lunedì 30 novembre 2009

Auto Ipnosi: "il pulsante della trance" ;-)

















Ciao,


spesso ti ho parlato di ipnosi ma poche volte della sua
sorella gemella...l'auto-ipnosi. Come sai la trance è
uno stato naturale della mente
... per cui è difficile
inquadrare il fenomeno in modo tecnico. Potrei dirti che
anche in questo momento, se sei abbastanza concentrato
sulle parole che leggi...sei in auto-ipnosi ;-) La tecnica
serve solo per trovare una via facile per riconoscere e
gestire questo stato naturale...








domenica 29 novembre 2009

Comunicazione non verbale: il transfert e gli errori di interpretazione


















Ciao,


chissà quante volte hai sentito parlare di calibrazione, di
lettura dei segnali minimi e di comunicazione non verbale.
Tutti, in un modo o nell'altro pensano che poter leggere
questi "segnali" porti alla capacità pseudo-magica di
leggere nel pensiero altrui. Se hai letto i miei scorsi
articoli
sai che non è esattamente così che funzionano
le cose...


Ci sono molti "nemici" che impediscono una buona lettura
del comportamento non verbale...il primo è la personalità
unica di ogni individuo, il secondo è il contesto in cui questi
si presentano...ed il terzo è il non ascoltare e osservare
davvero parlando dentro di te di cosa cercare nel
comportamento altrui...ma c'è un terzo che spesso non
viene considerato...il transfert.


Lo so questa parola presa in prestito dalla psicanalisi è il
modo migliore per descrivere questo fenomeno: sei li
e stai ascoltando quello che dice una persona...ad un
certo punto questa inizia a parlare del rapporto che
ha con sua madre...ad un tratto, tu ti ritrovi a pensare
al "rapporto con tu hai con madre".


In pratica hai trans-ferito i tuoi pensieri (il tuo vissuto)
partendo dalla esperienza di un'altra persona. Questo è
in parole povere il fantomatico "transfert analitico". Ma
perché dovrebbe essere un nemico della calibrazione?
cioè della capacità di osservare e rispondere, in modo
adeguato, alla comunicazione non verbale altrui?


Semplice perché se ad esempio stai parlando di un evento
piacevole che è accaduto a tua madre, ma chi ti ascolta
inizia a vivere il transfert pensando ad eventi brutti,
quasi sicuramente le sue micro espressioni lo mostreranno
...e tu potresti pensare che quello che stai dicendo non gli
interessa o che, ancora peggio, quella persona non ti
rispetta...ecc...ecc...


La stessa cosa accade decine di volte durante una normale
conversazione, figuriciamoci quando sposti la tua attenzione
dal linguaggio verbale a quello non verbale. In questo caso
non solo le emozioni di chi osservi possono essere falsate ma
soprattutto le tue. In PNL si potrebbe riassumere dicendo,
quando osservi le altre persone, devi restare "sensorialmente
basato"...evitando il più possibile di giudicare e di pensare alle
"tue cose personali"...stai fuori da te ;-)


Un ottimo modo per allenare la tua attenzione a restare
centrata sull'esterno è l'esercizio dell'hakalau che puoi
trovare
ben dettagliato su questo post...ricordati che
essendo un esercizio va applicato non nella vita reale, cioè
nelle tue interazioni personali (in famiglia, amici e partner)
ma in contesti in cui puoi imparare...


...vai in un bar...in un luogo pubblico, ed allenati ad
osservare la gente stando "fuori di te senza giudizio". Ti
assicuro è una cosa davvero difficile, per cui, fallo in modo
frazionato, cioè per alcuni istanti... poi pensa a ciò che ti
pare...magari facendo le tue considerazioni e poi ritorna
per altri "brevi momenti" ad osservare senza giudicare.


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A presto
Genna

sabato 28 novembre 2009

PNL: Robbins "modella a tutto spiano" ;-)



















Ciao,


qualche giorno fa il preparatissimo Zio Hack ha pubblicato
un post in cui segnalava un link ... questo...si tratta di un
articolo di Eric Robbie uno dei più noti sviluppatori della
PNL. L'articolo parla di Anthony Robbins il formatore
più noto e pagato, probabilmente, del nostro secolo.


Se conosci l'inglese e sei nella fase "difendiamo i guru a
spada tratta" l'articolo di Robbie potrebbe risultarti
indigesto ;-) infatti è tutto dedicato a sottolineare
quanti meriti si è preso il gigante buono, rubacchiando
qui e la le idee dei suoi collaboratori.


Prima di mostrarti a grandi linee il tutto voglio mettere
le mani avanti e dirti che a me Robbins non dispiace. Ha
fatto in modo che la PNL fosse sdoganata ed ha costruito
uno dei business più redditizi della storia. Qualcuno ha
detto: "se copi da una sola persona sei un ladro ma se
copi da più persone sei un genio
" ;-)


Ecco cosa dice Robbie su Robbins...sembra un gioco
di parole, ma il "tono" non è così giocoso ;-))


1) All'età di 19 anni Robbins ha lavorato per uno degli
oratori motivazionali più famosi, Jim Rohn. Dal quale
ha tratto a piene mani lo stile "ultra gasato" di far
saltellare il pubblico, con il ben noto passaggio in mezzo
alla platea, dando "il 5" a tutti... In pratica ci sta
dicendo che lo stile "non è il suo" ;-)


2) Nell'anno in cui Robbins ha svolto il suo pratictioner,
nel 1983 con la associazione di Grinder...aveva anche
seguito un corso di un certo Tolly Burkan, un ex-mago
illusionista che aveva fra le sue tecniche di cambiamento
la camminata sui carboni ardenti. Robbins ha presto la
stessa identica metodologia è l'ha modellata (cioè
copiata) tale e quale...


