domenica 30 agosto 2009

Apprendimento On-line: Accademia dei Miglioramenti...(e tanti auguri a me;-))



















Ciao,


sai che cosa è l'Accademia dei Miglioramenti? è la prima
scuola on-line di Sviluppo Personale. Un progetto
meraviglioso nato ormai più di 1 anno fa... Quando io,
Sebastiano e Francesco abbiamo scommesso su
questo "nuovo modello di apprendimento" sapevamo
che presto o tardi ci sarebbero stati molti emuli...


Infatti, se leggi il mio blog ti sarai accorto di quanti
personaggi, nazionali ed internazionali abbiano iniziato
a costruire "percorsi di formazione on-line".
All'inizio le persone mi dicevano che non sarebbe mai
funzionato una cosa del genere...che per apprendere
bisogna avere un supporto dal vivo...ecc..ecc..


L'apprendimento sul campo è certamente il modo
migliore, ma fortunatamente non è l'unico. Quando
vedi un film provi emozioni? e quando leggi un gran
bel libro o ascolti musica...non provi emozioni? Ora
tutte queste "emozioni" sono esperienze...e le
esperienze sono la vera cosa che conta nello
sviluppo personale.


Tony Robbins, Tad James e altri personaggi lo hanno
intuito e messo in pratica...d'altronde se hai mai
seguito un corso dal vivo di Robbins sai che l'ultimo
giorno lui non è fisicamente presente, ma ti lascia con
un suo filmato...il furbacchione ;-)


Se ricordi l'intervista fatta a Jeffrie Zeig, il direttore
della Milton Erickson Foundation avrai certamente
intuito l'importanza di vivere esperienze e di farle
vivere alle persone. Tutti i cambiamenti avvengono
attraverso le esperienze...e questo può accadere,
leggendo, guardando e ascoltando...senza essere
fisicamente presenti.


L'Accademia dei Miglioramenti è sicuramente il
corso on-line più completo ed esperienziale che esista
oggi in Italia. Fra pochi giorni scadranno le offerte
estive, che ti permettono di avere 3 mesi al prezzo di
uno... Perché fare offerte così forti?


Perché in Italia c'è ancora della diffidenza...a fare
acquisti on-line e noi abbiamo bisogno che tu possa
vedere, ascoltare e toccare con mano la altissima
qualità dei nostri corsi...Se sei davvero interessato
allo sviluppo personale...iscriviti adesso ;-)


Ah...dimenticavo...oggi è il mio compleanno...
per cui se vuoi lasciami i tuoi auguri fra i
commenti ;-)


A presto
Genna


Iscriviti ai miei feed rss e al mio account di
facebook per leggermi tutti i giorni...

sabato 29 agosto 2009

Comunicazione non verbale: la potenza dei gesti...nella persuasione



















Ciao,


ti ricordi quando abbiamo parlato della forza dei gesti nello
sviluppo dei bambini? e non solo...in questo anno ti ho
raccontato un sacco di cosa che riguardano la
comunicazione non verbale... ma utilizzarla in modo
volontario ha davvero un impatto così forte?


Geoffrey Bettie e Nina McLoughlin della Unniversity of
Manchester hanno condotto uno studio davvero molto
interessante a proposito. Hanno mostrato ad un gruppo
di volontari alcune storie tratte dai cartoni animati...
con Titti e Gatto Silvestro ;-)


La storia era raccontata da un narratore che era stato
addestrato a narrarla in 2 modi diversi: con e senza
gesticolare...il narratore aveva preparato tutta una
serie di gesti per rappresentare la storia...


dopodiché i soggetti (ovviamente ignari a priori)
dovevano compilare un questionario dove gli veniva
chiesto di ricordare parti della storia... risultato?
Il gruppo che ha visto la narrazione completa di
linguaggio non verbale ricordava 3 volte meglio la
storia e anche i dettagli...


Una nota importante è che...quando si cerca di
comprendere se un messaggio è persuasivo o meno
il "test di memoria" risulta essere quasi sempre il
più affidabile. Infatti negli spot televisivi non si
punta "solo a vendere" ma soprattutto a fare in
modo che...quando sei al supermercato tu ti
ricorda che "quello è il prodotto giusto" ;-)


Ora ti saluto perché devo preparare la mia festa
di compleanno...che come tutti gli anni è un po'
anticipata per poterla festeggiare insieme ai
miei
più cari amici ;-) (sono nato il 30)...


Fammi sapere che cosa ne pensi
...lascia un
commento qui sotto ed iscriviti al mio blog...
feed rss...o facebook;-)


A presto
Genna

venerdì 28 agosto 2009

Ipnosi: "la formula matematica" ;-)

















Ciao,


hai letto bene il titolo? la formula matematica della
ipnosi...inquietante no? visto che l'ipnosi, come ormai
dovresti sapere
è più simile ad una arte che non ad una
"equazione algebrica".


Da qualche giorno sono sto aiutando Manuel e Mauro
a tradurre e sistemare il materiale del nostro progetto
che loro hanno "importato" direttamente dagli State...e
ti assicuro che sta venendo fuori una vera bomba ;-)


Se hai visto l'intervista a Jeffrie Zeig avrai notato il suo
continuo sottolineare l'importanza della esperienza.
L'ipnosi è una esperienza, esattamente come creano
esperienze le arti, come la musica ecc.. ma allora perché
ho messo un titolo così "controverso"?


