martedì 9 febbraio 2010

Psicologia e Mito: "usiamo il 10% del cervello"
























Ciao,


hai mai sentito l'affermazione che noi esseri umani usiamo
solo il 10% del nostro cervello? Spesso, quando mi presento
con il mio lavoro si finisce a parlare di questo argomento..
della quale la fonte più attendibile, per quanto possa
ricordare è il cartone animato "Ken il guerriero" ;-) Ma
quali sono gli studi o le voci che hanno portato le persone
a credere di utilizzare il 10% del cervello?


Se c'è una cosa certa nel campo degli studi in psicologia è
che tendiamo a "risparmiare le nostre energie" per cui
la maggior parte delle volte cerchiamo "la via più facile"
per fare le cose. Cioè la via che porti via meno risorse
alla mente... Questo accade in modo inconsapevole, perché
siamo proprio fatti a "risparmio energetico" ;-) Questa
constatazione potrebbe aver portato le persone a
credere di usare solo una piccola parte del cervello?


Di certo l'idea di usare "poco cervello" deriva dal sogno
di ognuno di noi di avere delle potenzialità nascoste...e
questo è assolutamente vero... o per lo meno lo è nel
campo della psicoterapia, dove tirando fuori queste
risorse è possibile aiutare le persone a migliorarsi...
tuttavia ecco 4 buone e scomode ragioni per cui la
"storia del 10% è un mito" ;-) (Beyerstein, 1999):


1) Se utilizzatissimo solo il 10% del cervello una forte
botta in testa non dovrebbe danneggiare le sue funzioni
e questo non è assolutamente vero. Chiedilo ad un
neurologo qualsiasi.


2) La teoria più accreditata dagli scienziati sul perché
siamo fatti "come siamo fatti" è una teoria evolutiva.
Allora per quale diavolo di motivo dovremmo usare
meno del nostro potenziale? per non sopravvivere?
Darwin non sarebbe affatto d'accordo ;-)


3) Ogni macchinario che ci permette di guardare il
cervello in azione (PET, MRi, ecc.) dimostra che, quando
sei sveglio nessuna area del cervello è mai totalmente
spenta.


4) "O lo usi o lo perdi" è un detto verissimo. In
pratica se non usi una parte del corpo questa tende a non
funzionare più...a diventare più lenta e inutile. Se non
utilizzassi il 90% del cervello questo farebbe, secondo
questa constatazione, la stessa fine...


Insomma quella del 10% è una vera balla ;-) ma
non "tutto è perso"...infatti come ti accennavo prima è
vero che ognuno di noi ha potenzialità vastissime che
spesso sono occultate... e che attraverso un po' di
esercizio possono essere risvegliate e potenziate in
qualsiasi campo.


Fammi sapere che cosa ne pensi di questo genere di
articoli (cioè sui miti da sfatare) perché mi piacciono
molto ;-)) Lascia un commento qui sotto e, se ti piace
il mio blog seguimi sui feed rss oppure dal tuo
account di facebook.


A presto
Genna


Ps. Adoro la mitologia... spero che tu "possa seguire
il filo rosso ...di Arianna"...

Ecco l'articolo di riferimento:

Beyerstein, B. L. (1999). Pseudoscience and the brain:
tuners and tonics for aspiring superhumans. In: S. Della
Sala (Ed.). Mind myths: Exploring popular assumptions
about the mind and brain. London: John Wiley & Sons.

14 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Genna,
indubbiamente è un mito il fatto di usare solo il 10%, però se interpretato come un 10% usato a livello conscio e 90% inconscio, ci può anche stare?

Sarebbe interessante approfondire questa sottile differenza e capire se il 90% inconscio e usato tutto e come si fa a sfruttarlo pienamente; magari escono fuori dei superpoteri ;-)

Grazie per l'impegno con cui curi il blog ti seguo ogni giorno.

Claudio

Vittorio Di Resta ha detto...