3) Quando Robbins ha deciso di scrivere il suo primo
libro
ha dato 5000£ ai 5 maggiori trainer di PNL del
periodo chiedendogli di scrivere 2 o 3 capitoli a testa. Fra
questi c'erano: Wyatt Woodsmall, Tad James, and Cathy
Modrial. Il risultato infine è stato smussato e corretto da
molti: Peter Applebome, Henry Golden, e altri...il titolo
del libro è Unlimited Power (1986).


4) Nel 1987 Robbins ha dichiarato durante una intervista
che, attraverso la PNL è riuscito ad incrementare del 100%
l'efficacia dei tiratori scelti dell'esercito americano. Ma anche
questa volta ha omesso un dettaglio, i trainer erano molti di
più e lui era il più giovane e inesperto fra: Wyatt Woodsmall,
Richard Graves, Paul Tyler, John Alexander eDave Wilson.


5) Per quanto ne sappia Robbie, Robbins è "un pratictioner"
di PNL...ma non ha mai frequentato ne il master e nel il
trainer training. Ma ha mandato 15 suoi colleghi a seguire
il master practitioner in cui ha insegnato Robbie insieme a
Bandler, con la "richiesta precisa" di andare e di portare a
casa le novità del corso.


Robbie continua raccontando come le tecnologie che, i suoi
allievi hanno appreso durante quel master sono diventati i
suoi due prodotti di maggiore successo: Awake the Giant
Within, e Date with Destiny. Insomma, secondo questo
articolo pare che poco derivi dalla "farina del sacco" di
Tony Robbins...ma questo non toglie che sia un grande
formatore, comunicatore e coach...oltra ad essere un
eccellente businessman...


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A presto
Genna

venerdì 27 novembre 2009

Psicologia: Danie Beaulieu e il "libro della Vita"...



















Ciao,


fra i molti "terapeuti efficaci" troviamo davvero molte
donne influenti che hanno sviluppato interessanti tattiche
terapeutiche. Una di queste è Danie Beaulieu, che oltre ad
aver creato nuove forme di approccio, creative e molto
innovative, è una bravissima terapeuta in grado di creare
profondi cambiamenti. Guardala in azione...





Hai visto il video? eccezionale usa il libro come metafora
per aggiungere, stimolare e alimentare le risorse inconsce.
Giusto per apprezzare ancora meglio l'intervento della
Beaulieu...traduco le prime "battute di aperture":


"ok Donna, come prima cosa ti ringrazio per essere
venuta
...tu non sai che cosa sta per accadere...vero?
(no non lo so)
ok..sono lieta che tu sia aperta ad
esperienze di qualche
impatto...una esperienza di
impatto qui...ti piace leggere?
(si mi piace)...ti piace
...puoi per favore tenere questo libro?
(si certo)...
e immagina che questo libro...sia il libro
della
tua vita...
"


"...potresti per piacere aprirlo alla pagina in cui pensi
di
essere ora nella tua vita? prenditi il tuo tempo..non
pensarci
troppo sopra, lascia che il tuo corpo ti guidi...
Dove pensi di
essere con la tua vita proprio adesso
(penso di essere ad un terzo della mia vita...più o meno
intorno a qui...e questo è il passato e questo dovrebbe
essere il futuro) bene...cosa senti quando tieni questo
libro fra le tue mani...ti senti
particolare?..."


Come hai notato tra parentesi ci sono le risposte della
cliente (che ovviamente è una volontaria durante un
workshop) nota come la terapeuta utilizzi ad arte il
linguaggio, sin dalla sua prima domanda. "Non sai che
cosa sta per accadere, non è vero?"...la prima parte della
sentenza è il creare l'aspettativa ed il "non sapere
ericksoniano
", mentre la seconda parte è una semplice
ma potentissima tag questions...ricordi non è vero? ;-)


Nota come utilizza il libro... una sorta di Time-line e da lì,
mobilizza avanti e indietro le risorse della cliente in modo
molto elegante. Soprattutto il libro diventa la metafora
principale da usare per il cambiamento. Dice cose come
"pensi che se avrai questo sarà un libro scritto meglio",
pensi che si possa migliorare questo capitolo? oppure,
pensi di poter influenzare questa parte della storia...



Se hai visto il video non può esserti sfuggito il suo senso
dell'umorismo
...Quando studio questi abili terapeuti
sorrido sempre ad immaginarmi alcuni colleghi seriosi e
"professionosi" sul lavoro (aggettivo inventato per chi
pensa che la seriosità sia un valore professionale)
...alcuni fanno ritiri per sentirsi male in gruppo brrr;)


L'umorismo, creato ad arte, dovrebbe essere un
insegnamento obbligatorio di tutte le scuole di
psicoterapia :-D


Fammi sapere che cosa ne pensi del video...e se già
conosci il suo lavoro e vuoi "espandere e precisare" la mia
piccola descrizione...sei li benevenuto/a ;-) Lascia un
commento qui sotto e vuoi seguire e sostenere il blog
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A presto
Genna

giovedì 26 novembre 2009

Comunicazione non verbale: l'effetto Camaleonte...tutto sul Mirroring



















Ciao,


imitare il comportamento non verbale delle altre persone
è una delle tecniche più conosciute in questo campo...ti ho
già mostrato un sacco di studi che ne parlano, in quello di
oggi vedrai una ennesima conferma che porta con se dei
risultati che, ad un livello sperimentale, sono molto
interessanti.


La domanda che si sono posti Chartrand and Bargh (1999)
sono state:


1) le persone imitano gli altri automaticamente?
anche gli
sconosciutti?

2) può l'imitazione farci piacere di più alle altre
persone?


3) Chi vuole "piacere", potrebbe, senza esserene
cosciente
imitare di più le altre persone?