La risposta è un po' lunghetta ma cercherò di distillare
in una goccia di pioggia, un mare di conoscenza ;-)
Nella ipnosi classica si davano delle informazioni
che il soggetto doveva seguire...come ad esempio:
"quando aprirai gli occhi eviterai di mangiarti le
unghie"... lo stimolo X porta alla risposta Y...


Nella moderna ipnosi, tratta dagli insegnamenti di
Erickson questa formula si complica notevolmente,
ma rende il lavoro una vera e propria arte...in questo
modo: Dire X...che significa Y...per ottenere Z....


Questa formula riassume "matematicamente" tutta
l'arte di Erickson...se hai letto qualche suo libro o
anche solo seguito le mie "lezioni on-line" sai che lui
amava raccontare storie e anedotti...perchè? Ma per
creare esperienze...Raccontava X, che in realtà aveva
più significati (Y) per ottenere una risposta (Z).


Lo so, detta così sembra "facile...facile"...e sono certo
che sia i più esperti che i neofiti sapranno trarre un
grande vantaggio se terranno in mente questa formula
matematica durante il loro lavoro con la trance...e
questa è solo una piccola pillola del "progetto segreto"
che tra pochi giorni inizierai a conoscere ;-)


Infatti io, Manuel e Mauro ci siamo incontrati in
Sardegna dove abbiamo girato un video in cui inizierai
a conoscere parti del progetto...che presto sarà on-line.
Mi raccomando resta connesso...e se hai qualche
domanda e/o opinione sul post...lascia un commento
qui sotto.

Segui il mio blog dai feed rss...o dal tuo account di
facebook.

A presto
Genna


Ps. se vuoi "un posto in prima fila", scarica l'intervista
che vedi sulla barra di destra (quella con il CD ;-))

giovedì 27 agosto 2009

Ipnosi: "come staccarsi dalla realtà sensoriale" effetto stroop...



















Ciao,


sei mai stato in trance? molto probabilmente si, anche se
non lo hai fatto volontariamente ;-) Quando ti è accaduto
i processi del tuo "computer centrale" hanno funzionato
al contrario... In psicofisiologia si parla di processi che
vanno dal basso verso l'alto e viceversa...


Mi spiego meglio...la via sensoriale è dal basso (i sensi)
verso l'alto (i centri che elaborano l'informazione) e poi
si ha una sorta di feedback che prende la strada al
contrario. Nella ipnosi è possibile invertire totalmente
o quasi questo processo...


Ti ho parlato molto di effetto placebo, convinzioni ecc...
e sai quanto queste strutture possa influire, dall'alto
verso il basso, sino a modificare la percezione dello
stimolo sensoriale al 100%... Ha riprova di questo sono
interessanti gli studi effettuati dal Prof. Raz con il ben
noto "effetto stroop"...














Probabilmente lo hai già sperimentato, adesso ti chiedo
di guardare i colori di cui sono composte le parole e di
farlo a voce alta, il più velocemente possibile...fatto?
che cosa succede? è difficile evitare di leggere la parola
che descrive il colore, questo crea una confusione che
non ti permette di "nominare velocemente il colore"...


Bene, attraverso l'ipnosi, il Prof Raz è riuscito a
"scollegare" queste due cose, facendo leggere i soggetti
in trance come se non ci fossero "confusioni" fra
forma e significato. Attraverso una semplicissima
induzione che recitava più o meno così:


"Ogni volta che ascolterai la mia voce realizzerai che
simboli senza significato stanno apparendo sullo schermo.
Avvertirai quei caratteri in una lingua straniera che non
conosci e non tenterai di attribuire loro alcun significato".


La "vera suggestione" sta in nel "avvertirai i simboli in una
lingua straniera"...anche perché in ipnosi creare vere e
proprie allucinazioni negative non è semplicissimo...e spesso
poco utile ;-) Se sei uno studente avanzato fai questo
esercizio...auto-ipnotizzati e cronometrati mentre
svolgi l'esercizio...


...mi raccomando fammi sapere i tuoi risultati, lascia un
commento qui sotto e se non lo hai ancora fatto segui il
mio blog dai feed rss o da facebook.


A presto
Genna

mercoledì 26 agosto 2009

Psicologia: il cervello consuma tanta energia?















Ciao,


ti ho raccontato molte volte la analogia fra "cervello e
muscoli
" con la classica frase...se non lo usi lo perdi...
un recente studio ha dimostrato che il cervello consuma
il 50% dell'energia nelle cavie da laboratorio...sarà lo
stesso anche per noi?


Uno studio
pubblicato on-line dalla Università di Yale,
sul "Proceedings of National Academy of Sciences", ha
osservato attraverso le tecniche di neuroimmagine il
consumo di energia nel cervello durante specifici compiti.
Ma al contrario di quanto si fa normalmente i ricercatori
si sono concetrati sulle zone del cervello "che non erano
implicate nel compito
"...


Ad esempio, mentre leggi queste parole una zona del tuo
emisfero sinistro è "maggiormente attivata"...i ricercatori
si sono chiesti se fosse "lei" quella che consumava più
energia...ed effettivamente è la più attiva, ma consuma
solo il 1%...e il restante 99% a cosa serve?


