sabato 31 ottobre 2009

Coscienza collettiva: l' uomo dei sogni

Ciao,


qualche giorno fa leggendo il
giornale trovo questa notizia:
"Il mistero dell'uomo dei sogni".
Il faccione che vedi li in alto è
l'identikit di un uomo che
entrerebbe regolarmente
nei sogni di migliaia di persone
in tutto il mondo. Una
donna riferisce al suo psichiatra
che quell'uomo va a trovarla in sogno molto spesso,
dandole consigli...


In breve tempo molti altri pazienti iniziano a riportare di
aver sognato lo stesso viso e sul web scoppia il caso...un
sito intero dedicato a "chi ha visto quest'uomo"...in cui si
raccolgono le testimonianze di chi, presumibilmente ha
sognato il faccione che vedi nell'immagine qui sopra.


La prima volta che l'ho visto ho subito pensato a Elio di
"Elio e le storie tese";-) Allora un lettore mi ha chiesto di
fare luce su questo caso che mette insieme molti aspetti
interessanti della mia ricerca personale in psicologia. Le
motivazioni del fenomeno possono essere di 3 tipi:


1- Il viso è talmente comune che, nella ricostruzione
del sogno (che non è mai come lo abbiamo realmente
sognato) tutti riescono a vederci un viso familiare.


2- Suggestione di massa: essendo il sogno, come ogni
ricordo decisamente influenzabile...ci vuole poco a far
credere a migliaia di persone che hanno sognato proprio
quel viso.


3- La presenza di una "coscienza collettiva".


I motivi possono essere molti di più, come ad esempio lo
ipotizzare ad una campagna di viral marketing molto
efficace ;-) I punti 1 e 2, per quanto interessanti non mi
"stuzzicano" più di tanto...per cui, indovina? ti parlerò
del 3° punto...il più affascinante in assoluto. Esiste o non
esiste una coscienza collettiva?


Secondo recenti (1998) studi fatti attraverso macchinari
sofisticati esiste...e, cosa ancor più sconvolgente è
misurabile :-O Ricordi gli esperimenti con l'REG? REG
significa Random Event Generators...si tratta di piccole
macchinette (molto costose)...che giocano a "testa o
croce". Secondo la legge dei grandi numeri, con il
trascorrere del tempo le teste e le croci tenderanno
ad equipararsi.


Gli esperimenti in questo campo hanno dimostrato che
un semplice osservatore, anche non addestrato, è in
grado di modificare il corso casuale dei numeri.
Posizionando queste macchinette in diversi paesi del
mondo si è potuto registrare che, durante gli eventi più
importanti (o catastrofici) degli ultimi 10 anni...i REG
hanno registrato cambiamenti nella casualità.























Nella Immagine vedi l'andamento degli eventi casuali
prima e dopo l'attentato alle torri Gemelle. Questi dati
sono il frutto di quello che viene chiamato Global
Consciousness Project
... In poche parole, il teorizzato
"inconscio collettivo" di Jung, potrebbe esistere
realmente... e chissà, forse anche "l'uomo dei sogni" è
frutto della nostra coscienza collettiva ;-)


Fammi sapere se ti piace questo argomento, così so
se dedicarci altri post...lascia un commento qui sotto
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A presto
Genna


Ps. l'immagine è tratta dal libro Parapsicologia...

Pps. Oggi è la notte di Halloween per cui stai
attento che magari l'uomo dei sogni... ;-)
buon Halloween :-D

UPDATE:
grazie a Marialuisa ho scoperto che questo
fantomatico "uomo dei sogni" è una mossa di
guerrilla marketing...ecclo le prove!!

venerdì 30 ottobre 2009

Psicologia: deprivazione sensoriale, allucinazioni e stati modificati di coscienza...





















Ciao,


sai che cosa è la "deprivazione sensoriale"? Bhe, in
fondo lo dice il termine stesso;-) fra gli studi più curiosi
nella storia della psicologia, ci sono quelle svolte negli
anni 50 dentro vasche agghiaccianti (gazsfeld) in cui c'era
totale oscurità e completa assenza di suono. Ma si parla
di ricerche svolte troppo tempo fa...per questo motivo
oggi sono state riprese e ri-analizzate.


In uno studio apparso sul Journal of Nervous and Mental
Disease, i ricercatori hanno chiesto ad un campione di
soggetti sani di entrare all'intrno di alcune stanze speciali
dette Anechoic chamber...luoghi totalmente insonorizzati
e schermati da ogni forma di onda elettromagnetica.
Dopo meno di 15 minuti in una situazione di deprivazione
sensoriale totale, i soggetti iniziavano ad avere
allucinazioni.


I soggetti che erano già stati osservati essere predisposti
ad avere allucinazioni durante la quotidianità hanno avuto
delle allucinazioni e delle distorsioni della percezione
molto più intensi. Così ora, magari da appassionato di PNL
potrebbe venire da chiedere "ma se eliminiamo un solo
canale invece che tutti che cosa succede?".


Bene, nel 2004 è stato effettuato anche questo: in pratica
i soggetti venivano bendati per 96 ore... e dopo questo
lungo lasso di tempo, iniziavano a sperimentare varie
forme di allucinazione. Quindi anche "il senso della vista"
se "deprivato" da allucinazioni. Anche perché se ci pensi
è fra i sensi che meglio si possono annullare, mentre sia
l'udito che il tatto sono più complessi...


Infine c'è un terzo studio che mette in relazione l'ansia
con le allucinazioni...esperimenti simili sono stati fatti
mettendo un bottone anti-panico nella stanza e facendo
in modo che ogni soggetto ne fosse al corrente...in modo
da stimolare una reazione ansiosa. I soggetti che
sapevano dell'esistenza del bottone hanno sviluppato
più velocemente, e con maggiore intensità, allucinazioni.


Se conosci i meravigliosi studi che Charles Tart ha fatto
negli anni 60, nessuno di questi "studi moderni" ti avrà
impressionato. Tuttavia è interessante notare che anche
attraverso le attuali tecniche di ricerca non si siano
smentite le sue ipotesi sugli stati modificati di coscienza.
Anche lui aveva scoperto che deprivazione sensoriale e
alcune emozioni negative, come l'ansia, possono
aumentare "le allucinazioni".