I ricercatori lo hanno battezzato "effetto camaleonte", ora
vediamo perché...per rispondere alla prima domanda sono
stati scelti 78 partecipanti. Tutti sono stati invitati a fare
una chiaccherata fra loro, ma in realtà parlavano con dei
ricercatori addestrati a fare 3 comportamenti non verbali
con una determinata frequenza e sistematicità.


Il primo comportamento consisteva nel sorridere, il
secondo nel toccarsi il viso ed il terzo nel battere i piedi. I
risultati sono stati evidenti, quasi tutti i partecipanti hanno
imitato lo sperimentatore. Il risultato più sorprendente è
stato quello del "battere i piedi" imitato dal 50% dei
soggetti. Questo risponde affermativamente al primo
quesito... adesso vediamo il secondo...


2) Imitare ci fa piacere di più?


I 78 soggetti sono stati invitati nuovamente a parlare con
uno sconosciuto (l'ennesimo complice) riguardo ad una
fotografia. I complici imitavano il comportamento non
verbale di alcuni soggetti e di altri no. Successivamente
ai soggetti è stato chiesto di valutare, su una scala da 1
a 10, quanto era stata piacevole la chiaccherata.


Risultati: imitare ha davvero incrementato la piacevolezza
fra i soggetti. Bhe, non dovrebbe stupirti se conosci la PNL
e in modo particolare se leggi il mio blog ;-) Ti avviso che
la "piacevolezza" ha avuto una percentuale, bassa ma
significativa. Quindi imitare può aiutare ma non è di
certo la cosa più importante per "farsi piacere".


3) Chi, per tratti caratteriali, tende a volersi far
piacere
imita maggiormente?


55 soggetti sono stati sottoposti ad un test per verificare
la loro predisposizione a "farsi piacere", basato sulla capacità
di creare empatia. Successivamente sono stati messi a
"chiaccherare" con un attore. Che aveva all'incirca lo stesso
compito degli studi precedenti.


Risultati: i soggetti che risultavano essere più portati alla
"piacevolezza" imitavano con maggiore frequenza lo
sperimentatore, sei soggetti che invece avevano totalizzato
un punteggio più basso nei test. Sorprendentemente non vi
era differenza nei soggetti in base al grado di empatia.


Concludendo: mirroring, rispecchiamento, ricalco ecc...
tutte pratiche che ormai vengono pubblicizzate anche sui
giornaletti, hanno un fondo di verità. Nulla di nuovo
sotto il sole, tuttavia è sempre interessante verificare
le cose in modo sperimentale ;-)


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A presto
Genna


Tanti auguri a Simone e Marta oggi sposi :-)

mercoledì 25 novembre 2009

Ipnosi: il sistema famiglia



















Ciao,


oggi ti parlo di un mio caso clinico personale, un successo
incredibile attuato modificando un solo elemento. La storia
è davvero lunga per cui cercherò di alleggerirla il più
possibile in modo che tu possa apprezzare, non tanto la
"mia abilità", quanto i meravigliosi meccanismi
sistemici che si sono messi in moto spontaneamente.


Una mia cliente si presenta chiedendo di uscire fuori dalla
sua ansia e di diventare più equilibrata a livello emotivo.
Durante il nostro percorso mi racconta che lei ha "tutto il
peso della sua famiglia sulle spalle". Infatti, senza entrare
nei particolari, posso solo dirti che lei era l'elemento più
debole...ed ogni volta che c'era un problema tutto cadeva
sulle sue spalle
...


...in pratica nel tempo, questa giovane ragazza, è diventata
il capro espiatorio della sua famiglia. Ma non in senso
letterale, cioè non è che se la prendessero con lei in modo
diretto, ma facevano di tutto per far cadere le cattive
vicissitudini familiari addosso a lei. Così lei diventava una
mediatrice fra i suoi genitori e suoi
"fratelli cattivi"
...


Claudia (nome di fantasia) aveva già iniziato ad avere
molti effetti positivi dai nostri incontri...attacchi di panico
azzerati, ansia sottocontrollo e iniziava a sentirsi più forte.
Così questa settimana mi racconta di aver discusso, per la
prima volta, in modo animato con suo fratello...ma a
differenza di TUTTE le volte, in questo caso è riuscita a
restare tranquilla e a "cantargliene 4" davanti a tutta
la sua famiglia
.


Bhe...già queste parole erano musica per le mie orecchie
perché aveva realmente l'aspetto di chi è fiero e insieme
stupito di quello che, automaticamente, ha compiuto. Ma
le sorprese non finiscono qui...Claudia mi racconta che a
quel punto anche il fratello ha trovato il coraggio di
parlare con il padre...e questo ha modificato il modo di
comportarsi del padre (un orso) con tutto il resto della
famiglia.


Come ti ho già mostrato, sentendosi più forte, Claudia si
è posta in modo da ottenere una relazione simmetrica,
ivece che complementare...insomma, ha smesso di fare
la vittima ma senza diventare a sua volta carnefice ;-)


Eccezionale! modificando un solo elemento del sistema
ecco che tutto il sistema segue. Ma la cosa sorprendente
di questa storia è proprio la velocità con cui avvenuto.
Tutto nella stessa serata... è come se, Claudia, essendo
più forte ed evoluta abbia squilibrato il sistema che ha
trovato una sola via di fuga, riequilibrarsi...in modo più
funzionale.


