione paradossale. Sarebbe come
dirti, continua pure a leggere queste parole ma evita di
comprenderne il significato :O (tra le altre cose gli studi
sull'effetto stroop e l'ipnosi hanno dimostrato che questo
è possibile ;-))


Concludendo: credo di aver trovato una metafora carina
per spiegare (grosso modo) il funzionamento della mente
durante l' ipnosi ma anche durante lo stato di veglia.
Infatti, come penso forse saprai, l'ipnosi è solo uno
strumento per raggiungere uno stato naturale della
mente chiamato "trance" che corrisponde ad alcuni
parametri fisiologici (aumento della frequenza delle
onde Theta ed inversione della dominanza emisferica).


Tu che cosa ne pensi... "ci sta la metafora"? puoi farmi
sapere che cosa ne pensi lasciando un commento qui sotto
e se ti piace il blog, puoi seguirlo dai miei feed rss oppure
dal tuo account di facebook.


A presto
Genna


Ps. un amico mi ha fatto notare che un LP ha dei
cerchi a spirale, per cui la testina si sposta per forza,
per cui sarebbe ancora meglio parlare di CD...dove
il laser si sposta per selezionare le tracce. Ma l'idea
e/o l'immagine del giradischi mi piace di più -)


Pps. Nota per i precisini come me ;-) il cavallo di battaglia
di Hilgard è la teoria dell'osservatore nascosto, ma non ne
ho parlato perché non mi sembra c'entri molto ;-)

2 commenti:

Val ha detto...

ho in testa un giradischi? wow ;)
ma le tracks quanto durano?
O meglio, quanto ci vuole per rendere un cambiamento duraturo?
Sai, a volte si va in ipnosi per smettere di fumare e la cosa riesce...ma per un po' e poi ci si ricasca.
Quanto a lungo bisogna ripetere il processo per far si che l'inconscio si "arrenda" e la pianti di tormentarci col pensiero fisso delle sigarette?

Bacio

Valeria

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Val,

dipende da quanta "emotività" / "energia" c'è in quella traccia. Restando in metafora è come se l'emotività (sia positiva che negativa) desse un quantum di energia...quando questo quantum viene raggiunto è possibile saltare di livello (come gli elettroni nelle reazioni chimiche ;-))...

...però è anche possibile tornare indietro se quella vecchia traccia riprende energia o se quella nuova ne perde...

Genna