In soldoni la teoria di Tart è questa: esistono dei sistemi
auto-regolatori che permettono allo stato di coscienza di
restare stabile. Questo è fluttuante ma coerente..quando
un forte evento stressante destabilizza molti di questi
sistemi si passa ad un altro assetto di coscienza. Non c'è
bisogno che tutti i sistemi auto-regolatori siano fuori
uso...ne basta anche solo uno...


...infatti, se ti metti in un luogo tranquillo e resti fermo e
chiudi gli occhi per 20 minuti, la sensazione del tuo corpo
inizia a sparire. Cioè a modificarsi, non riesci più a sentire
certe parti del corpo, mentre altre ti sembrano "strane".
Che cosa hai combinato? stando fermo non dai più nessuna
informazione ai tuoi nervi tattili e di posizione (proprio-
cettori e barocettori)...che "deprivati" di questo iniziano
a dare informazioni distorte.


E' per questo motivo che nella ipnosi, nella meditazione e
nel rilassamento
si consiglia di restare fermi. Perché la
modifica dello stato di coscienza (quindi il cambio dei
sistemi auto-regolatori) avviene velocemente, e in modo
semplice. Quando i tuoi sistemi imparano "come ci si
sente in un determinato stato", lo ricordano e tornarci
diventa sempre più facile....


...l'esempio che faccio sempre è quello dell'alcool. Le
prime volte che bevi non ti rendi conto dell'effetto che
ti fa l'alcool. Infatti sarà capitato anche a te di vedere
ragazzini che affermano di non essere ubriachi mentre
baracollano. Più cresce la tua esperienza di quello stato
di coscienza e più diventa semplice riconoscerlo e
gestirlo.


Ora...se ti sei chiesto cosa "diavolo significa" l'immagine
dell'articolo...si tratta dei diversi sistemi regolatori e
dei sottosistemi della coscienza, tratto dal bellissimo
libro di C. Tart "Stati di Coscienza". Se sei appassionato
di Ipnosi, auto-ipnosi, meditazione, rilassamento,
insomma ogni forma di modificazione dello stato di
coscienza...devi leggerlo ;-)


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A presto
Genna


Ps. se vuoi diventare un "ingegnere dei tuoi stati di
coscienza" ti consiglio di acquistare il mio libro ;-)

giovedì 29 ottobre 2009

Ipnosi Regressiva: Ciarlatani e inesperti...NO grazie ;-)



















Ciao,


l'altro giorno mi chiama una signora "pronto....bla...lei
fa anche l'ipnosi regressiva", e io rispondo " si ma solo se
richiesta, altrimenti utilizzo un metodo diverso"... Inizia
così una divertente telefonata con una mia cliente. Le
spiego che io uso l'ipnosi per far stare bene le persone e
non per soddisfare curiosità sul passato, o ancora peggio
sulle vite precedenti.


La signora accetta di buon grado quello che gli dico ed
inizia a raccontarmi: "sa sono stata da un altro ipnotista,
che non è riuscito a fare proprio niente, io ero sveglia
tutto il tempo". Le rispondo, come faccio spesso, che
durante l'ipnosi il soggetto sente e ascolta tutto...come
dice Bandler..."lo stato dove non si prova niente si
chiama morte non trance" :-D



Ma la signora insiste dicendomi che non ha provato
proprio niente, e senza nessun mio incoraggiamento (ci
tengo a sottolinearlo) continua a descrivere che cosa
ha fatto il presunto ipnotista: "leggeva una procedura da
un libro
"..." e mi diceva...adesso vede bla...bla...bla".
Mentre mi dice queste cose cercavo di tenere lontana
la mia "mente critica"...ma poi...


"oltretutto, è normale che l'ipnotista stia molto lontano
dal soggetto?" mi chiede la signora. E qui sono esploso:
"assolutamente no" :-O Ma come, non solo leggeva una
presunta induzione, non solo utilizzava una tecnica
direttiva (vedi...ascolti) ma per di più...non guardava la
paziente e le stava lontano?!!!!


Devi perdonarmi, ma quando sento queste cose mi viene
la pelle d'oca...perché ci sono ancora in giro un sacco di
persone che magari si leggono un libro sulla ipnosi e poi
vanno in giro a fare finta...e per di più su quella regressiva,
che per quanto uno possa dire che l'ipnosi è uno strumento
innocuo...sicuramente l'ipnosi regressiva è il meno
innocuo ti tutti :-O


Sono molte le ricerche che provano quanto sia l'ipnosi
direttiva che quella regressiva possono essere pericolose.
Ancora di più se sono nelle mani di ciarlatani o persone
inesperte...per cui quando "vai a provare l'ipnosi", mi
raccomando scegli la persona giusta...anche se ti fa
magari spendere un po' di più...ne vale la pena..fidati ;-)


Così oggi ho visto questa signora che, al termine del
nostro incontro mi ha detto "fantastico! è completamente
diverso". E dentro di me pensavo "e te credo" ;-) Anche
se devo ammettere che la signora era alquanto "resistente"
(perché in realtà super controllante) tuttavia se hai una
reale esperienza nel campo dell'ipnosi...come dice spesso
Bandler...non esistono pazienti resistenti ma terapeuti
incompetenti ;-)


Se proprio vuoi usare l'ipnosi per ampliare il tuo ventaglio
di scelte metodologiche, vai a fare un corso, studia,
documentati e pratica... Evita di gettare fango su uno degli
strumenti più antichi ed efficaci che l'uomo abbia
mai scoperto ;-)


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A presto
Genna

mercoledì 28 ottobre 2009

Psicologia della Manipolazione: la persuasione sociale

















Ciao,


molto tempo fa ti ho parlato del famosissimo esperimento
di Asch...quello delle linee ricordi? Lo studio di Asch ha
provato quanto le persone siano manipolabili, e quanto
conformino le loro scelte a quello del gruppo...anche se
queste sono assolutamente irrazionali.