Uno dei motivi per cui ti ho raccontato questa storia è
per dirti quanta responsabilità hai, se decidi di applicare
le tecniche e le metodologie che puoi trovare sul blog.
Un piccolo cambiamento agisce in modo sistemico su
tutto l'intero sistema, ed è per questo che amo la PNL
e l'ipnosi, perché al contrario di molti altri approcci
ti dicono esattamente come fare, cosa fare e
soprattutto in quale direzione andare ;-)


Fammi sapere se ti è mai capitata una cosa del genere
non solo se fai il terapeuta. Magari hai dato il consiglio
giusto (o l'esempio) e questa cosa ha radicalmente
cambiato il modo di agire di quella persona. Penso che
sia un modo meraviglioso per aiutare le persone,
senza che se ne rendano conto :-)


Lascia qui sotto la tua opinione fra i commenti e se
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A presto
Genna


Ps. Vuoi uno strumento che ti renda più forte?
acquista il mio libro e l'audio allegato ;-)

martedì 24 novembre 2009

Ipnosi: Walter bongartz e il trattamento dei disturbi psicosomatici



















Ciao,


questo weekend sono stato ancora a Milano per seguire
il seminario tenuto da Walter Bongartz, uno degli
esponenti, più importanti in Europa per quanto rigurarda
l'ipnosi e la sua applicazione clinica (la psicoterapia
ipnotica). Bongratz è quello nella foto a destra ;-)


Il seminario è stato molto bello e ci ha dato davvero molte
tecnologie da applicare con i nostri pazienti. Ho deciso per
tanto di condividere una delle tecniche più carine che
ci ha dato perché tu possa applicarla su te stesso e/o sui
tuoi clienti. Il seminario era dedicato al trattamento dei
disturbi psicosomatici...argomento che è stato
trattato davvero in modo molto preciso, che ci vuoi
fare è un tedesco ;-)))


Voglio premettere che quello che vedrai tra poco è la
"tecnicizzazione" di un processo che è inserito nel contesto
terapeutico. Per cui si presuppone che vi sia un certo tipo
di rapporto e che l'operatore abbia la dovuta esperienza
nel campo dell'ipnosi, prima di applicarlo. Ti dico questo
e ti rimando al termine dell'esercizio per il "perchè" ;-)


L'esercizio è indicato per i disturbi psicosomatici ma
va bene anche per altri sintomi:


1) Siediti tranquillo e metti le braccia distese davanti a
te, con i palmi rivolti l'uno verso l'altro. Meglio se la sedia
ha dei braccioli in modo da avere le braccia e le spalle
rilassate.


2) Pensa ad un tuo vero amico o ad una persona che
ti ha dato sostegno nella tua vita. Immagina di vederne il
viso fra le tue mani. Richiama alla mente una volta in cui ti
ha fatto dei complimenti e ti ha sostenuto. Rendi
l'esperienza vivida servendoti di tutti i sensi...e guarda il
suo sguardo fra le tue mani.


3) Chiudi gli occhi e immaginando di continuare a vedere
il volto del tuo amico fra le mani, anche ad occhi chiusi. E
respira e percepisci il sostegno del tuo amico, sapendo che
lui può vedere cose che sono fuori dalla tua portata. E
senti la fiducia nei suoi confronti. Ora fai scendere le mani
lentamente mentre inizi a vedere dentro di te una scena
in cui agisce il tuo sintomo.


4) Immagina che il tuo amico ti tenga per mano in questa
scena e che sia stizzito dal tuo comportamento. Guardalo
"soffrire" per questo tuo comportamento...e immagina che
possa mostrarti che cosa da solo non stai vedendo. In
pratica è come se ti mettessi in terza posizione insieme al
tuo amico e ti guardassi quanto "sei stupido" quando
agisci quel sintomo.


5) Immagina di respirare e vivere completamente
questo insegnamento...anche se non sai bene di cosa si
tratta... senti la forza e la fiducia del tuo amico che si
espande in tutto il tuo corpo. E quando ti senti pronto,
con i tuoi tempi, apri gli occhi.


Bene, davvero un bellissimo esercizio. Vuoi sapere perché
metto le mani avanti? perché la tecnica non ha nulla di
troppo innovativo se conosci per bene la PNL. Il
meccanismo di base è sempre quello, prendi una risorsa
e la utilizzi per contrastare il sintomo. Ma essendo
materiale clinico, dato a psicoterapeuti, da un medico,
allora legalmente le cose si complicano...per cui sono
in qualche modo costretto a dirti..."stai attento" ;-)))


Ricorda che un vero amico non ti gratifica soltanto ma
"se è un vero amico" sa anche bastonarti e dirti dove tu
stai sbagliando. Questo è "l'amico" che devi scegliere per
fare l'esercizio ;-) l'esercizio è un po' come la favola del
"canto di Natale" di Dickens...


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A presto
Genna


Ps. Bongartz è il presidente della Società Tedesca di Ipnosi
ed è past-president della Società Internazionale di Ipnosi
(ISH) ... mica "pizza e fichi" ;-)))

lunedì 23 novembre 2009

PNL: come raggiungere il cambiamento desiderato

















Ciao,


dopo l'aneddoto ericksoniano "ci sta proprio" un bello
esercizio completo di PNL da seguire passo passo. Oggi
ascolterai quello che Bandler ha definito "squash"...ma
voglio da subito farti notare che quello che ho trovato
non è un semplice "squash", come quello che hai già
ascoltato qui...ma una tecnica potentissima che fonde
in se gli aspetti più affascinanti della PNL...









Lo hai ascoltato? altro che "semplice squash", in questo
esercizio tratto dal libro "Il potere della PNL e dello
inconscio
" Bandler ha davvero dato il meglio. In questi
passaggi si possono intravedere diverse tecnologie della
PNL che lavorano all'unisono...come la ben nota
integrazione delle parti, di cui si servono diverse scuole
di psicoterapia e di coaching da anni.


Prima di ripetere l'esercizio rendendolo 2 volte più
efficace, voglio fare luce sui suoi passaggi, in modo che
la tua mente sia molto più ricettiva a quegli aspetti
disseminati qui e là nell'audio...e che forse ha
colto solo la tua parte inconscia...adesso ;-)


1) Crea una rappresentazione vivida di te stesso,
il più completa possibile, anche delle tue
attuali difficoltà.