E io che sentivo dentro di me che non davo tutto il mio potenziale cerebrale-celebrativo! E mi dicevo: "cavolo, Vittorio! Fa' qualcosa!!".

Questo mi ha spinto a fare corsi di memoria, a credere che possiamo imparare anche a 70 anni, che siamo esseri perfettibili, che possiamo raggiungere gli dei!!!

E tu ora arrivi, tomo tomo - cacchio cacchio, e dici che i miseri risultati che ho avuto con l'ausilio del mio cervello sono tutto ciò a cui posso aspirare?
Sei un cinico!!
:P

Born_Right_Now ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Luca ha detto...

dai Genna, svelaci i punti di pressione da premere per attivare il 110% del nostro cervello ;)

doc18 ha detto...

bravissimo Genna, bisogna sempre tenere in considerazione l'importanza delle fonti!
immagino che ci fosse pure una metanalisi che tiene in conto gli studi della scuola di Hokuto e quelli della scuola di Nanto
Vero Genna? ;-)))

Andrea Diana ha detto...

Ciao Genna,
purtroppo questa insana credenza è stata pubblicizzata e portata avanti da Scientology..
E' uno dei cavalli di battaglia di Hubbard in Dianetics!

Per cui il tuo post è ottimo non solo perché sfata un mito, ma anche perché aiuta a capire quale tipo di manipolazioni vengono fatte in nome dello sviluppo personale!

Gennaro Romagnoli ha detto...

ola...ragazzi...
appena tornato cotto dal lavoro
ma ho tanta tanta vogli di festa
per cui...vado a divertirmi con
gli amici e magari più avanti,
nel cuore della notte vi rispondo

e magari...vi parlo dei segretissimi punti di pressione per aumentare...

anche questa è una sorpresa :DDD

Grazie a tutti :-)
Genna

Anonimo ha detto...

Sono sorpreso di leggere delle considerazioni che sembrano riflettere la mentalità "scientifica" di 100 anni fa quando si identificavano le funzioni psichiche con il cervello.
Il cervello è la struttura fisica necessaria al funzionamento dei processi mentali e cognitivi, esattamente come l'hardware di un computer è necessario al funzionamento dei programmi. Ma non ci sogneremmo mai di confondere l'uno con l'altro.
Ora quando si dice che le potenzialità che utilizziamo sono del 10% si intende il possibile sviluppo delle potenzialità psichiche. Cosa c'entra il fatto che gli esami strumentali evidenzino che tutti i circuiti cerebrali siano attivi? Non sono attivi i circuiti del vostro pc anche se lo usate solo per fare qualche stupido giochino? E' facilmente dimostrabile come l'essere umano medio utilizzi le proprie potenzialità psichiche, cognitive, forse molto meno di quel 10%. Le potenzialità della nostra memoria sono sottoutilizzate, lo sviluppo dell'intelligenza si ferma ai primissimi stadi, non abbiamo ancora piena cognizione dei vari tipi di intelligenza possibili. Ad esempio l'intelligenza emotiva che non è meno importante di quella intellettuale. Ad esempio non esiste nelle scuole una materia fondamentale: imparare a pensare... Eh già si crede che il pensiero sia una cosa che si sviluppa spontaneamente, chi ha avuto esperienze educative prolungate con i bambini sa

Gennaro Romagnoli ha detto...

Interessante la tua osservazione, prchè è proprio la tua analogia computer-cervello ad essere datata..

quelle concezioni di 100 anni fa permettono ai medici di aiutarti se hai qualche danno cerebrale... per ora è l'unica forma di scienza che studia il cervello. Se ne conosci un'altra evitando le cazzate sulla meccanica quantistica (per quanto affascinanti).

Come faccio a sapere che l'organo pensante non è nei piedi? perchè se mi taglio un piede continuo a pensare.

Ma soprattutto come fai a dire che usiamo solo il 10% se non di meno? in base a che cosa..

