Ipnosi: è utile la trance ipnotica?

Ciao,

se hai seguito gli scorsi articoli sull’ ipnosi o se giù conosci l’argomento sai che questa è una domanda abbastanza importante per lo studio e l’applicazione della ipnosi.Infatti su questo argomento ci sono molti punti di vista contrastanti, c’è “ad esempio” chi prende una frase di Erickson e la generalizza: “tutto è ipnosi”…ma poi le cose “sono oltre” ed oggi ci troviamo davanti a questo dilemma sia teorico che applicativo.

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in questo articolo di Burkhard Peter, il cui titolo è lo stesso del post…non tanto quindi se sia vero o non vero sul piano teorico ma se è “utile o non utile” che vi sia la trance ipnotica. Intendendo per trance uno stato discreto di coscienza e non una semplice “fluttuazione della coscienza comune”

La prima tesi degli autori è che senza la trance non ci sarebbe l’aspetto di “realtà virtuale” generato dalla trance. Infatti una cosa è visualizzare è un altra è allucinare…durante la trance ipnotica si vivono delle vere e proprie realtà alternative. Chiaramente non sono identiche alla realtà ma sono nettamente diversedalla visualizzazione. “Realtà” accennate anche dallo stesso Erickson (vedi E. Rossi).

Tra le altre cose le osservazioni effettuate su persone in trance hanno nettamente distinto lo stato di trance dallo stato di visualizzazione. Nonostante si attivino centri simili, solo durante la trance ipnotica il cervello pensa di “vivere realmente le cose che percepisce”…Questa differenza fisio-anatomica ci permette di distinguere nettamente i due stati…

…a questo punto viene da chiedersi, allora quale dei due stati è più utile in un percorso di cambiamento?Purtroppo però la risposta a questa domanda non può essere univoca…dato che entrambe queste metodiche possono essere mescolate ed aggiunte ad ogni forma di psicoterapia…e dato anche che, durante la terapia non abbiamo una macchina possa dirci se una persona entra realmente in trance (potremmo averla, ma è inutile ai fini del trattamento;-))

Le due scuole contrapposte affermano che:

1 – E’ necessaria una trance (nel senso fisiologico) per ottenere quella ri-organizzazione della mente durante la fase ipnotica.

2 – La trance non è indispensabile perché basta creare un “breve blackout” dell’emisfero dominante in grado di poter far esperire ai pazienti la “esperienza emozionale correttiva”.

La mia personale opinione è che servano entrambe:la seconda per creare quella necessaria indirettività emettere i soggetti davanti alla propria “esperienzaemozionale correttiva“…e la prima per consolidare quei cambiamenti che altrimenti rischierebbero di essere labili e dissolversi nel lungo termine. L’esperienza correttiva si può ottenere anche attraverso la realtà ipnotica che ti dicevo prima. Ma secondo me, entrambe,sia quella “virtuale” che quella “reale” possono essere utili…in occasioni differenti…

Ci tengo a sottolineare che la diatriba non è sul fatto che l’ipnosi sia formale o in-formale…come viene spesso fatto credere nei testi di PNL, anche perché io posso dire ad un mio cliente che quello è un rilassamento ed ottenere una “trance” senza mai nominare la parola ipnosi…Oppure viceversa dire ai miei pazienti che sto usando delle tecniche ipnotiche quando in realtà sto facendo uno swish di PNL 😉

Dosare attentamente questi ingredienti, è secondo me,uno degli aspetti principali di chi utilizza questi approcci nel proprio lavoro oggi…per cui ritengo che ci debbano essere “meno litigi” e più collaborazioni. Difendere il proprio “bambino” (la propria teoria) serve solo a far crescere bambini impauriti dal mondo.

Fammi sapere che cosa ne pensi lascia un commento qui sotto.

A presto
Genna

 

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15 Commenti
  • allora aspetto la tua mail 😉
    genna78@gmail.com

  • thanks:)chiarissimo!
    magari in una mail privatamente te lo dico:-)!!!

  • Bhe…a questo punto però mi devi dire con chi stai facendo il corso 😉

    Allora prendo spunto da Zaig per risponderti, che se non sbaglio dice così "l'indirettività deve essere direttamente proporzionale alla resistenza"…in pratica più il soggetto che hai davanti è resistente e più devi essere indiretta…e viceversa.

    Right? 😉
    Genna

  • p.s.
    sembra assurdo ma nel corso non ho ricevuto una risposta tanto semplice quanto eloquente!!!!per caso terrai un corso :)??!
    p.s. un'utima domanda se non mi mandi a quel paese…nella tua esperienza, è più efficace un'induzione "classica" (punto fisso, scala..ecc,) oppure una di tipo indiretto , ericksoniano,per metafore? io con la prima ho fatto levitare diverse mani…ma temo che sia più difficile ottenerla con il secondo tipo di ipnosi, seppure più moderna e affascinante, penso serva molta più pratica.. per i novizi come me:(

  • Grazie
    sei gentilissimo…e velocissimo;-)
    io continuo a studiare…e a far pratica con le mie povere cavie..fortuna ci sono gli amici:)
    Elisa

  • Ciao Elisa,
    uff che domandona 😉 allora partiamo dal presupposto che la trance ipnotica è uno stato naturale che si sviluppa ogni 90 minuti (mediamente). Questa è la teoria moderna, chi segue questa scuola di pensiero non si preoccupa (per la maggior parte) di comprendere se è uno stato discreto (simile al sonno, per cui non puoi sbagliarti se sei in trance) o uno stato altalenante.