2) Come saresti se avessi già superato i tuoi problemi?
Come ti vedresti? Come cammineresti? come
respireresti? come risponderesti alle persone?
Crea una vivida immagine completa di come
saresti...e come agiresti diversamente...


3) Metti le immagini su ciascuna delle mani. Qui
potresti addirittura usare la tua Time-line. Se ad
esempio va da destra a sinistra, metti nella mano
destra "come sei ora" e nella mano sinistra "come
diventerai".


4) Crea una dozzina di immagini intermedie che
mostrino come hai raggiunto il risultato desiderato. Fai
in modo che siano tutti passaggi logici e sequenziali...è
come quando nella progettazione degli obiettivi, spezzetti
un obiettivo più grande in tanti sotto-obiettivi.


5) Quando hai le immagini di tutti i passaggi, inizia ad
avvicinare le mani, fondendo insieme tutte le singole
immagini in un unico processo che inizia e che finisce.
Senti la sensazione di "unità" fra le tue mani...


6) Ora, porta le mani giunte verso il tuo corpo,
immaginando di far entrare dentro te stesso questa
potente rappresentazione che hai appena creato.
(questa è l'integrazione delle parti)...senti davvero
entrare dentro di te qualcosa di nuovo...


7) Senti che genere di sensazione stai provando e
amplificala facendola girare dentro di te velocemente
e con forza. E mentre lo fai, guarda verso la direzione
che hai scelto e decidi subito quale è il primo passo da
compiere...poi il secondo, il terzo...e avanti così...


Insomma, come avrai intuito questo è un esercizio
davvero potentissimo per portarti da uno stato
attuale ad uno desiderato. Questa è a grandi
linee anche la maggior parte della metodologia con cui
sono costruiti gli esercizi di PNL. Per cui quando
sarai in grado di svolgere per bene l'intero esercizio
sarai anche in grado di fare ogni esercizio di PNL.


Infatti molti esercizi di PNL presuppongono alcune
cose, soprattutto se li fai da solo, come ad esempio la
capacità di visualizzare vividamente, il saper mettere
una sopra l'altra le tue rappresentazioni (la sovrap-
posizione)...ecc...ecc... fai per bene questo esercizio
e sarai ancora più bravo nel fare tutti gli altri ;-)))


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A presto
Genna

domenica 22 novembre 2009

Comunicazione non verbale: emozioni bambini e adulti a confronto...

















Ciao,


se leggi questo blog molto probabilmente conosci cosa sono
le micro espressioni di Paul Ekaman...il più grande esperto
mondiale di emozioni e in modo particolare di come queste
vengano riconosciute. La domanda che si sono posti i
ricercatori dello studio che vedrai tra poco è semplice
"l'età delle persone influenza la loro capacità di
riconoscere le emozioni
?".


Ad un esame poco attento la domanda sembra banale: "è
chiaro che un bambino non può riconoscere emozioni come
il senso di colpa"...ma la risposta non è così semplice... visto
che le strutture cerebrali adibite a questo compito sono
già presenti e attive dai primi 5 anni di età del bambino.


Ora guarda questa foto qui accanto e
dimmi se secondo te il volto sta
esprimendo rabbia o paura?

La risposta è molto difficile da dare,
visto che la foto non è quella classica
ma è stata ritoccata con un software di
morphing che i ricercatori hanno anche
usato per determinare se ci fossero
delle differenze nel riconoscere le
emozioni da parte dei bambini, degli
adolescenti e in fine degli adulti.


Come vedi nell'immagine, qui sotto, le foto sono le stesse
utilizzate da Ekamn, solo che sono state ritoccate al
computer diminuendo gradualmente o accentuando qui
segnali non verbali che sono connotati alla emozione
stessa. Il risultato è stato quello atteso: i migliori a
riconoscere le emozioni sono gli adulti, seguiti dagli
adolescenti e poi dai bambini.
























Grazie al programma di morphing sono riusciti a creare
una soluzione di continuità fra una emozione e l'altra.
Anche se la risposta era intuitiva, grazie a questo studio
i ricercatori e i neuroscienziati si sono accorti che l'area
(o le aree) del cervello implicate nel riconoscimento delle
emozioni continua a svilupparsi per tutta la vita.
Essendo questa una abilità vitale.


Mi piace molto questo studio perché dimostra come, al
contrario di molte altre cose, invecchiando diventiamo
più bravi nel riconoscere il linguaggio non verbale. In
pratica mi piace sapere che invecchiando non si va solo
in contro alla perdita progressiva di qualcosa...ma anche
verso una saggezza che ai nostri tempi è andata
perduta.



Un modo per aiutare questa area a svilupparsi è il
rilassamento ;-) si infatti è sperimentalmente provato
che entrare in stati modificati di coscienza, cambiando
le proprie onde cerebrali, ha la capacità di accrescere
porzioni della corteccia pre-frontale destra, che
elabora il linguaggio extra-verbale...cioè non verbale.


Se vuoi leggerti tutto lo studio completo, clicca qui, e
fammi sapere che cosa ne pensi lasciando un commento
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A presto
Genna


Ps. l'età influenza anche la produzione linguistica delle
emozioni...leggi l'estratto della mia tesi di laurea ;-)

sabato 21 novembre 2009

"Tutta la comunicazione efficace"...in un solo post ;-)



















Ciao,


sai cosa sono i miei "articoli contenitore?"...sono quegli
articoli che contengono tutti i post su un determinato
argomento, come quelli che vedi sulla barra di destra
dove c'è scritto: "da dove iniziare?". Guardando tutti e
600 gli articoli scritti ho notato che manca una
categoria di tutto rispetto su cui ho scritto molto,
la "comunicazione efficace".