La settimana scorsa, poi, ti ho parlato della neuromagia,
cioè di come illusionisti e neuroscienziati stiano avendo
delle proficue collaborazioni che permettono ad entrambi
di approfondire i loro rispettivi campi. "I maghi" possono
comprendere quali meccanismi neurali vanno a toccare
mentre gli scienziati possono capire come viene
"ingannata la percezione" (e molto altro).


Dallo storico libro "le armi della persuasione" di Robert
Cialdini la psicologia della manipolazione ha fatto molti
passi in avanti. Uno fra gli i ricercatori in psicologia più
brillanti, Richard Wiseman, ha studiato quanto un gruppo
può essere persuaso attraverso le parole. Il ricercatore
ha svolto diversi studi sia su illusionisti che su presunti
medium e sensitivi.


Wiseman e Greening (2005) hanno selezionato due gruppi
di persone ai quali era mostrato un sensitivo nell'atto di
piegare una chiave (un gioco classico): il primo gruppo
vedeva il sensitivo piegarla e appoggiarla su di un tavolo.
Mentre il secondo gruppo vedeva la stessa cosa ed in più
ascoltava il sensitivo dire: "guardate, si sta ancora
piegando".


Il 40% dei soggetti del secondo gruppo ha visto la chiave
continuare a piegarsi. Mentre del primo gruppo solo il 5%
ha avuto una simile "allucinazione" ;-) Il campione era
stato anche suddiviso in "credenti" (chi crede nei poteri
paranormali) e "non credenti". Bene, fra queste due
categorie non ci sono state differenze significative. Per
cui non è stata una convinzione pregressa ad ottenere
l'effetto allucinatorio...perché di questo si tratta ;-)


Qualcosa di molto simile avviene negli esperimenti sulla
testimonianaza oculare (di cui ti ho già più volte parlato)
e nella manipolazione del ricordo. Una semplice frase
come quella del sensitivo non solo altera la percezione sul
momento ma ne modifica il ricordo. Così una parola detta
nel momento giusto e nel modo giusto può letteralmente
modificare la percezione della realtà...in un gruppo di
persone :-O


Non mi piacciono le dietrologie, per quanto siano davvero
affascinanti...tuttavia è impossibile non pensare che, alla
luce di tutti questi esperimenti sia possibilissimo usare i
media per poterci far credere quello che vogliono ;-)
Dovrebbe esistere una commissione di cittadini ed
esperti che si occupino di preservare l'utilizzo da parte
dei media di tecniche troppo spinte di manipolazione
mentale.


E tu cosa ne pensi? sto delirando? ;-) Lascia un
commento qui sotto e se vuoi seguirmi tutti i giorni
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A presto
Genna

martedì 27 ottobre 2009

Comunicazione non verbale: 5 consigli per "guardare negli occhi"...

















Ciao,


ti ricordi il post sugli occhi come specchio dell'anima ?
Guardare una persona negli occhi non è facilissimo
soprattutto se non sei abituato e ancor di più se ti
senti timido. Per questo gli psicologi si sono messi a
studiare il modo "migliore" per poter usare uno degli
strumenti di comunicazione più potenti di cui è
equipaggiato l'essere umano...lo sguardo ;-)


Per quanto una persona possa essere un abile, sicura e
intelligente, se non riuscirà a guardare negli occhi il
proprio interlocutore tutta l'efficacia comunicativa si
disperderà in breve tempo. Attraverso gli occhi non solo
comunichi ma osservi i feedback fondamentali...


Fortunatamente esercizi "come questi", ed un buon
percorso terapeutico possono eliminare questa paura...
ma esistono dei modi per poter migliorare? Si...e
sono tutti consigli semplici che puoi utilizzare come:


1- Allenati: seguendo il "principio della timidezza", guarda
le persone per strada negli occhi senza timore. Se qualcuno
si arrabbia, scusati e poi digli che lo avevi scambiato per
un'altra persona ;-)


2- Guarda le persone negli occhi, passando in rapida
successione le parti del viso. Cioè resta qualche secondo
a fissare gli occhi (uno alla volta o in mezzo) e poi passa
ad altre parti del corpo (come giù detto altrove, se è una
persona dell'altro sesso evita di guardare la bocca ;-)).


3- Un metodo che molti comunicatori usano è quello di
guardare "oltre la persona". Un modo ottimo è quello di
entrare nello stato di "Hakalau" ;-) Questo ti consente non
solo di riposare gli occhi, ma anche di creare un certo
grado di suggestionabilità nel tuo interlocutore....


4- Guardare la radice del naso senza sbattere le palpebre
questa era la dicitura degli ipnotisti di inizio secolo. Per
ipnotizzare qualcuno e bloccarlo nei suoi movimenti,
guardalo in mezzo agli occhi...e tenere lo sguardo fisso.
Anche questo manda in "trance" persone...


5- Sorridi con gli occhi: anche gli occhi sono in grado
di trasmettere emozioni. Ogni emozione di base è collegata
ad una certa espressione del viso e degli occhi...Quando
sorridi con gli occhi e guardi le persone, vedrai la
differenza nei loro sguardi ;-)


Ricorda, tutti gli accorgimenti che "mandano in trance"
il tuo interlocutore mandando in trance anche te ;-) per
cui devi aver già superato "la vergogna" per poterlo fare
in modo efficace e naturale. Qualcuno consiglia di
allenarsi allo specchio guardando se stessi...ma non
esagerare ;-)


Qui c'è un articolo carino dove puoi trovare altri trucchi
(Tips) su come usare lo sguardo. Conosci qualche altro
"trucchetto"? scrivilo fra i commenti qui sotto. E se
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A presto
Genna

lunedì 26 ottobre 2009

Ipnosi: Gli anedotti terapeutici di Milton Erickson...

















Ciao,


quando qualcuno mi chiede un libro sulla ipnosi spesso
raccomando "la Mia Voce ti Accompagnerà" di M. Erickson.
Una raccolta di anedotti in cui in cui "Mr. Ipnosi" mostra
tutta la genialità e l'unicità del suo approccio ipnotico.
Spesso chi lo legge dice: "ok, libro è molto bello ma non
c'è neanche una tecnica di ipnosi".