No, quando si parla del 10% si parla del funzionamento normale di un individuo e non di un individuo in sviluppo. Se poi vogliamo dire che "FORSE" c'è un margine di miglioramento...non quantificabile...allora si tratta di altro e non di un MANCATO sfruttamento del cervello.

Per usare la tua metafora, quando avevo il comodorre 64 immaginavo che lo avrebbero migliorato...ma non pensavo che il miglioramento si sarebbe sviluppato nel pc stesso. Devono cambiargli "il cervello" per farlo.

Nonostante il tuo modo di dire le cose o meglio di scriverle...che non mi piace visto che mi hai dato del "dinosauro scientifico"...quello che dici non è sbagliato. Ma io leggerei bene prima di attaccare le persone... non mi sono auto-proclamato esperto della materia. Sono solo un curioso psicologo che studia la mente, aperto alle critiche, anche quando offendono.

Anonimo ha detto...

Secondo me ha ragione l'anonimo dicendo che non ci si può limitare a considerare le "aree attive"e che anche se fossero tutte non dimostrerebbero che la potenzialità (le abilit se preferisci) massima è raggiunta però non è neanche vero che è facilmente dimostrabile che la potenzialità massima è molto più alta.

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao anonimo2;)
Il punto é che l'affermazione che utilizziamo solo una certa percentuale delle nostre potenzialità
può essere vero, come lo é in ogni branca dello sviluppo umano. Ma la stessa affermazione,
converrai con me, é nettamente meno scientifica della mia...che detto per inciso non é una
mia sega mentale ma quello che ho sentito ad un convegno di neuroscienziati.

Forse la cosa si potrebbe ridire in questo modo: se le neuroscienze hanno ragione sul fatto che
il funzionamento del nostro cervello é indice di come agiamo e pensiamo, allora le affermazioni
che sparano percentuali sono del tutto errate... Innanzi tutto bisognerebbe chiedersi, uno che
usa le sue potenzialità al 10% é in grado di comprendere che le usa solo a tale percentuale?
Ma soprattutto sulla base di cosa? Almeno i neuroscienziati hanno delle basi di un certo
spessore, su cui si sono spesi decenni di ricerca...viceversa non credo proprio che la
ancestrale affermazione avesse alcuna base sperimentale.

Non pretendo di avere nessuna verità in tasca, ma solo di indagar più a fondo le verità che
da anni pensiamo siano vere...quando sono vere quanto l'esistenza di babbo natale:)
Cioè sono solo ipotesi, basate su storie e racconti...e non sulla ricerca. La mia non é
una critica a chi la pensa in quel modo, ma un modo di dire a che punto sta la ricerca
in questi campo, lo ripeto, il vero di sauro é chi pensa che quelle frasi coniate da chissà
chi abbiano un fondo di verità scientifica.

La critica che fa l'anonimo in realtà si basa sul postulato filosofico che il cervello non sia
realmente il nostro unico "controllore" e che i dati delle osservazioni neuroscientifiche
Ci dicono poco o nulla sul funzionamento della mente umana, ecco se l'avesse messa
così, un po' come fai tu alla fine;),...ne sarei di certo stato più d'accordo.

Per cui tornando al tuo finale, si é difficile capire dove sta la verità, ma se proprio devo
schierar i per avere una idea migliore, mi schiero dalla parte della scienza, per quanto
sia fallace come ogni attività umana e non divina :))

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti
Io vorrei capire una cosa forse la storia del 10% fa riferimento alle caratteristiche mentali ossia l'intelligenza la memoria ecc. Io non affermo nessuna teoria ma sono sempre in cerca della verità e mi fido della scienza quindi chiedo a lei signor Gennaro Romagnoli è possibile che sia vera questa teoria?
Io volevo fare anche un'osservazione; non so se ci ha mai pensato ma come ha fatto l'uomo dall'età della pietra ad arrivare alla tecnologia che ha ora e a che punto arriverà se fosse vero che l'uomo usasse le sue capacità al 10% cioè c'è la possibilità che l'uomo si evolva in futuro ?