Eccoli in ordine cronologico, cioè dal più vecchio
al più
recente:


Abilità avanzate del linguaggio con la PNL
Il primo articolo non poteva non parlare di pnl...anche se
questa non è la sua area...ma come saprai...la PNL è
comunicazione efficace ;-)


E' il linugaggio che ti frega
Il bellissimo libretto "al gusto di cioccolato" scritto dallo
psicologo Matto Rampin, è un vero e proprio manuale
di comunicazione efficace. Ti mostra come da anni e anni
la pubblicità usa la sottile arte retorica per venderci
ogni genere di cose...


Chi domanda comanda
Sono pochi i "detti" che calzano a pennello come questo.
Chi credi che guidi la comunicazione, chi chiede oppure
chi risponde? chi parla di più o chi parla di meno? in
questo post scoprirai una tecnica semplice ma di una
efficacia disarmante.


Storie dentro storie
In lingua originale i nestead loop...una tecnica di story
telling, cioè di come si raccontano le storie. Da quando
Richard Bandler ne ha fatto una serie di video corsi nelle
tecniche per parlare in pubblico...non si fa altro ;-)
scopri come raccontare storie ipnotiche multi livello...


Forma e contenuto nella comunicazione
I puffi possono insegnarti qualcosa sulla comunicazione
efficace? si...e puoi vederlo e leggerlo in questo post in
cui ti mostrerò come una semplice "nominalizzazione"
possa dare significato ad un intero discorso...


La Metacomunicazione
Meta = sopra...cioè parlare della comunicazione oltre
ad essere il suo studio è anche una splendida tecnica
per argomentare. Infatti spostarsi ad un livello meta
in modo da far notare "altre cose"...ti permette di
fare splendide obiezioni ;-)


La pragmatica della comunicazione
Il M.R.I di Palo Alto è famoso per numerose ricerche
ma quella che ha segnato maggiormente il mondo della
psicoterapia è sicuramente la pragmatica della
comunicazione umana...qui te la servo su un piatto
di comicità all'inglese ;-)


Neuroni Specchio e Rapport
Dentro ognuno di noi c'è qualcosa che comunica con gli
altri ad un livello più profondo. E fortunatamente è
proprio qui in Italia che abbiamo scoperto queste
minuscole antenne che comunicano fra loro...


Esercizio per calibrare
Per comunicare in modo efficace è necessario osservare
il feedback, cioè come il tuo interlocutore risponde alle
tue parole. Questa capacità di adattarsi viene detta
calibrazione in PNL...Esiste un modo semplice per
iniziare a notare questi cambiamenti attraverso un
esercizio meraviglioso...


La forma delle parole
La forma, cioè i segni grafici delle parole possono
influenzare la comunicazione? un esperimento molto
famoso in psicologia da modo di pensare ad una
profonda connessione fra la forma e il modo in cui
comunichi...


Il volantino efficace ;-)
Un esperimento filmato di psicologia ci mostra come
è meglio fare uno dei lavoretti che fanno molte persone
"il volantinaggio". E' divertente perché tira in ballo
alcuni interessanti principi della comunicazione.


Ripeti per essere percepito...
Ripetere le cose può essere un buon modo per essere
percepito come più competente nel tuo campo. Lo ha
dimostrato uno studio, questo


Esercizio para-verbale
In questo articolo troverai un esercizio che ho creato
"con le mie mani" e che è stato studiato per rendere la
tua comunicazione para-verbale più flessibile e quindi
più efficace. Mixando insieme il rapport, la musica e le
tue capacità linguistiche...


Guarda come ti rispondono
Quando le persone parlano spesso restano dentro se
stesse e non riescono ad osservare, costantemente la
risposta che ottiene la loro comunicazione. Qualcuno
dice che il feedback è la colazione dei campioni...


La sottile arte del chiedere
"Chiedi e ti sarà dato" non è solo un consiglio biblico
ma è anche il modo più efficace per ottenere quello
che vuoi... Nooo non ti sto parlando di strane leggi
dell'attrazione...ma dell'atto linguistico di come e
cosa chiedere...


"Il litigio" maestro di comunicazione
Nello studio della comunicazione efficace uno dei
capitoli più avvincenti è di certo quello della analisi
della pragmatica della comunicazione fatta dal MRI
di Palo Alto. In questo articolo scoprirai come
imparare da due persone che litigano ;-)

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Gli articolo sono terminati, se vuoi leggere anche gli
altri "articoli contenitori" guarda sulla barra di destra
dove trovi scritto "da dove iniziare"...
buona Auto-formazione;-)


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A presto
Genna

Ps. In questo momento sono a Milano...per cui
modererò i tuoi commenti con calma ;-)))

venerdì 20 novembre 2009

Psicologia: Nuovo Test della verità...ecco come ingannarlo...;-)

















Ciao,


sai riconoscere una menzogna? come ti ho detto più volte
questi test sono basati sulla individuazione di piccoli
segni non verbali, come le micro espressioni di Ekman,
oppure su parametri fisiologici che si alterano...come
nella più popolare "macchina della verità". Nel post di
oggi ti parlerò di un metodo basato su assunti diversi...


Le attitudini implicite possono dirci molto sulle persone,
se ad esempio una persona è veloce e scaltra nel guidare
possiamo presupporre che lo faccia spesso e che, molto
probabilmente lo fa anche per lavoro...ecc... Basandosi su
questo presupposto è nato il test aIAT (Implicit Attitude
Test)...basato principalmente sui Tempi di Reazione.


Come dicevo altrove, i Tempi di Reazione sono fondamentali
nella psicologia sperimentale perché sono, oggettivi, discreti
(in senso matematico) e quindi misurabili. Ora ti mostro
un esempio pratico di come funziona questo test...che viene
svolto attraverso l'utilizzo di un software...