    Di norma è tutta questione di pratica, mi spiego meglio…la trance è molto simile al "sogno ad occhi aperti"…ma c'è un piccolo problema, quando sognamo ad occhi aperti siamo talmente concentrati in quello che pensiamo che "non sappiamo di star sognando ad occhi aperti". La stessa cosa è per l'ipnosi, fino a quando "il soggetto" non ha appreso quando si trova in quello stato non può dire con certezza "ero in trance".

    Chiaramente questa "non è una convinzione" da raggiungere, perchè se infatti osservassimo il cervello noteremmo la presenza di onde theta ed una generale o parziale "inversione emisferica"…in pratica l'emisfero dominante (il sinistro in genere) diventa il destro…(più o meno ;-)..

    Invece per quanto riguarda la coscienza in trance, trovi un sacco di bei studi sull'"osservatore interno di Higlard". In pratica si postula che vi sia sempre un osservatore intento a monitorare quello che accade, ed è anche per questo che l'ipnosi da palcoscenico (con tutte le sue derivazione suggestive da film) non è ipnosi. Perchè in un reale stato di trance la persona "acquista coscienza" e non la perde. Se prende fuoco la stanza durante la seduta il primo a scappare è il cliente 😉

    Spero di averti chiarito meglio, comunque ho già descitto seppur parzialmente quello che ti ho scritto negli articoli dedicati all'ipnosi.

    Genna

  • Ciao Genna
    sono reduce dal secondo week end di un corso sull'induzione ipnotica e i dubbi sembrno aumentare invece che diminuire…:(
    ancora nn mi è chiaro se questa trance sia effettivamente uno stato fisiologico e cosa esattamente la distingua da un rilassamento profondo. Insomma questa famosa "coscienza" c'è o non c'è durante la trance e se non c'è dipende dalla bravura del ipnotista che l'ha indotta, del soggetto che ci crede veramente di essere in trance o da non so cosa ?? so che forse è una domanda un pò astrusa ma non vorrei restare delusa dall'idea stessa che avevo dell'ipnosi come utilissima risorsa per lavorare con "l'inconscio" se così vogliamo chiamarlo…questo era anche un mio "sfogo" personale oltre che una domanda…
    intanto continuo a cercar risposte anche nel tuo blog:)
    Grazie
    Elisa

  • Ciao Alessandro,
    sono d'accordo con quasi tutto quello che hai scritto 😉

    …se nella vita sei un chirurgo starai bene attento a non avere un coltello da cucina invece che un bisturi ;-))

  • Se vuoi fare ipnosi la trance è fondamentale.

    Per cambiare non è indispensabile, la seconda scuola di Nancy (Coué) utilizzava semplici suggestioni in stato di veglia, come fece Bernheim nell'ultima parte della sua carriera.

    Braid scrisse (non ho ritrovato il punto, ma lo sto cercando) che l'ipnosi aveva come conseguenza amnesia, con la consapevolezza di essere stati in ipnosi, distinguendo così un ora-allora, qui-lì.

    La trance quindi "funziona" come realtà alternativa, ma ciò non implica che un cambiamento sia possibile o garantito da questo stato. Come non è garantito utilizzando suggestioni "alla Couè". Le due cose sono sia in alternativa, che combinate.

    Incomprendibile e sconcertante, ma è così: credo che bisognerebbe ripensarle.

    Non penso che l'involontarierà sia importante per sapere di essere stati in ipnosi, uno dei metodi per indurre ipnosi è dire al soggetto di "far finta" di esserci, e avendolo sperimentato, spesso come ultima risorsa, posso dire che funziona.

    L'ipnosi è simile al sonno, alla meditazione, al sogno da svegli guidato, al rilassamento profondo, al training autogeno, e un mucchio di altre cose. Che abbia delle similarità con sintomi psicopatologici, mi sembra del tutto irrilevante, come il fatto che ci siano delle differenze. Non mi domando mai quali sono le differenze tra il coltello con cui affetto la carne e un bisturi, per quanto siano simili e abbiano la stessa funzione.

  • Ciao Elisa,

    stai attenta ai tuoi colleghi 😉
    Grazie aspetto il tuo
    feedback dei video…

    Genna

  • li guarderò sicuramente la prima volta che mi collego da casa, in ufficio non lo faccio più… una volta ho aperto un tuo video e mi ero dimenticata di collegare le cuffie al pc ed è partita la tua voce a tutto volume eheh "Ciao sono Gennaro Romagnoli di psicologianeurolinguistica" e un collega un po' vecchio mi dice "ha detto qualcosa?"
    e io con faccia da angioletto "no no… " eheheheh

  • Grazie Elisa 🙂
    ricambio gli auguri… e ti invito a guardare i video di auguri… anche se "un pò" amatoriali 😉

  • Giusto Manuel,
    altro aspetto importante di conoscere entrambe le tecniche è la congruenza…

    per me, entrambe le tecniche per funzionare hannno bisogno di congruenza..

  • Ciao Genna, per qualche giorno non sono passata a leggerti, ma oggi ho recuperato con gli articoli vecchi: bellissimi, come sempre.

    Ti faccio i miei auguri di Buon anno, con un po' di ritardo, ma di vero cuore.

    ps. Aspetto il tuo oroscopo 😉

  • Ciao,
    è utile sapere fare utilizzare entrambe le cose è una questione di stile di apprendimento.

    Alcune persone per motivi diversi preferiscono una modalità per cambiare altri quella oppposta.

    IMHO e' utile conoscere entrambe le forme, se non le conosci può succedere che tu faccia delle splendide induzioni ipmnotiche ma poi comunichi messaggi incongruenti quando parli normalmente con la persona.

    E questo potrebbe abbassare drasticamente l'efficacia di quello che fai.

    Ciao
    Manuel

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