Serve per mantenere "lo stato di coscienza"...se come me
sei appassionato e hai letto gli studi di "Tart" saprai che
lui ci era già arrivato...parlando di sistemi regolatori
sempre accesi che ti permettono di avere uno stato di
coscienza "continuo" e """" stabile """" ;-)


Come riprova di queste "teorie" gli scienziati hanno messo
in evidenza che, anestetizzando il cervello dei ratti (le
cavie) il loro metabolismo consumava il 50% in meno...
una cosa abbastanza sconvolgente, la metà delle nostre
energie viene utilizzata per mantenere lo stato di
coscienza
normale...


Una teoria che va a braccietto con questa è certamente
quella di Ernest Rossi sulla "comune trance quotidiana" che
si svilupperebbe ogni 90 minuti durante il giorno. Forse...
proprio per "risparmiare energia"... e probabilmente la trance
ipnotica "cura" spostando in modo migliore questa energia
all'interno del cervello e di conseguenza anche del corpo
(mente e corpo sono un'unica cosa;-)...


...uff...che implicazioni interessanti ;-) tu che cosa ne pensi?
lasciami un commento e segui il mio blog dai feed rss e
dal tuo account di facebook.


A presto
Genna


Ps. se vuoi apprendere "come utilizzare al meglio" questa
enorme quantità di energia...acquista il mio libro ;-)

martedì 25 agosto 2009

Psicologia: l'anno dei telefilm a sfondo psicologico



















Ciao,


questo è l'anno dei serial televisivi ad "indirizzo psicologico".
Ti ho parlato molto tempo fa di "Lie to Me" e anche del
recente "The Mentalist" che tra pochi giorni sbarcherà
direttamente su Italia 1. E inoltre ce ne è ancora una
che, probabilmente verrà tradotta perché molto carina
..."Mental".


Quella più vicina agli argomenti che tratto qui (a parte le
meraviglie scientifiche di "Lie to Me") è in assoluto la
recente "The Mentalist". Infatti all'interno della serie si
parla sia di ipnosi che di PNL...alla quale hanno
dedicato una puntata intera...


Chiaramente un po' di cavolate le dicono, tutto per
aumentare l'interesse del telespettatore... ma ci sono
anche "ahimè" argomenti che potrebbero spaventare le
persone, soprattutto nella puntata dedicata alla PNL...
dove le persone si "programmano" in modo molto
teatrale a fare cose "contro la loro volontà" (grande
cavolata ;-)...


Mental invece è molto diverso, è una sorta di Dr. House
della psichiatria. In cui un nuovo psichiatra si trova a
dover gestire un reparto "obsoleto"...anche qui trovi molti
elementi legati alla PNL e soprattutto agli psichiatri che
nel tempo hanno sfidato l'estabilishment della psichiatria,
come Milton Erickson...


...infatti nei primi 5 minuti del primo episodio il medico
si spoglia per entrare in rapport con un "pazzo nudo" e
lo stile è proprio quello ericksonianao ;-) Non solo il
protagonista di "Mental" è spesso pro psicoterapia ed ha
un approccio affascinante alla risoluzione dei
problemi
psichiatrici...


Perchè gioire delle serie "televisive psicologiche"?


P
erchè è ora che "la gente" si renda conto che la psicologia
ha fatto passi da gigante, da Freud ad oggi, sono passati
davvero molti anni ma la concezione "ingenua" dello
psicologo
è sempre quella "paziente sdraiato sul lettino..
ecc...ecc". Nel caso di "Lie to Me" si imparano davvero
moltissime cose, visto che alla realizzazione ha partecipato
anche Paul Ekman :-) ...


...mentre in "The Mentalist" si capisce un po' meglio che
cosa siano l'Ipnosi e la PNL, e anche a diffidare di quei
"maghetti che sfruttano la sofferenza altrui"...infine in
"Mental" si apprende un di "giusto atteggimento", su
come si dovrebbero prendere a cuore alcuni casi ed
evitare di farsi scoraggiare dalla "medicina classica"...


Insomma, se hai un di tempo, guardati almeno una
di queste serie che, oltre ad essere davvero ben fatte
possono lasciare "preziosi apprendimenti"...Fammi
sapere che ne pensi
, lascia un commento qui sotto e
se vuoi seguire il mio blog puoi farlo, sia dai feed rss
che dal tuo account di facebook...


A presto
Genna

lunedì 24 agosto 2009

Ipnosi: come apprendere i pattern linguistici...


















Ciao,


oggi sto per regalarti una delle mie "metodologie" preferite
per poter migliorare le tue prestazioni mentali e nello stesso
tempo apprendere il linguaggio ipnotico...e non solo...
Ti ho parlato molte volte sia della ipnosi e sia dei modelli
linguistici "creati" dalla PNL per apprenderlo in modo
tecnico e preciso...ma come allenarsi?


Sicuramente il modo migliore per "allenarsi" nello utilizzo
del "linguaggio" è quello di praticarlo nella vita reale,
tuttavia durante una normale chiaccherata subentrano
alcuni fattori che possono bloccare l'apprendimento dei
fondamenti:


1) Gli amici: spesso chi inizia a studiare queste cose fa
"esperimenti" su amici e parenti...ma per diversi motivi
non la ritengo una buona strada, soprattutto all'inizio
quando non sia ha dimestichezza...