Infatti nel libro ci sono esperienze...ed essendo l'ipnosi
una esperienza non esiste modo migliore (sulla carta) di
poter trasmettere l'assetto mentale adeguato, a chi usa
l'ipnosi. Così ho deciso di creare un audio che avesse in se
diversi elementi preziosi: un anedotto terapeutico, un
esercizio pratico e una tecnica ipnotica:









Hai ascoltato l'audio? Rosen inserisce questo esercizio
all'interno del capitolo "superare i limiti personali". Oltre
al fatto che ogni anedotto di Erickson è di per se un seme
per lo sviluppo personale di chiunque, in questa storia
ci dà una tecnica semplice e chiara...e ancora oltre, ci dice
come utilizzare l'ipnosi per creare una realtà virtuale in
cui il paziente è libero dalle proprie paure
.


L'esercizio è molto simile alla desensibilizzazione siste-
matica della terapia cognitivo-comportamentale. Ma la
differenza è che tutto questo avviene in trance, attraverso
uno stato modificato di coscienza che può riorganizzare
la personalità del paziente. Mentre quella cognitiva è una
tecnica sintomatica, qui Erickson...come fa praticamente
sempre in ogni suo intervento...parla a più livelli:


...quando infatti fa "allucinare" una crepa nel muro, sta
effettivamente aprendo una breccia nel paziente e,
quando si avvicina il termine del processo, richiudere la
crepa nel muro, lentamente e completamente ...sono
un meraviglioso rimando metaforico al chiudere per
sempre con le sue paure....davvero geniale ;-)


Non solo, questa è una vera e propria lezione di linguaggio
ipnotico...infatti la storia si conclude con un Nested Loops,
ovvero un artificio retorico per chiudere una storia dentro
l'altra... e che ultimamente è diventato di gran moda fra
i trainer di PNL più virtuosi...


Concludendo: studiare Erickson è sempre
proficuo
, in un solo anedotto hai visto (1) esercizi di
desensibilizzazione...(2) un esempio di come comunicare
su più livelli..(3) e una tecnica avanzata di story telling :-)


Ti è piaciuto l'audio? Lascia un commento qui sotto! Se
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A presto
Genna


Qui trovi tutti gli articoli sull'ipnosi...tieni d'occhio
questa pagina perché l'aggiorno molto spesso ;-)

domenica 25 ottobre 2009

Parapsicologia: "l'importante è crederci" ;-)























Ciao,

ti è mai capitato di ricevere una telefonata e di sapere chi
fosse prima di "alzare la cornetta"? Oppure di pensare ad
una persona e dopo poco ricevere sue notizie?...per molti
queste sono la prova tangibile dell'esistenza di fenomeni
Extrasensoriali o ESP, come sono stati nominati nei molti
studi fatti nel campo della parapsicologia.


Se mi segui avrai visto che di tanto in tanto, tiro fuori
qualche articolo che sfocia nella parapsicologia. Infatti
è uno dei miei passatempi studiare...in modo serio e
"non serioso" questi fenomeni. Per cui ti dico che questo
post sarà dedicato proprio ad una riflessione su questa
affascinante "branca della psicologia".


Esistono una montagna di ricerche dedicate ai fenomeni
più disperati. Quando ho iniziato ad interessarmi ad alcuni
fenomeni particolari, soprattutto legati agli stati modificati
di coscienza, non credevo di trovare tante ricerche che
provassero l'esistenza di fenomeni come: telepatia, pre-
veggenza, lettura nel pensiero...e altro...


Magari tu, sei uno scetticone come me e starai pensando,
"cavoli non mi dire che anche qui si inizia a parlare di
fenomeni paranormali perché X..sJnsuU" ;-) Qui si parla
di tutto ciò che ha a che fare con le manifestazioni
delle potenzialità psichiche dell'uomo, anche di
quelle insolite...


Ecco il paradosso: è chiaro che chi studia questi fenomeni
in laboratorio debba mettersi in una posizione di neutralità
(per quanto possibile) in modo da non far scattare tutti quei
noti meccanismi che inficiano i risultati di ogni ricerca.
Mettersi in una posizione neutra significa non solo "evitare di
credere" ma anche "evitare di non credere" ;-) Insomma la
regola è sempre quella... "chi cerca trova"...è l'osservatore
che influenza ciò che osserva.


Il paradosso si delinea nel momento in cui la ricerca ci
mostra un dato eccezionale: i soggetti che partecipano e che
credono nella presenza di quel determinato "potere"
hanno una media significativamente più alta di "casi riusciti",
di chi invece, non ci crede :-O In altre parole se si chiede ad
una persona di influenzare un dado, chi crede ha
statisticamente più probabilità di riuscirci!


Questo dato è evidenziato da due tipi di ricerche: la prima
(metanalisi) ha come scopo principale quello di rianalizzare,
con le moderne tecniche di indagine statistica, la valanga di
dati che sono stati raccolti negli anni passati, quando c'erano
molti fondi stanziati sulla ricerca in parapsicologia...la
seconda
, mira ad applicare i moderni paradigmi per
studiare i fenomeni parapsicologici...entrambe queste
direzioni portano alla stesa conclusione....


Chi ci crede ha significativamente più probabilità
di far
accadere quel determinato fenomeno.



ATTENZIONE:
questo non significa che, "chi ci crede" fa
sempre centro ;-) In nessuno studio si è trovato un dato che
confermasse al 100% l'efficacia di un particolare soggetto o
la genuinità di un determinato fenomeno spontaneo...



Pensa che, nonostante esistano tutti questi dati, se vai da
uno psichiatra e gli dici che "sei convinto di poter ricevere
messaggi telepatici" rischi di essere preso per pazzo :-O
Per non parlare poi della "visione a distanza" oppure del
fatto che possa esistere la pre-cognizione (cosa
realmente provata nei laboratori da Tressoldi).


