sabato 20 febbraio 2010

Comunicazione Efficace: il linguaggio volgare...


















Ciao,


ti ho già parlato del "linguaggio volgare" e di come alcune
volte sia utile in formazione per aprire la mente delle
persone. Nonostante questo molti miei colleghi ma anche
semplici lettori di passaggio sono un po' irritati dal fatto
che io cerchi di scrivere "come parlo". Sicuramente avrai
notato che come prima cosa ti do del "tu", cosa che viene
spesso poco accettata nel mondo pomposo dei miei
colleghi...ma questo è solo l'inizio della faccenda...


Così da quando ho iniziato a bloggare ho preso la decisione
di essere il più colloquiale possibile nella scrittura. Qualche
furbone potrà pensare che io utilizzi questo modo di fare
solo per una questione di copywriting...ma così non è. In
fatti se ci pensi il modo migliore per parlare a qualcuno è
quello di essere chiaro e semplice...senza troppi paroloni
che spesso vengono usati a sproposito. Questo mio modo
di fare è lo stesso che hanno usato nostri predecessori
come Dante e Boccaccio...mica pizza e fichi ;-)


Per questo motivo mi ritrovo a scrivere mettendo tanti
puntini di sospensione...perché sono ancora più efficaci
delle virgole e dei punti. Ma ci sono altri motivi che sono
legati alla comunicazione efficace dei contenuti:


1) Il linguaggio volgare, cioè quello parlato è il modo
migliore per entrare in rapport con qualcuno. Perché
ti permette di restare su un certo livello, se poi questo
si alza, puoi alzarlo anche tu...ricalco e guida...


2) Il linguaggio volgare fa ridere ;-) e la risata attiva
la tua memoria. Noi ricordiamo attentamente solo ciò che
ci emoziona...e dovendo scegliere fra le emozioni da usare
per ricordare...preferisco di gran lunga quelle positive ;-)


3) Il linguaggio volgare è emotivo cioè è il modo con
cui le persone esprimono le loro emozioni...e come si sa è
davvero importante che una persona possa liberamente
esprimere le proprie emozioni.


Concludendo: se vuoi imparare l'italiano forbito questo
non è il posto giusto ;-) perché qui cerco di "parlare come
mangio"...e ti assicuro che sono davvero disordinato nel
farlo...cioè nel mangiare ;-) Oltretutto sono certo che
chi mi legge apprezzi questo genere di linguaggio, anche
perché non se ne può più dei professori e professionisti
barbosi che quando parlano avrebbero bisogno dei
sottotitoli ;-)



Fammi sapere che ne pensi, lascia un commento qui
e se ti piace il mio blog, seguilo dai feed rss oppure
dal tuo account di facebook.


a presto
Genna

9 commenti:

Piergiorgio Merlatti ha detto...

Avanti così Genna, da Amico e collega trovo la tua comunicazione efficace e di facile lettura. La nostra professione deve poter produrre dei cambiamenti nelle persone, se vogliamo generare dei cambiamenti dobbiamo essere compresi, e il modo migliore è utilizzare lo stesso "codice" di comunicazione, se invece vogliamo fare "accademia" e sentirci strafighi, solleticando il nostro ego, possiamo usare termini tecnici complessi e di difficile comprensione "parlandoci addosso...tra le due, io sposo la tua linea di pensiero...e anche alimentare... ;-)

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Piergiorgio,

parole sacrosante...quelle che hai detto e che è giusto noi recapitiamo all'indirizzo dei nostri clienti. Indirizzo che deve essere uguale altrimenti il postino si inkazza e le mette in giacenza ;-)

dal caos la stella danzante ha detto...