2) Le emozioni: durante una reale interazione ci si sente
emozionati e questo blocca la capacità di "trovare il modello
giusto"...facendoti sembrare anche impacciato nel linguaggio
"comune"...


3) La poca conoscenza dei modelli: come già detto
molte volte, questi "modelli" non sono altro che modi naturali
con cui usiamo il linguaggio... non sono forzature strane, ma
modi che già utilizzi mentre parli, solo che quando li studi
diventano coscienti. Per utilizzarli al meglio è necessario
che tu inizi li conosca bene...e poi li ri-dimentichi ;-)


Se conosci la PNL sai a "quali modelli mi riferisco"...Il primo
modo per apprenderli è sicuramente quello di iniziare a
scriverli
. Fra le diverse storie che circolano in questo campo
ti racconto quella di Michael Breen...


..."si vocifera" che Breen raccontò a Bandler di avere un
quadernone, suddiviso in sezioni, in cui, per ogni sezione
c'era un modello linguistico. In pratica Breen per allenarsi
scriveva un TOT di "patterns" per ogni tipologia di modello.
Bandler guardò negli occhi Breen ed esplose in una
fragorosa risata... e gli disse... "io ho un quadernone
intero per ogni modello
" :-O


Questa storia chiarisce l'importanza di SCRIVERE i pattern
per apprenderli...ma negli anni "mi sono inventato" un
modo più divertente ed utile per farlo. L'unico problema
è che presuppone che tu già conosca i modelli. La tecnica
ha un nome specifico ma per questione di diritti la
chiamerò "flusso di coscienza"...Ecco come farla:


1) Trova un posto tranquillo e rilassati. Non appena
inizi a "immaginare qualcosa"...descrivilo a voce alta...
Aiutati immaginando qualcosa "volontariamente" e
vedrai che lentamente la cosa sarà sempre più
spontanea.


2) Nel descriverlo utilizza un linguaggio sensorialmente
basato e al presente (es. vedo un puntino blu mentre
percepisco una sensazione di fresco e ascolto una musica
in lontananza).


Questo è il "metodo classico" con cui, non solo migliori
la tua abilità nel visualizzare ma alzi anche il tuo QI ;-)
Tuttavia questo stessa metodologia può essere farcita
di pattern ipnotici, quindi non più sensorialmente
basati...esattamente come hai appreso nel modello di
Betty Erickson (5-4-3-2-1 se non lo ricordi vai subito
a rileggerlo
;-)) con la differenza che qui "parli"...


Questo metodo semplicissimo ti permette di fare 4
cose contemporaneamente: (1) migliorare il tuo modo
di visualizzare...(2) aumentare la tua elasticità mentale
(3) apprendere i modelli linguistici...(4) sviluppare
interessati stati auto-ipnotici ;-)


Eh...ti è piaciuto il regalo? ;-) tra poco tornerò a Padova
e ri inizieranno gli Audio-post...per ora goditi questa
piccola chicca che, nella mia pratica ha fatto una
notevole differenza ;-) ...lasciami un commento per
domande ed opinioni...e segui il mio blog dai feed rss
e/o da facebook.


A presto
Genna

domenica 23 agosto 2009

Comunicazione Non Verbale: come individuare il leader...















Ciao,


se conosci la PNL sicuramente hai sentito parlare di ricalco
e guida...la parte tecnica per creare e gestire il rapport. La
tecnica più famosa è quella del mirroring, cioè del copiare
quello che sta facendo il tuo interlocutore.


Se mi segui sai come la penso su questo argomento, in
pratica il "copiarsi" è un effetto di una buona relazione,
e non il contrario... ma viste le leggi di circolarità della
comunicazione, farlo volontariamente e in modo
intelligente, può aumentare drasticamente l'impatto
della tua comunicazione sulle altre persone.


Qualche giorno
fa mi è arrivata una domanda molto
interessante che ti riporto...ed era più o meno così
"caro Genna, devo fare un colloquio di lavoro con
5 persone che gestiscono un network di
18000
persone, per cui sono molto teso...se devo
ricalcare
chi ricalco dei 5?
"


Come ti ho già scritto
in privato, essendo tu un master
practitioner in PNL saprai sicuramente gestire la cosa
alla grande...fidandoti del tuo inconscio ;-) Ma una piccola
punta di tecnica in questo caso "ci sta"...è una cosa molto
semplice ma pochi ci fanno attenzione...


...nei contesti sociali, il leader (quello che prenderà davvero
la decisione se assumerti o meno) è quello che gli altri 4
seguono a livello non verbale. Come sicuramente saprai ci
imitiamo sempre e spesso, in una sorta di danza...ma chi è
alla leadership è quello che fa "il primo gesto" e dopo viene
imitato dagli altri.


Facendo un esempio, di solito sarà lui il primo a varcare la
soglia della stanza in cui entrerete...l'ultimo che "imita" i
gesti del "capo" è solitamente quello con meno influenza
nei processi decisionali. Per cui se vuoi ricalcare qualcuno
aspetta di vedere quale è la persona che "tutti seguono"...


Tieni a mente i consigli degli altri post su questa tecnica,
utilizza molto grano salis...Come scoprire in una trattativa
con più persone chi è il leader...guarda chi guida...di
solito è lui a fare il primo gesto e gli altri lo seguono...in
ordine di importanza...


