
Ciao,
ti ho parlato spesso di comunicazione non verbale e
altrettanto spesso mi hanno chiesto se, all'interno di tutta
la gamma possibile di "gesti, espressioni, toni e quanto
altro" ne esistano di universali...cioè di gesti che possono
essere riconosciuti in tutte le culture come segnali univoci.
Bene, per quanto riguarda i "classici segnali non verbali",
cioè quelli che trovi sui libri in stazione ;-) la risposta è
no! perché ogni cultura ha le sue regole di espressione
(regole di esibizione) di certi gesti...
Invece per quanto riguarda l'espressione facciale delle
emozioni primarie (felicità, tristezza, rabbia, sorpresa,
paura e disgusto) la risposta è si ;-) Numerosi studi in
differenti culture hanno provato che queste espressioni,
quando sono vere e non simulate, sono identiche in tutte
le culture. Ma chiaramente ci sono delle differenze per
quanto riguarda le "regole di espressione" in pubblico.
Se ad esempio filmiamo dei giapponesi mentre vedono
filmati cruenti di una operazione chirurgica, la loro
mimica varierà in base al fatto se si trovino in presenza
di altre persone o meno. Se sono in presenza, tenderanno
a controllarsi e a non mostrare nessun tipo di espressione.
Mentre se si trovano da soli mostreranno la gamma di
espressioni tipiche di tutti i paesi esaminati (quasi
tutto il mondo).
Se hai visto almeno la prima puntata dell'ormai noto
"Lie To Me", ricorderai che all'inizio un tizio afferma che
il dott. Lightman (il protagonista interpretato dal mitico
Tim Roth) è stato anni in Nuova Guinea...ma perché?
La storia è un po' ripresa dalla realtà, e quindi Roth
interpreterebbe il Prof. Paul Ekman che ha realmente
trascorso del tempo in Nuova Guinea...
Ekman e Friesen, dopo aver constato che sia le espressioni
facciali che la loro interpretazione non cambiano da paese
in paese, si sono domandanti: "ma non è che tutti danno la
stessa interpretazione solo perché sono influenzati dai
mass-media?"...per questo motivo hanno deciso di recarsi
in un luogo dove Tv e giornali non fossero ancora giunti.
Il risultato ha nuovamente confermato le loro ipotesi...
il riconoscimento delle emozioni, e anche il loro modo di
essere espresse è universale.
Questa ipotesi non è loro ma di Charls Darwin che nel suo
famoso libro "l'uomo e l'evoluzione della specie" aveva già
ipotizzato l'universalità di queste espressioni basandosi
sulla osservazione delle emozioni nei primati. Da queste
ricerche è scattata l'idea di costruire un "atlante delle
emozioni" (da parte di Ekman e Frisen) cioè uno studio
che mettesse in evidenza quali sono i movimenti del
viso che caratterizzano le emozioni.
Da questo atlante è nata l'osservazione delle famose
"microespressioni", espressioni del viso che appaiono
in un venticinquesimo di secondo per poi svanire e che,
solitamente sono inconsapevoli... cioè chi le produce
non si rende conto di averle espresse. Vuoi un esempio
italiano di queste espressioni (a parte l'immagine su in
alto??) allora Lunedì 1° febbraio guardami su Rai 1
dalle 14 in poi...il programma si chiama "Festa Italiana".
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A presto
Genna
Ps. L'immagine su in alto mostra le 4 emozioni che
si confondono più facilmente e sono screenshot presi
dal training online di Ekman ;-)
Da sinistra verso destra "Rabbia - disgusto...e sotto
sorpresa - paura"...
3 commenti:
quanto mi piace questo argomento! :)
Già Elisa...sono
proprio belli ;-)
Una domanda Su Mett...come funziona tu paghi e loro ti attivano l'account?? è a tempo??
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