Convinzioni e fede, questa sembra essere la differenza
nella meta-analisi dei dati...ecco "la domanda bizzarra della
domenica" ;-) A te sono accaduti fenomeni inusuali di tipo
parapsicologico? e soprattutto "ci credi" ... Lascia un
commento qui sotto...
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A presto
Genna

sabato 24 ottobre 2009

Psicologia: 10 Esercizi per vincere la Timidezza



















Ciao,


secondo la terapia cognitivo-comportamentale è possibile
"guarire la timidezza" esponendo le persone ad eventi
altamente imbarazzanti. Il pensiero, legato alla vera e
propria eseguzione del compito assicurerebbero, secondo
quasi mezzo secolo di ricerche, un miglior mento...sia
per i timidi e sia per chi vuole diventare "coraggioso".


Oggi gli eventi di maggiore insicurezza sono legati a fattori
relazionali. Chi si lancia con il paracadute magari potrebbe
non riuscire a guardare negli occhi una bella donna.
Oppure potrebbe non riuscire a chiedere uno sconto o a
dire la sua in contesti sociali, poiché intimorito. Gli esercizi
che leggerai tra poco derivano dal REBT di Albert Ellis, e
vengono prescritti, solitamente dopo aver discusso le
convinzioni limitanti del paziente...


Ecco i 10 compiti che la ricerca in campo terapeutico ha
dimostrato essere degli ottimi esercizi di coraggio il
loro nome originario è Shame Attaching:

-----------------------------------------------------------
1- Uscire per strada con una banana al guinzaglio


2-
Salire sopra un autobus, e ad ogni fermata
urlare il nome
della via o della piazza..


3- Fermare qualcuno per la strada fingendo di
averla
scambiata per un'alta persona.


4-
Uscire a fare la spesa al supermercato con
una scarpa diversa
dall'altra o (se sei donna) con
i bigodini ancora in testa.



5-
Percorrere un pezzo di strada affollata
cantando una canzone,
o parlando e
gesticolando da soli (senza il telefonino).



6-
Entrare in una edicola e acquistare una rivista
pornografia,
magari chiedendo consiglio
all'edicolante.



7-
Chiedere l'elemosina all'angolo della strada,
vestiti in modo
elegante.


8-
Cercare di vendere una copia del giornale di
ieri...al super mercato.



9-
Fermare una persona dell'altro sesso e chiedi
di
darti un bacio.


10- Chiedere degli spiccioli ai passanti dicendo
che si appena
uscito di prigione.
----------------------------------------------------------

Come hai visto sono tutti consigli bislacchi che puoi
inventare anche tu...tuttavia Ellis che siano proprio
questi
quelli da affrontare per eliminare la timidezza.
Oltretutto li prescrive in solitudine...cioè evita di portarti
dietro qualcuno altrimenti una importante occasione di
apprendimento si trasforma in una bravata goliardica...


Ellis consiglia, in caso tu sia il terapeuta, di provarli
prima sulla tua pelle prima di prescriverli agli altri. Con
i pazienti è utile fagli fare una prima valutazione di quali
sarebbero i compiti più difficili e farlo iniziare da quelli
più facili. Ricorda che queste azioni vanno svolte in luoghi
dove il giudizio non è stigmatizzante. Cioè evita di farli nel
tuo quartiere o nel tuo paesino di 8000 abitanti ;-)


E tu? quale quello che ti metterebbe maggiormente in
imbarazzo? scrivilo qui sotto fra i commenti...e se vuoi
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A presto
Genna


Ps. in un prossimo post ti dirò quali sono invece gli
esercizi di "assunzione del rischio"...qualcosa di
molto simile e ancora più imbarazzante ;-)

venerdì 23 ottobre 2009

Psicologia della Memoria: piacere il mio nome è..."come ricordarsi i nomi" :-)



















Ciao,


quante volte ti è successo di dimenticare il nome di una
persona dopo 1 minuto che ti è stato detto? Secondo gli
studi più recenti nella psicologia della memoria questo
accade perché ci distraiamo facilmente e il ricordo non
ha tempo per "sedimentarsi".


Quando ti presenti ad una persona hai due distrattori
molto forti, il primo è legato alla emozione e il secondo al
gesto automatico della stretta di mano. Per anni i ricercatori
hanno cercato di comprendere come funzionasse l'oblio, cioè
lo spazio di tempo che trascorre fra quando impari qualcosa
a quando la dimentichi totalmente.


Dewar, Cowan e Della Sala della Università di Edimburgo
e del Missuri hanno cercato di stabilire se la dimenticanza
fosse dovuta a un fattore di tempo, cioè più tempo passa e
più si dimentica; o alle interferenze, cioè la qualità e la
quantità delle interferenze che avvengono durante e dopo
l'apprendimento. La risposta è stata chiara, sono le
interferenze a fare la parte del leone nell'oblio
.


E' chiaro che anche il tempo ha la sua parte, ma nell'esempio
della "stretta di mano" la cosa più evidente sono le diverse
distrazioni. Tutti sappiamo quanto è importante stringere
la mano e ancor di più, ricordarsi i nomi che ascoltiamo. In
caso non lo sapessi, quando le persone si accorgono che ti
ricordi il loro nome vanno "in brodo di giuggiole" ;-)


Ecco due consiglio per ricordare i nomi:


1- Questo è il consiglio più semplice...mentre stringi
la mano e guardi negli occhi (molto importante), appena
ascolti il nome, prima di dire il tuo, ripeti il suo nome...
prima a voce alta e poi dentro di te. Questo ti permette
di ricordare più facilmente e di fare entrare meglio
in rapport.


2- Questo è il consiglio più "difficile": ogni volta
che ti stringono la mano e ti dicono il nome, immagina
una persona che già conosci che ha quel nome. E immagina
un elemento caratteristico e divertente di quella persona
"addosso al nuovo conoscente". Se ad esempio "chi già
conosci" ha i baffi, sovrapponili mentalmente sull'altra
persona.


Questo secondo punto merita un piccolo chiarimento:
mano a mano che ci si allena a immaginare "elementi di
altre persone...su altre". Si formano dei cliché mentali
che possono essere riciclati, come ad esempio a tutte le
persone che si chiamano Mario puoi mettere un bel paio
di baffi (come quelli di super Mario Bros;-))...