Osservando il comportamento negli incontri di lavoro i
ricercatori si sono accorti che la cosa avviene in modo
"graduale". Se il leader incrocia le gambe, le persone che
lo circondano lo seguiranno sempre in ordine di
importanza... Quando il leader parla, osserva le altre
persone, nota se annuiscono o sbuffano...anche questo
è un "indice importante".


Anche se so che tutto andrà alla grande, perchè "hai
acquistato Rilassamento Dinamico" ;-) tieni a mente questi
consigli... che sono certo saranno utili a tutte le persone che
vogliono comprendere chi è "che prende le decisioni"...
Fammi sapere che cosa ne pensi, scrivimi un commento
qui sotto e se ti piace il mio blog, seguilo attraverso i
feed rss e/o facebook.


A presto
Genna

sabato 22 agosto 2009

Psicologia sociale: "conosci davvero i tuoi amici?"

















Ciao,


ti è mai capitato di trascorre molti giorni con i tuoi amici,
magari in vacanza, magari ad una stretta convivenza?
Spesso si crede di conoscere i propri amici benissimo, ma
una ricerca ha dimostrato che è il contrario...vedi quello
che vuoi vedere nei tuoi amici ;-)


Il Bosto globe ha pubblicato un interessante articolo
dedicato proprio a questo argomento. Il pezzo copre
diversi aspetti ma il più interessante è quello che mette
in evidenza che, le persone che sono maggiormente
connesse a livello sociale sono anche quelle che hanno
un giudizio errato...


Il tutto sembra molto simile al meccanismo della
proiezione, in cui chi giudica "proietta" parti di se
nell'altra persona...descrivendo se stessa invece che
il suo amico/a... Ai soggetti che hanno partecipato
all'esperimento è stato chiesto di rispondere ad
alcuni dilemmi etici "al posto dei loro amici"...


La maggior parte dei soggetti era assolutamente convinta
che i loro amici e colleghi avrebbero risposto esattamente
come hanno fatto loro...ma i risultati hanno dimostrato
il contrario :-O La cosa ancora più assurda è stato
scoprire che, maggiore era la ambiguità dei dilemmi e
maggiore è stata la sicurezza dei soggetti...


E' proprio per questo motivo che i ricercatori hanno
pensato al meccanismo della proiezione. Spesso nei siti
che parlano di ipnosi e PNL si sente "sempre" parlare
male di Freud (la proiezione è un meccanismo di difesa
scoperto da lui) ma ti assicuro che il buon "vecchietto
invasato di sesso" non ha detto solo castronerie...


Conoscere i meccanismi di difesa freudiani ed usarli
come mappa non è del tutto sbagliato...soprattutto se
fai il mio lavoro... ricordandoti
sempre che si tratta di
"mappe" e non della realtà ;-)



Concludendo: si ..."ogni scarrafone è bello a mamma
soia
" questo detto napoletano descrive perfettamente
i risultati di questi esperimenti. Tendiamo a cancellare
generalizzare e distorcere i tratti di personalità delle
persone che ci circondano...e quando questi sono ancora
più "indecifrabili" ci proiettiamo sopra i nostri...


Spesso alcuni articoli sembrano piovere dal cielo...infatti
durante le mie vacanze sarde ho (e abbiamo) litigato con
un nostro caro amico...proprio perché pensavamo che lui
la pensasse in un certo modo, quando l'evidenza ci ha
dimostrato il contrario...


Ti sei mai accorto di questo meccanismo? lascia
un commento qui sotto e se non lo hai ancora fatto
segui il mio blog dai feed rss e da facebook..


A presto
Genna

venerdì 21 agosto 2009

Creatività: il "ritorno" del Brain Storming



















Ciao,


sai che cosa è il Brain Storming? se sei appassionato di
sviluppo personale e di psicologia sono convinto che tu lo
già sappia ;-) In pratica si tratta di far scorrere la mente
senza freni e censure...nel "tentativo" di trovare nella
"quantità la qualità"...


Spesso quello che conosci ti blocca, ed è per questo motivo
che il brain storming è una delle pratiche che hanno resistito
di più, alle innovazioni della "tecnica psicologica". Tuttavia
davvero poche persone sanno che diverse ricerche provano
che il BS (brain storming) spesso dà meno di ciò che si
possa pensare.


Questo potrebbe apparirti come sconvolgente, soprattutto
se fai parte di una grande azienda in cui, questa pratica
viene utilizzata regolarmene. Questo accadrebbe per
3
semplici motivi:


1) Scazzo sociale (perdonami ma era l'unico modo per
dare l'idea ;-)) cioè quando le persone si trovano in gruppo,
tendono a cazzeggiare invece che concentrarsi..soprattutto
fra colleghi di lavoro in contesti poco lavorativi...


2) Ansia da prestazione: molte persone temono il
giudizio dei partecipanti ai BS...nonostante si cerchi di
essere "il più spontanei possibili". Dopotutto sappiamo
che dire ad una persona "sii spontaneo" è una trappola ;-)


3) Blocco della flusenza: i BS vengono fatti in gruppi
ed ognuno parla a turno...questo spesso blocca la fluenza e
la spontaneità. Infatti è stato provato che mentre si
aspetta il proprio turno le cose si dimenticano
velocemente
.