"Così in alto così in basso." Così nella 'scienza ermetica'. Ma anche nella vita (quella non vegetale – o meramente vegetativa). Nei fatti - parliamo nello specifico del linguaggio -, conviene dapprima 'ricalcare' (in 'basso': il 'mondo' è, in genere, terra-terra...), poi 'guidare' (verso l''alto'), per poi 'riatterrare' e 'ri-decollare'. In pratica, un'altalena tra 'stalla' e 'stelle': tutto questo per 'sondare' tutte le possibilità dell'esistenza (e del linguaggio): che non è solo 'mercato'... (nel senso di Nietzsche - "... il deserto cresce: guai a chi cela deserti dentro sé!"). La varietà – tassonomica e cromatica - del 'giardino' è, infatti, ben più interessante del giardino di solo rose (per di più senza spine) o di sole margheritine selvatiche (che non ispirano più di tanto...), o di 'sole' (nel senso, sia di 'astro celeste' sia, alla romana, di ...'bidoni'). "Per aspera ad astra....".

Anonimo ha detto...

waa sono assolutamente d'accordo :P basta col linguaggio da professorone che parla per ore e ore usando termini che manco il vocabolario c ha :P e che dopo 5 minuti ti viene un forte mal di testa :) e soprattutto non ci capisci nulla :P
Daniela

Piero ha detto...

Genna...

... condividuo ed applico tutti i giorni quanto tu descrivi in questo post anche perché "sento" che...

...la ns.lingua ossia la Lingua Italiana è oggi una lingua MORTA...

... e tanto più è MORTA quando dobbiamo utilizzarla per comunicare a proposito del mondo del lavoro...

... è invece (la ns lingua italiana) davvero viva quando la utilizziamo per farci seghe-mentali&C.

un saluto di cuore
Piero

doc18 ha detto...

Sta vignetta mi ricorda qualcosa;-)

Simone ha detto...

hi Gen, sei un Filone !!! A te piace parlare così, ma tu sai di saper parlare benissimo!
Saper parlare ed usare le parole implica di conoscerle, scegliere il livello...si può cercare di apprendere (anche in fantastici corsi di comunicazione, talvolta talmente efficaci che ci si innamora della infinita esplorazione...e sorrido felice).
secondo me, nel tuo blog hai scelto un livello che mette molto a proprio agio, non capisco come descriverlo, ma penso sia un linguaggio "universale", nel senso che sembra che sempre chiunque possa seguirti...
Se penso a quei professori da te citati che usano sempre solo paroloni,ne conosco , in ogni settore ci sono esemplari fantastici .... ma questi, con i loro figli come parleranno? con la loro moglie? quando devono decidere se cambiare il rubinetto del giardino che il ghiaccio ha fatto scoppiare...?
Insomma se vogliono COMUINICARE, che tono, impostazione o livello terranno ...? quello dei paroloni....?!? mah...
Ecco il linguaggio universale che ci mette in comunicazione e se vogliamo anche a buon agio fra intrlocutori... oppure.., no....
Mabbell'antonio, sei fantastico !

Claudio ha detto...

Ciao Genna,
sono assolutamente d'accordo con le tue parole e il tuo ragionamento.
A volte mi capita di criticare amici o colleghi che, appassionati o studiosi i un determinato argomento, quando gli viene posta una domanda iniziano a rispondere con tecnicismi e termini settoriali che pompano di orgoglio il loro ego, ma lasciano spiazzato il povero interlocutore.
Ciò che ribadisco sempre loro è che il livello di comunicazione va sempre tarato in base alla persona che si ha di fronte.
Se, come dovrebbe essere, l'obiettivo della mia comunicazione è trasmettere al mio interlocutore dei contenuti e che questi siano ben chiari, allora in paroloni e tecnicismi non fanno altro che andare verso la direzione opposta.

Un mio amico consilgia spesso di "PARLARE POTABILE"! e la tua acqua è purissima ;)

Un abbraccio

Claudio

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Simone,

grazie mille... so che le tue parole arrivano dalla esperienza diretta ed essendo anche narcisista le accetto volentieri ;-)
Grazie---

Ciao Claudio,

ahhh..."parlare potabile"...in base alle persone che hai davanti. Se uno può bere solo un certo tipo di acqua bisogna dargliela altrimenti muore di sete...e come si sa l'acqua è il nostro primo alimento per restare vivi...

...per cui è molto bella come metafora ;-)

Genna