...questo, con un po' di esercizio ti permette grandi molte
cose: ricordare una grande quantità di nomi nello spazio
di poco tempo ma soprattutto ti permette di evitare la
distrazione.
Ricordati che per rendere efficace la
tecnica è necessaria applicazione e soprattutto
divertimento ;-)


Esatto perché più divertente, buffa, stravagante, vistosa
è l'immagine che "applichi" sul nuovo conoscente e più ti
resterà impressa... Se conosci le mnemotecniche non
c'è neanche bisogno che telo ricordi ;-) E' utile anche
formarsi una immagine in movimento...


Concludendo: dimenticare quello che ti viene appena
detto è dovuto soprattutto alle distrazioni che intercorrono
fra quando ti viene presentata una informazione a quando
ti viene chiesto di ripeterla (reiterarla). Per cui puoi trovare
dei tuoi metodi personali per evitare di distrarti...
soprattutto quando devi imparare i nomi delle persone
a cui ti presenti ;-)


E tu...hai qualche trucco personale? Scrivilo qui sotto
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A presto
Genna

giovedì 22 ottobre 2009

Ipnosi sperimentale: nuove frontiere delle neuroscienze

















Ciao,


l'ipnosi è nata in laboratorio e lì è rimasta, infatti la branca
della ipnosi sperimentale è molto più ampia di quanto si
possa sospettare. Proprio qualche giorno fa ti ho parlato
del congresso mondiale tenuto in Italia. In questo campo
sono stati fatti passi incredibili con collaborazioni
trasversali da parte di diverse specializzazioni.



Hai visto il video? L'esperimento consiste nel vedere
come l'ipnosi sia in grado di bloccare un arto o di rendere la
ragazza cieca... ma non allo scopo di stupire, come hanno
fatto per anni gli ipnotisti da palcoscenico ma con l'obiettivo
di studiare che cosa accade nel cervello delle persone...
proprio come nell'articolo in cui ti ho parlato del famoso
effetto stroop...



Questi affascinanti studi sono doppiamente utili:


1- comprendere come funziona il cervello durante
la trance
...cioè quali aree e quali meccanismi fisiologici si
attivano. Vedere se un "modulo" può essere scisso da un
altro e studiarne in modo indipendente il funzionamento
(come nello stroop).


2- studiare come determinate patologie neurologiche
agiscono sul cervello e se l'ipnosi è in gradi di ricrearle. In
questo modo è possibile per i neuroscienziati studiare il
funzionamento del cervello...durante la genesi artificiale
di queste patologie...


Attraverso queste interazioni è anche possibile scoprire
quanto, delle "normali patologie" possano essere di origine
psicosomatica. Come le ben note "paralisi isteriche" che
entrano il "gioco preferito" degli avventori dell'ipnosi di
inizio secolo...come Mesemer e Charcot.


Proprio qui a Padova ho partecipato ad una serie di
esperimenti collegati al dolore, in pratica si cercava di
comprendere se la analgesia ipnotica fosse una "semplice
dissociazione"...oppure se essa potesse agire realmente
sui canali del dolore...


Mi spiego meglio: per dissociazione si intende, in modo
semplificato, quando pensi a qualcosa in modo talmente
intenso che non sei più nello stato presente. Come quando
ti incanti e qualcuno ti chiama e tu non senti la risposta...
ti è mai capitato?


Ecco fino a poco tempo fa si credeva che l'analgesia ipnotica
fosse un fenomeno del genenere....in pratica sei "talmente
distratto" da non fare caso allo stimolo...una sorta di auto-
suggestione
. Queste ipotesi non erano solo per l'analgesia
ma anche per altre fenomenlogie ipnotiche, come le
sensazioni di calore...(oggi è provato che esiste un vero e
proprio spostamento del sangue..."emodinamica")...


Gli esperimenti svolti qui a Padova dal Prof. Edoardo
Casiglia hanno provato che durante l'analgesia ipnotica
vengono implicati i canali del dolore, esattamente come
quando si somministra un analgesico. In definitiva sarebbe
provato un reale effetto fisico dell'ipnosi sul
cervello
...assolutamente affasciante...non trovi ? ;-)


E tu che cosa ne pensi? lascia un commento...e se vuoi
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A presto
Genna


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funziona benissimo ;-)

mercoledì 21 ottobre 2009

Ipnosi a Distanza: Pierre Janet l'ha studiata davvero? :-O

















Ciao,


ti ricordi quello schema sulla storia dell'ipnosi? c'era anche
Pierre Janet, noto per i suoi studi sulla dissociazione fatti
quasi esclusivamente attraverso l'ipnosi. Oltre ad aver
creato una corrente di pensiero Janet ha lavorato su
progetti al limite...sperimentando l'ipnosi a distanza.


Il fenomeno parapsicologico preso in considerazione era
la telepatia, e in modo particolare la capacità dell'ipnotista
di inviare, telepaticamente, sueggestioni che permettano
l'entrata in trance da parte del soggetto. Tutto ha inizio
quando il dottor Joseph Gibert (1829-1899) si accorge che
alcuni suoi pazienti entravano in trance nel momento in
cui lui si accingeva ad attuare il "processo ipnotico".


Gli studi erano capitanati da Charles Richet, il quale aveva
definito la telepatia come "suggestione mentale". Durante
gli esperimenti su 60 prove ben 27 andarono a segno. Cioè
gli ipnotisti erano riusciti ad indurre una trance a
distanza,
e in alcuni casi senza che i soggetti ne fossero
a conoscenza :-O


Purtroppo però, nonostante si fosse creato un grande
interesse...alcuni dei nomi più importanti, come appunto
Pierre Janet abbandonarono lasciando la seconda edizione
del progetto senza sperimentatori di un certo calibro.
Questo fece cadere nell'oblio questi affascinanti e
sperimenti.



Anche in Italia, nonostante le grandi barriere linguistiche
Carlo Ampleio Claderini (1804-1856 molto prima dello
esperimento illustrato prima) condusse una piccola
serie di esperimenti significativi di trasmissione del
pensiero. Tutti erano correlati a stati ipnotici e al
"sonnambulismo"...