Ma allora come superare questi problemi?


La risposta sembra, ancora una volta, arrivarci dall'uso
delle "nuove tecnologie"...attraverso il BS elettronico :-O
Ma di cosa si tratta? il BS elettronico funziona come una
chat, in cui i partecipanti possono inserire insieme e
contemporaneamente le proprie idee...


Gallupe and Cooper (1993) hanno provato che questo
metodo, apparentemente poco innovativo, ha risultati
significativamente superiori rispetto al BS classico.
Ancora una volta ci troviamo di fronte ad utilizzo saggio
delle nuove tecnologie...(e che te lo dico affare...direbbe
un mio grande amico;-))


La componente relazionale NON viene annullata, perché
questa pratica viene fatta prima di svolgere un BS face-to-
face. Magari ti starai chiedendo: "ma allora perchè non
farlo direttamente da soli, se produce migliori risultati?".
Perché la ricerca ha provato che il gruppo è più bravo nel
difficile compito di "decision making"...


Concludendo: la ricerca ha dimostrato che il BS classico
produce meno idee di quando questo viene svolto
singolarmente. I 3 fattori che danno questo effetto sono
facilmente eliminabili svolgendo un pre-BS elettronico
e poi valutando faccia a faccia le diverse idee...


Ti è piaciuto l'articolo? allora lasciami un commento e
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A presto
Genna

giovedì 20 agosto 2009

Psicologia: sonno, inconscio e rilassamento

















Ciao,


uno dei più grandi misteri delle moderne neuroscienze è il
"perché dormiamo"...è ormai evidente come funzionano le
zone del cervello che sono coinvolte e soprattutto il fatto
che, quando dormiamo recuperiamo forza e attenzione
sotto forma di ormoni e reazioni chimiche...


Se hai già acquistato il mio eBook o più semplicemente sei
appassionato di questo argomento conosci tutta la teoria e
la applicazione dell'andamento delle onde cerebrali sai come
dovrebbe funzionare l'entrata nel sonno...vero? ;-)


Le neuroscienze erano convinte, fino a poco tempo fa che
l'entrata nel sonno fosse un salto discreto dove il cervello si
"spegneva in modo sincorono".. oggi invece, studi condotti
da James Kruger e Jaak Pankseep, della Washington State
University dicono "qualcosa di diverso".


I ricercatori affermano che il cervello si spegne "a pezzi"
e che la profondità del sonno, di questi pezzi, deriva dallo
utilizzo che ne hai fatto quando sei sveglio. Quindi se da
sveglio hai guidato molto e hai utilizzato determinati
centri attentivi, questi saranno "più addormentati di
altri" perchè necessitano di più riposo.


Kruger, oltre ai numerosi esperimenti svolti sugli animali e
sullo uomo sostiene che questa teoria sia ampiamente
suffragata dai sonnambuli. Infatti studiando questo genere di
persone si è notato che, nonostante fossero "realmente
addormentati" essi riuscissero a compiere determinati
compiti che, di solito, sono preculusi durante il sonno...
come, ad esempio riuscire ad evitare gli ostacoli...


Diversi animali hanno "un sonno a metà", l'esempio più
eclatante è quello dei delfini che dormono con "un emisfero
per volta", poichè il controllo della loro respirazione è
volontario e se "si addormetassero completamente"
smetterebbero di respirare...


Nell'uomo invece una funzione del genere non è localizzabile
all'interno di un emisfero o di un area specifica, ma allo interno
delle "colonne verticali" che sono situate nel telencefalo (una
grande regione del cervello)...infatti qualsiasi sia il livello di
una qualunque lesione, la capacità di addormentarsi non
viene MAI persa completamente.


Adesso ti starai chiedendo perchè ti parlo di questi
affascinanti
risvolti delle neuroscienze...perchè sapere che
all'interno di noi esiste una intelligenza superiore che decide
quali parti del cervello fare dormire e quali no...in base "alle
energie sprecate durante il giorno" è una conferma della
forza del tuo inconscio.


Se mi leggi sai che per inconscio non intendo quello freudiano,
ma tutto ciò che compi e di cui non sei cosciente come, la
regolarizzazione della temperatura, la velocità del respiro...
ecc..ecc...ma c'è di più...


Infatti pare che questo accada anche durante la veglia, cioè le
zone che hanno maggiore bisogno di riposo si disattivano
leggermente per permettere un recupero.. Questo che
cosa ci dice? Ci mostra che quando ti appresti a fare un
rilassamento o ad entrare in uno stato di auto-ipnosi, il tuo
cervello selezionerà in modo automatico quali parti
spegnere e/o accendere di più...


è come se il tuo inconscio fosse conscio di quali sono le parti
che deve far recuperare (scusa il divertente giochino di
parole;-)) e questo significa in altre parole che, quando ti
rilassi con lo scopo di recuperare le forze non hai bisogni di
dare una "direzione al tuo rilassamento", ma basta
abbassare la frequenza cerebrale e successivamente ci
penserà il tuo inconscio a selezionare quali zone ne
hanno una maggiore necessità.