Ammettiamo che tu voglia sapere se una certa persona ti ha
mentito riguardo al fatto di aver rubato o meno qualcosa.
A questo punto la metti davanti allo schermo del PC e gli
dici che vedrà comparire delle sentenze collegate a
determinati tasti del PC, e non dovrà fare altro che premere
(il più velocemente possibile) il pulsante correlato con la
sentenza che ti descrive meglio.


Nelle prime domande ci sono stimoli neutri, come "sono
un maschio (premi A) sono una femmina (premi L)...nel
mezzo delle sentenze sono inserite quelle che ti interessano,
ad es: "ho rubato io quella cosa" (premi A) oppure "non ho
rubato io quella cosa"...e altre sentenze mirate a rilevare
i tempi di reazione del "senso di colpa" e della "vergogna".


Il presupposto di base è che le persone avranno tempi di
reazione inferiori nei confronti della vera risposta. Chi è
innocente si lancerà subito sulla risposta da innocente
mentre chi è colpevole (e vuole apparire come innocente)
impiegherà statisticamente di più per selezionare la "finta"
risposta. Ovviamente gli item (cioè le sentenze) erano
accuratamente studiati per determinare il senso di colpa
e compararlo con le risposte normali...


Al termine di questo il software elabora le medie dei tempi
di reazione soggettivi e ne calcola la varianza. Se questa
risulta essere statisticamente significativa allora il soggetto
sta mentendo o per lo meno è molto probabile che sia così.
Ma questo marchingegno funziona davvero? questa è la
domanda che si è posto il team di Bruno Verschuere...


Il campione, composto da studenti universitari, è stato
diviso in due sotto-gruppi. Al primo è stato chiesto di
recarsi nello studio di un professore e di rubare le domande
del compito di fine anno. Mentre l'altra metà veniva
informata di questo furto attraverso il giornale interno
della facoltà.


Ad un primo test sembrava che tutto funzionasse, ma
i ricercatori hanno addestrato alcuni componenti del
secondo gruppo ad essere più lenti quando vedevano
apparire le risposte neutre relative al senso di colpa.
Questo ha sballato i risultati di base permettendo ai
"colpevoli" di farla franca.



Concludendo: questo test...che puoi provare tu stesso
cliccando qui... è efficace, ma come ogni altro test della
verità è facilmente falsificabile. Non esiste ancora il
modo scientifico per determinare se una persona mente
o meno...e forse non esisterà mai ;-)



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A presto
Genna

giovedì 19 novembre 2009

Coaching 4 You...ci copiano?



















Ciao,


come ti ho anticipato domenica sono stato a Milano a
dare un'occhiata all'evento "coaching 4 you". Ci sono
stato principalmente per vedere Italo Cillo, che tra
poco vedrai qui sotto per un saluto al nostro mitico
blog ;-) e ho trovato un sacco di persone interessanti
tuttavia...alcune cose mi sono piaciute poco...





Hai visto il video? insieme a me c'erano anche
Sebastiano Todero,Mine la sua consorte e Manuel Mauri..
direi una gran bella formazione ;-) l'aula era ghermita ed il
primo intervento è toccato a Vera Pfieffer...è triste da
ammettere ma non mi è piaciuto e mi sono anche un pò
annoiato
...insomma l'inizio è stato zoppicante


Subito dopo è stato il turno di Ciro Imparato...e questo
è stato davvero molto bello. Ad un certo punto, per
dimostrare la "superiorità" del non verbale sul verbale, si
è messo a dire...solo numeri e ti assicuro sembrava un
discorso sensato ci ha fatto morire dalle risate :-D Ho
avuto modo di vedere molti doppiatori "sul palco"...ma
Ciro è il migliore
...che abbia visto e sentito;-)


Infatti oltre ad essere un doppiatore è anche un vero
esperto di sviluppo personale...laureato in pedagogia
ad indirizzo psicologico (praticamente uno psicologo)
e specializzato in PNL, ha sviluppato un metodo
molto bello per la voce...se puoi acquista il suo libro
oppure segui un suo corso...fidati ;-)


Mi ero deciso di non parlarti del lato "economico" del
corso e quindi di Italo Cillo e di Jorg Manetti...ma due
parole sono dovute. Innanzi tutto il mitico Italo ha
esposto con estrema chiarezza come sempre...se ti
piace l'argomento sicuramente giù lo conosci e lo
apprezzi...ma la vera sorpresa è stato Jorg...


...perché oltre aver dato un sacco di informazioni utili
è davvero un "animale da palcoscenico". Infatti ci ha
davvero fatto "spaccare in due dalle risate". Mi piace
anche perché è un po' "volgarotto"...e a volte le
parolacce servono... attivano l'attenzione e
sono dense di significato...chiaramente ci vuole
grano salis...cazzo ;-)



Quindi tutto sommato un ottimo corso... i due organizzatori
che ammetto di non aver mai sentito hanno aperto una
scuola di sviluppo personale on-line...con una struttura
simile alla nostra Accademia. E' sempre un buon segnale
quando gli altri iniziano a copiarti...


ricordati che la prima scuola on-line ad avere una reale
struttura di apprendimento, cioè che inizia e che finisce
...in Italia... è sicuramente l'Accademia dei Miglioramenti.
ed io sono molto fiero di farne parte ;-)


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A presto
Genna


Ps. Nella foto in alto vedi me e Vera Pfieiffer...io
sono quello con il maglione arancio ahahah:-D

Pss. se non credi alle mie parole, iscriviti alla Accademia
per solo 1 euro...e hai un mese di tempo per valutare
la qualità del materiale. In AdM ormai è tutto
ristrutturato e migliorato... altrimenti che razza di
accademia dei miglioramenti sarebbe? ;-)

mercoledì 18 novembre 2009

PNL: cosa hanno in comune i geni della terapia?



