Insomma, la parapsicologia, intesa come studio
sperimentale dei fenomeni psichici anomali, è una
branca che mi affascina moltissimo...anche perché ci
sono studi incontrovertibili che porverebbero la
possibilità della loro esistenza :-O per lo meno ad un
analisi di laboratorio...ovviamente sempre di
carattere minimale...


Fra questi esperimenti, fatti nella prima metà dello 800
saltano fuori veri e propri casi di "Remote Viewing" e
di ipnosi a distanza...o "trasmissione della volontà a
distanza"...insomma una frontiera che con i moderni
strumenti è possibile approfondire, sempre ricordando
di non avere la mente troppo aperta tanto da far
cadere il cervello ;-)


E tu credi alla possibilità che queste cose possano essere
vere? Lasciami un commento ... e se vuoi seguire tutti i
giorni il mio blog, iscriviti ai miei feed rss oppure seguimi
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A presto
Genna

martedì 20 ottobre 2009

Psicologia e Cold Reading: 9 consigli per essere un bravo psico-mentalista ;-)


















Ciao,


ti ricordi che cosa è il Cold Reading? è l'abilità che usano i
mentalisti o i sedicenti medium e sensitivi per indovinare
dati anagrafici, tratti di personalità e aspetti della vita
delle persone che analizzano. Si tratta di una serie vasta di
tecniche che vanno dalla conoscenza statistica alla
lettura della comunicazione non verbale.


Tempo fa ti ho mostrato una serie di bellissimi video dove
Derren Brown
, forse uno dei migliori mentalisti oggi
presenti nel mondo, spiega come "i truffatori" e non solo
utilizzino queste tecniche a Richard Dawkins. Ma perchè
uno psicologo...dovrebbe essere interessato a
questa
pratica?


La risposta è semplice, perchè le stesse abilità che
servono per effettuare un buon cold reading sono le
stesse che servono per fare la mia professione...ecco quali
sono queste caratteristiche/abilità:


1- Scelta del soggetto: ogni "Cold Reader" sceglie con
attenzione i propri soggetti. Solitamente sono quelli che si
fanno avanti ad essere i migliori, perché vogliono che tu
indovini ;-) Allo stesso modo, uno psicologo deve essere in
grado, in breve tempo di comprendere se può lavorare
con un cliente o meno.


2- Avere una casistica: conoscere una serie di dati
generici derivanti da statistiche. Come ad esempio, chi si
veste in un certo modo è perché fa un determinato lavoro
...ecc. Allo stesso modo uno psicologo deve conoscere una
serie di casistiche di "disturbi" e di "modus operandi"
dei propri clienti/pazienti.


3- Presupporre: i mentalisti presuppongono notizie che
dovrebbero esserci. Con frasi del tipo: "bene dopo che si è
laureata ha trovato subito lavoro?"...presuppone che la
persona sia laureata. Allo stesso modo lo psicologo esperto
sa utilizzare le presupposizioni per portare il cliente a
raggiungere i propri obiettivi (questo vale per tutti i
modelli linguistici della PNL e della Ipnosi).


4- Saper porre le domande: Le domande sono la chiave
di ogni sessione di cold reading, attraverso esse si possono
raccogliere informazioni e soprattutto guidare l'intera
comunicazione. Ricordi l'articolo su Derren Brown vero?
Allo stesso modo, l'arma principale dello psicologo è
quella di porre le domande giuste...come si dice...da
giuste domande risultano le giuste risposte.


5- Ascoltare attentamente: la qualità più ampia di ogni
cold reader è l'ascolto, infatti le persone, quando rispondo
alle domande danno spesso molte più informazioni di
quante ne siano richieste. Mi sembra superfluo dirti che
uno psicologo DEVE saper ascoltare in modo attivo quello
che gli viene detto.


6- Creare Rapport: il mentalista deve saper creare
rapport
e ispirare fiducia, ma non troppa. Inutile
soffermarsi su tutti i modi possibili per farlo. Allo stesso
modo uno psicologo deve creare rapport, ma non troppo,
perché bisogna sempre ricordare che il cliente non è un
tuo amico o tuo fratello, ma un cliente...


7- Usare le pause: so che queste inezie rientrano fra le
tecniche linguistiche, ma le pause meritano un punto a
parte. Fare delle buone pause ti permette di leggere il
comportamento non verbale della persona...di fare quello
che in gergo viene detto "calibrare". Allo stesso modo lo
psicologo deve saper usare le pause e soprattutto saper
gestire l'ansia del silenzio... (ancor di più se usa l'ipnosi).


8- Scavare a fondo: i cold readers fanno domande che
scavano molto a fondo nella vita, in modo da poter poi
costruirci sopra delle genralizzazioni. Allo stesso modo
lo psicologo deve saper scavare con attenzione dentro
la vita delle persone, con il giusto modo e con il giusto
tatto. Ad esempio usando, per bene, il metamodello.


9- Conoscere la fisiologia: simile al punto 2, ma diverso
conoscere il corpo umano può permettere al mentalista di
fare inferenze...come ad esempio, "quando eri piccolo ti
sei rotto il femore"...e cose del genere. Allo stesso modo
uno psicologo può usare questa conoscenza per risalire
alla storia passata, eventuali traumi, o piccoli segreti
nascosti...


Bene...i punti sono terminati anche se si potrebbe andare
molto oltre, fino a confrontare l'atteggiamento che devono
tenere: psicologi e mentalisti. Ci tengo a dirti che ho
parlato di psicologi, ma le stesse cose valgono per i coach,
i counsellor e in qualsiasi altra professione di aiuto. Oguna
di queste richiede di sviluppare una serie di abilità che
sono all'incirca, tutte racchiuse, nei precedenti 8 punti.


Fammi sapere se conosci qualche trucco segreto ;-) scrivi
qui sotto... e se vuoi seguirmi tutti i giorni iscriviti ai miei
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a presto
Genna

lunedì 19 ottobre 2009

PNL: "Come far Scorrere la Gioia in ogni Cellula" ;-)

















Ciao,


sai chi è Candace Pert? è la dottoressa alla quale si da il
merito di aver scoperto "i recettori degli oppiacei" allo
interno di ogni cellula. In pratica la Pert ha rivelato al
mondo medico che, questi recettori, non sono presenti
solo nel cervello ma in ogni cellula del corpo umano.