Ho modo di vedere questi risultati non solo nel mio studio
ma soprattutto nelle persone che, dopo aver acquistato
Rilassamento Dinamico, hanno tratto enormi benefici...solo
ascoltando l'audio allegato... Insomma la storia è
sempre la stessa "fidati dal tuo splendido
inconscio
";-)


Fammi sapere che cosa ne pensi! lascia un commento
qui sotto e se non lo hai ancora fatto abbonati ai miei
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A presto
Genna

mercoledì 19 agosto 2009

Comunicazione non verbale: la potenza del "tocco"



















Ciao,


ti è mai capitato di essere "toccato" da uno sconosciuto? e
come hai reagito? la ricerca sulla comunicazione non
verbale
e sulla persuasione ha provato che un lieve tocco
sul gomito può aiutarti decisamente ad ottenere quello
che vuoi ottenere...


Come probabilmente saprai in questo momento sono in
"ferie" e per questo motivo metto le mani avanti, perchè
qui è difficile sia prendere la linea che fare un bell'articolo.
E probabilmente se, mettendo "le mani avanti" potessi
anche toccarti leggermente il gomito aumentarai la
efficacia delle mie "scuse" ;-)


Infatti i ricercatori della Università del Minnesota hanno
svolto una serie di esperimenti molto interessanti, detti
"esperimenti della cabina telefonica"...in pratica hanno
lasciato una moneta dentro una cabina e hanno atteso
che qualcuno li prendesse...


...successivamente sono andati a chiedergli se "per caso"
avessero trovato una moneta...solo il 23% dei soggetti
ha ammesso di aver trovato la moneta...Questo accadeva
se veniva posta solo una semplice domanda, ma se lo
sperimentatore toccava lievemente il gomito del soggetto
la probabilità saliva sino al 68%...il triplo ;-)


Perchè proprio il gomito? perchè pare che sia una delle
zone più "lontane" del corpo e viene percepita anche
nello spazio prossemico sociale. Spesso infatti quando
siamo in situazioni affollate, se ci toccano il gomito non
"ci sono problemi"...Il gomito è un'arma protesa verso
l'esterno...e spesso serve a proteggerci...


Questa percentuale aumenta e diminuisce in base ai
popoli...meno sono abituati ad essere toccati e più lo
sfioramento del gomito aveva effetto. E indovina? in
Italia ha un effetto inferiore perchè siamo più abituati
ad essere "toccati dagli estranei"...


Lo stesso genere di studi è stato effettuato sia fra i
bibliotecari...i quali sfioravano la mano del soggetto...
e come risultato ricordavano nettamente di più il nome
del bibliotecario. E anche fra i camerieri...i quali quando
sfioravano la mano del "cliente" ricevevano circa il 36%
in più di mance
....


Le differenze fra uomo e donna sono come sempre molto
marcate, infatti una cameriera che tocca un cliente uomo
è decisamente più avvantaggiata, cosa che influisce di
meno se i ruoli sono ribaltati...un uomo infatti viene
percepito come "un provolone" se tocca la mano della
cliente...Mediamente le donne si toccano e sfiorano 4
volte di più degli uomini.


In PNL sappiamo che sfiorare parti del corpo per un
preciso motivo, ancorare, è una delle tecniche più
potenti per associare stati positivi ad una qualsiasi
cosa...grazie a questi esperimenti sappiamo che il tocco,
oltre a scatenare tutta una serie di reazioni chimiche
positivie aiuta anche nella "persuasione";-)


Se per caso non sei abituato a "toccare le persone" inizia
a farlo quando chiedi loro qualche favore e ti renderai
conto della forza di questo piccolo stratagemma...
Ti è piaciuto il post di oggi? lascia un commento qui sotto
ed iscriviti ai miei feed rss...oppure seguimi da facebook...


A presto
Genna


Ps. sto tornando dalla Sardegna...gran bella
settimana ;-)

martedì 18 agosto 2009

Poker Texas Hold-em e Psicologia...una rete neurale che predice "tutto" ;-)

















Ciao,


il poker oggi è diventata una vera e propria moda...esiste
da anni ma sia quello on-line che quello "sportivo" hanno
contribuito ad una sua crescita esponenziale. Ma che cosa
ha fatto sì che questo "gioco d'azzardo" divenisse una
moda? la risposta è semplice, il pensare che sia il gioco
d'azzardo nel quale le abilità contano più della fortuna.


Ma un nuovo studio svolto dalla Journal of Gambling
Studies
mette fortemente in discussione questa, per così
dire, credenza popolare. La ricerca è stata effettuata da
Victor Chan che ha creato un sistema di reti neurali
(reti artificiali che apprendono)...per predire le mosse
dei giocatori.


In pratica si tratta di un sistema che funziona per prove
ed errori...ogni volta che avviene un errore la rete lo
scarta e cerca nuove strade, sino a quando non ci "azzecca".
Chane ha utilizzato i patterns di 6 giocatori on-line di
poker Texas Hold-em...ognuno dei quali ha giocato 100
partite per ognuno di essi.


Lo sperimentatore ha "iscritto la rete" solo all'inizio
delle partite di ognuno di loro, chiedendo "alla macchina"
di predire come sarebbero andate a finire ognuna di
queste "mani". Gli autori sono rimasti molto sorpresi
ne vedere che la rete neurale diventava talmente brava
che riusciva a predire, con uno scarto di 3 decimali,
quanto sarebbero state le puntate di ogni giocatore...