Igor Bertacchi ha detto...

purtroppo Gennaro sono solo in parte d'accordo con gli esempi clinici e scientifici che tu porti,anch'io nel mio piccolo mi interesso di tali argomenti e credo di aver un punto di vista leggermente avvantaggiato essendo mia madre neurologa quì all'ospedale di sarzana,anch'io ho seguito qualche convegno e qualche meeting di neuroscienze e neuromedicina.ti anticipo che non credo affatto alla teoria del 10%,anche per me è quantomeno priva di qualsivoglia confutazione scientifica,però da quì a dire che noi utilizziamo il 90/100% del nostro cervello ci passa un abisso,nessun pet o mri ha mai confutato un attività cerebrale continua e costante con quelle percentuali,non esiste nessun tracciato verificabile che superi anche solo il 70%,è vero tutte le aree del nostro cervello in vari momenti durante l'attività giornaliera e notturna prima o poi in qualche modo si "accendono" ma bisogna anche vedere come e con quale intensità,tutte le mappature e i tracciati mostrano solo ed esclusivamente una attività di fondo ovvero una "radiazione elettrica" di fondo,molte volte quasi impercettibile come potenza di impulsi e molte volte assolutamente insufficente per attivare sinapsi e sicuramente incapace di destare il pieno controllo ed utilizzo di fasce neuronali...cioè tanto per capirci,il fatto che ci sia attività elettrica non vuol dire assolutamente che quei valori siano abbastanza significativi ed alti per dire che quella parte in realtà stia davvero funzionando a pieno regime,questo è uno dei limiti principali delle analisi da te citate.a questo bisogna aggiungere che( e non lo dico io ma la medicina)seppur sia vero che consciamo QUASI tutte le funzioni cerebrali non sappiamo assolutaente quale sia il potenziale di ognuna di esse e in svariati casi non sappiamo nemmeno se quelle da noi rilevate siano davvero le funzioni principali, sono solo all'inizio ma ad esempio in ben 4 esperimenti fatti da oliver Sacks alla columbia mi pare venne provato che durante la fase rem alcune interazioni sinaptiche non solo cambiavano percorso nella stessa area,ma quest'ultima richiedeva sostanze assolutamente diverse cambiando quindi totalmente la percezione dell'utilizzo di quella zona (per fare un esempio stupido sarebbe come dire che il tuo cellulare in modo assolutamente autonomo tutto ad un tratto durante il giono iniziasse a funzionare con solo un quinto della batteria residua e che invece di utilizzare le onde radio iniziasse a utilizzare la radiazione magnetica di fondo della terra e da quel momento in poi diventasse un contatore Geiger,per poi tornare a diventare un telefono 4 ore più tardi!)quindi se parliamo di percentuali conosciute e di quantità di aree accese sono d'accordo il 10/11/ il 20% sono una baggianata alla scientologi ma se parliamo di vero utilizzo,di percentuali sicure di comprensione e di funzionamenti,di potenzialità sbloccabili e di interazioni cerebrali o di corrispondenze esatte sinapsi=effetto mi spiace propio ma quasi certamente non utilizziamo il 100% della nostar materia cerebrale,siamo solo all'inizio la ricerca scientifica ha fatto passi da giganti in solo 50anni ma siamo solo dei bambini che iniziano a gattonare

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Igor,
gli "esempi" che riposto sono tratti dalla letteratura...tranne quelli i miei personali. Ho scritto questo post anni fa e francamente non mi va di rileggerlo ma ho letto attentamente il tuo commento e sono d'accordo con te. Dobbiamo ancora scoprire molto del nostro potenziale, ma credo che non si possa parlare di percentuali, perché queste variano tantissimo in base a troppe variabili.

Una madre che vede il figlio in pericolo...si può determinare quante risorse utilizza in percentuale? secondo me no, è qui che "casca l'asino" ;)