Per cui, quando provi buone sensazioni, le provi in tutto
il tuo corpo, dalla testa ai piedi ;-) Se ricordi lo scorso
audio-esercizio
probabilmente conosci già l'esistenza
dell'indissolubile legame fra mente e corpo. Adesso
ascolterai un esercizio favoloso
per "cospargere
felicità in tutto il tuo essere" ;-)









Hai ascoltato l'esercizio? bene, se lo hai fatto solo una
volta...ripetilo... più volte ripeti l'esercizio e più alleni
questo collegamento fra i tuoi pensieri e i recettori che
si trovano nelle tue cellule. Se ti va, al termine di ogni
ripetizioni puoi ancorare la sensazione in modo da
averla sempre "a portata di mano".


L'esercizio è tratto dal "libretto" molto bello di Paul
McKenna "Cambia vita in 7 giorni"...ma chiaramente
è stato riadattato per essere praticato mentre lo stai
ascoltando. Ti faccio una confessione, adoro sia questo
esercizio che il suo autore, che resta per me uno dei
migliori Pnllisti e ipnotisti al mondo...


Quindi è chiaro: mente e corpo sono strettamente
collegati, non solo attraverso milioni di fibre nervose
che dal cervello vanno (afferiscono...terminone ;-)) in
tutte le zone del corpo...ma anche attraverso i segnali
chimici che si scambiano....vediamo per punti cosa può
influenzare il tuo pensiero:


1- Collegamento fra "muscoli e cervello": pensare
in modo intenso ad un movimento accresce la forza del
muscolo. Ti ripeto il corpo è totalmente innervato...una
rete cablata enorme che va dalla testa ai piedi.I


2- Asse talamico-ipofisario
: il rilassamento e le altre
reazioni positive all'ambiente generano sostanze che
attivano e deattivano un sistema endocrino-ormonale,
aumentando le tue difese immunitarie...riducendo le
infiammazioni...ecc..


3- Attraverso i neuropeptidi: cioè sostanze chimiche
che viaggiano dal cervello ad ogni cellula del corpo. Come
quelle individuate dalla Pert...


4- Attraverso il sangue: quando stai bene aumenta la
capacità del sangue di trasportare ossigeno. E al contrario,
quando sei teso, questa capacità si riduce... e sappi che nelle
cavie di laboratorio, questo, le porta in breve tempo
alla morte :-O



5- Attraverso l'intestino: l'intestino è stato battezzato
dai precursori della PNEI come "cervello enterico". Infatti
è risaputo che è fortemente innervato...e l'assimilazione
e la qualità dei cibi che ingerisci influenzano tutto...mente
e corpo.


Insomma, la storia è sempre la stessa, puoi migliorare la
tua vita in modo drastico, semplicemente dedicando pochi
minuti a visualizzazioni, rilassamento e auto-ipnosi. Se già
sei abituato a fare sport, sappi che il principio è lo stesso:
non serve fare corse di 5 ore una volta al mese, ma la
cosa importante è la costanza e la ripetizione...deve
diventare un'abitudine..


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A presto
Genna


Ps. se sei "un esperto" di neurofisiologia perdonami
sono stato superficiale ...ma solo per evitare di essere
pesante ;-)

Ecco altri Audio esercizi

domenica 18 ottobre 2009

Formazione On-line: l' In-formazione in Italia



















Ciao,


se leggi questo blog probabilmente sai perché amo così
tanto il web, come strumento di in-formazione ;-) proprio
poco tempo fa mi sono imbattuto in un sondaggio che
mi ha fatto subito pensare "ehi che bello"...insomma
pare che l'informazione on-line abbia battuto
quella classica anche in Italia
;-)


Per quanto sia ancora indietro l'Italia, rispetto a molti
altri paesi del mondo, il primo Ottobre del 2009 si è
tenuta la seconda edizione del convegno "il Futuro del
Giornalismo" nei quali sono stati presentati i dati di
un sondaggio (fatto da Astra) sull'andamento della
informazione in Italia...su un campione molto ampio.
Qui puoi trovare tutti i dati


Insomma ben l'82% degli italiani preferisce utilizzare
il web come fonte principale di notizie, seguito con un
63% dalla tv...48% i cellulari...48% la radio...36% i
giornali locali, 23% nazionali, 22% nazionali e infine
un misero 11% per i giornali di settore.


Nono so se te ne sei reso conto ma l'82% è tantissimo:-O
e come sai, a me la cosa piace molto... La critica che si
fa principalmente al web è quella di essere dispersivo, e in
effetti lo è, ma soprattutto poco affidabile. Dalla mia
piccola esperienza i siti "poco affidabili" con contenuti
falsi o ingannevoli hanno vita breve, anzi brevissima!


Infatti la rete è un organismo che riesce a vivere proprio
grazie ai "buoni contenuti". E se ami un argomento e ti
vuoi informare su quello, ci metti 2 minuti a capire se
sei in un luogo valido o meno! Ti faccio casualmente ;)
l'esempio dello "sviluppo personale"...quanti siti in
lingua italiana ci sono?


Da una piccola ricerca su google, digitando la parola
"sviluppo personale" vengono fuori ben 2.990.000
pagine :-O hai idea di quanti siti possano essere? una
miriade ;-) Ma non tutti sono fatti con qualità e hanno
contenuti validi. Ma chi lo decide? trrrrrrr...rullo
di tamburi ...


La Gente, sono i lettori, sei tu che in questo momento
mi leggi ha decidere se continuare a farlo o meno. E
questo è profondamente diverso da quello che accade
con l'editoria classica (off-line). Direi una vera e propria
selezione naturale. Ok...lo stesso avviene off-line ma
con tempi troppo lunghi, tramacci e nepotismi...ecc...


Concludendo: la in-formazione on-line è quella più
scelta dagli italiani. E oggi lo è sempre di più anche la sua
sorella gemella, la formazione, per questo realtà aziendali
enormi si stanno affidando alla rete. Ma anche in questo
caso sarà la "selezione naturale" a spuntarla ;-)


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A presto
Genna