Ciao,


ti ho parlato una marea di volte del modellamento. Se
conosci la PNL sai bene di cosa si tratta...detto in modo
semplice è una "metodologia" conscia ed inconscia con la
quale si estraggono le caratteristiche che troviamo
eccezionali in una persona. Ed è esattamente così che
è nata la PNL ed è così che continua a prosperare...
(o almeno così dovrebbe ;-))


Così moltissimi esperti di PNL si sono scervellati per
comprendere quali fossero le caratteristiche migliori da
prendere...e quale fosse il modo più adatto. Molti sono
stati ultra complicati (vedi Dilts) e altri, come Bandler
assulutamente semplici (e non semplicistici).


Per la prima volta esiste l'opportunità di vedere quali
sono state le caratteristiche che una persona deve
possedere per essere modellata. E queste sono state
descritte in modo semplice e preciso da Bandler nel
suo ultimo libro "Il potere dell'inconscio e della PNL".
Attraverso questi punti potrai non solo vedere quali
sono gli aspetti, ma anche sapere quali abilità deve
possedere un ottimo piennelista.


Ecco alcune delle caratteristiche che avevano in coumune
i terapeuti e gli insegnanti modellati da Bandler nel
corso degli ultimi 40 anni:



1) Essere proattivi ed orientati al risultato piuttosto
che essere formali (per me qui Bandler intende che dire
chi esce dai suoi schemi abituali per fare qualcosa di
diverso).


2) Avere sviluppato acuità sensoriale che ti permetta
di rispondere agli eventi in "tempo reale". Senza
applicare idee preconcette o teorie consolidate...


3) Dimostrare flessibilità nel comportamento provando
continuamente approcci diversi...un profondo amore
verso l'innovazione e la sperimentazione.


4) Condividere la convinzione, non necessariamente in
modo esplicito, che per attuare il cambiamento la
struttura del problema sia assai più importante
del
contenuto.


5) Vedere i clienti difficili come una sfida e una
opportunità per crescere ed evolversi.


6) Vedono i "problemi" dei clienti come un modo poco
funzionale di agire piuttosto che come una
psicopatologia difficile da curare...o peggio...
impossibile.


7) Possedere delle abilità speciali che si attivano in
modo completamente inconscio e naturale, si direbbe in
modo istintivo.


Se conosci bene la PNL questi aspetti non dovrebbero
lasciarti "a bocca aperta" ;-) visto che sono tutti punti
riconducibili ai famosissimi presupposti della PNL. Ma
è bello vederli in ordine e soprattutto nominati da chi
ha creato gran parte delle tecnologie del cambiamento
che circolano oggi...


Sono anche certo che queste stesse caratteristiche non
valgano solo per i terapeuti, ma per tutte le professioni
e sicuramente sono ottime, in ogni area della tua
vita
. Come ti raccontavo altrove...la PNL è soprattutto
un atteggiamento mentale ;-)


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A presto
Genna

martedì 17 novembre 2009

Psicologia: il sistema immunitario psicologico



















Ciao,


sai che cosa è il sistema immunitario...vero? so consci
gli studi sulla PNEI sai anche quanto questo è strettamente
collegato ai tuoi pensieri e alle tue emozioni. Tuttavia noi
conosciamo molto bene come funziona il meccanismo
fisiologico che sottosta al sistema immunitario fisico...ma
molto poco riguardo a quello psicologico.


Infatti, noi possediamo un sistema complesso di difese e
di ripristino delle nostre funzioni psicologiche. E, come per
quello fisico c'è chi è più predisposto ad essere attaccato
dai "virus emozionali" e chi meno. I nostri sistemi
regolatori (quelli di Tart) così come le nostre convinzioni
e le nostre esperienze passate contribuiscono a rendere
questo sistema più o meno forte.


A questo proposito Daniel T. Gilbert e colleghi della
Harvard University hanno studiato come una persona
si aspetta di stare in una determinata situazione e come,
poi, ci sta davvero...una sorta di studio sulla profezia che
si auto avvera...ma hanno fatto di più, hanno cercato di
comprendere se le persone possono far fronte a questo
genere di emozioni...attivando il loro sistema
immunitario psicologico.


Lo studio è stato condotto in questo modo: i partecipanti
sono stati indotti a credere di essere sottoposti ad un vero
colloquio di lavoro...ma durante lo svolgimento di questo
fra solite le "domande di rito" veniva loro chiesto come si
sarebbero sentiti se avessero saputo anticipatamente che
non sarebbero riusciti ad ottenere il lavoro.


A metà dei partecipanti è stato anticipato che sarebbero
stati esaminati da una sola persona, mentre all'altra metà
è stato detto che sarebbero stati esaminati da 3 persone.
A quanto pare, chi è stato esaminato da una sola persona
si riprendeva più velocemente dalla emozione negativa di
chi veniva visto da più persone...


Ma non tutto il male viene per nuocere...infatti quando la
domanda veniva posta ai candidati gli era anche chiesto di
stimare su una scala da 1 a 10 quanto si sarebbero sentiti
male...la media del punteggio era 2 e scendeva vorticosa-
mente quando la cosa accadeva sul serio (nel senso che il
lavoro ovviamente non esisteva) con il passare di pochi
minuti...per entrambi i gruppi...


Morale: i risultati negativi che ti prefiguri non sono mai
dannosi come quelli reali. Le persone hanno una resilienza
psicologica
molto più forte di quella che essi stessi stimino.
E la notizia più straorddinaria è che tutto questo accade in
modo completamente inconscio...cioè esiste davvero in
noi un meccanismo protettivo che ci permette di
attutire i colpi della vita, in modo completamente
inconscio...è questo forse il suo vero punto di forza?


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A presto
Genna

Ps. Inutile che ti dica che per sviluppare questo sistema
immunitario psicologico una delle vie regie è il
rilassamento ;-)