Ma non solo, più "apprendeva la rete" e più riusciva
a prevedere le volte in cui i giocatori avrebbero perso
o vinto :-O Prevedendo addirittura a quanto sarebbero
ammontate le vincite e le perdite di ognuno...


La rete ha calcolato anche l'influenza delle abilità di ogni
giocatore e le loro strategie semplicemente affidandosi
sui risultati delle partite precedenti...prevedendo se
quel giocatore avrebbe vinto e quanto avrebbe vinto...


Concludendo: la rete neurale creata da Chane è riuscita
a prevedere in modo sorprendente la vincita e la perdita
di ogni giocatore in un modo molto preciso. Questo ha in
parte dimostrato che le abilità dei giocatori non erano
poi così importanti nel determinare la vittoria. La
prossima volta che giochi a poker...tieni presente questo
studio ;-)


Fammi sapere che cosa ne pensi! lascia un commento qui
sotto e se non lo hai ancora fatto abbonati gratuitamente
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A presto
Genna


Ps. Non posso fare a meno di dirti che sono assolutamente
contrario a questa espansione del gioco d'azzardo
legalizzato...mi capita spesso di passare davanti ad una
di queste "nuove sale da poker"...ci trovo tutto, tranne
che il lato sportivo ;-))


lunedì 17 agosto 2009

Psicologia e Architettura: pensare meglio in un ambiente migliore ;-)


















Ciao,


ti ricordi quando abbiamo parlato dell'effetto della natura
sulle prestazioni cognitive
? e di quando abbiamo invece
visto l'effetto dei colori sulla mente? Tutti questi studi
hanno un'unica radice, cercare l'ambiente più adatto per
migliorare determinate prestazioni.


Tutto ha avuto inizio intorno agli anni 50, quando i
servizi ospedalieri dedicati a tenere i "matti" si sono
resi conto di quanto l'ambiente avesse una profonda
influenza sul modo di comportarsi e di pensare dei
degenti presenti nelle strutture.

Da allora ne è "passata di acqua sotto i ponti" e oggi,
anche grazie alla psicologia ambientale sappiamo
quanto è importante è il luogo in cui ti trovi per
stimolare in te le diverse caratteristiche che ti possono
servire per stare meglio e svolgere al massimo il
tuo
lavoro.

Oggi è lunedì, e se mi segui sai che di solito qui sul
blog
c'è un audio esercizio...purtroppo, come ti ho anche
già
detto qui in "ferie" non riesco a registrare come si
deve
e per questo motivo rimaderò gli audio fino a
quando...
o trovo un modo per registrarli ed uplodarli
oppure
sino a quando non sarò tornato
a Padova (verso fine
agosto)...


Come potrai immaginare l'argomento della psicologia
ambientale è vastissimo...ed è davvero interessante,
perché in grado di dare dei consigli molto pratici e
soprattutto sperimentalmente provati per migliorare
la qualità della vita. Oggi ti racconto un po' di storia
che ci possa permettere di entrare con il "bagaglio
giusto" all'interno di questo affascinante campo.


Negli anni 50 Jonas Salk, premio Nobel per la biologia
stava cercando di scoprire un vaccino per la polio...in
un luogo (pare) buio ed angusto. Per concertarsi Slak
decise di fare un viaggio in Italia, per l'esattezza ad
Assisi, e di ritirarsi in un monastero. Fu proprio in
questo luogo che lo scienziato ebbe le intuizioni che
lo portarono a vincere il premio Nobel.


Salk si convinse fermamente che fosse stato l'ambiente
ad averlo stimolato...le passeggiate all'interno di quei
chiostri, la natura e gli spazi ampi. Da questa sua
intuizione nasce lo studio della psicologia ambientale.
Slak si mise subito a collaborare con un noto architetto
del suo tempo, Louis Khan per costruire un luogo che
stimolasse la creatività degli scienziati...


Da questa collaborazione nacque il Salk Istitute a La Jolla
in California. Oggi architetti e psicologi collaborano in
modo attivo, perché esiste una enorme mole di studi che
prova che "l'ambiente influenza la mente". Oggi
istituti come la Academy of Neuroscience of Architecture
di San Diego stanno collaborando ed hanno collaborato
a costruire nuovi ambienti che stimolino l'apprendimento,
come le scuole...


Ecco uno studio che ti da un consiglio molto
prezioso...per i creativi e non solo...


J
oan Meyers-Levy docente di marketing in Minnesota
ha svolto diversi esperimenti per determinare l'effetto
che ha l'altezza del soffitto sul modo di pensare delle
persone. Meyers-Levy, nel 2007, ha "messo" 100
soggetti in 2 tipi diverse di stanze: una con un soffitto
alto 2 metri e l'altro con un soffitto alto 3 metri...


Successivamente ha chiesto ai partecipanti di calssificare
alcune attività sportive...prendendole da una lista di
10 articoli ...in categorie a scelta. I risultati hanno
dimostrato che, i soggetti che erano nella stanza con il
soffitto più alto elaboravano categorie più astratte...
mentre quelli con il soffitto più basso (2m) erano più
orientati ad una classificazione concreta...


La ricerca suggerisce che un soffitto più alto aiuti a
creare "pensieri più alti"...poiché il soggetto si sente più
libero. Adesso qualcuno potrebbe pensare che questo
sia il "soffitto più adatto"...si ma solo se lo scopo è quello
di pensare per astratto, mentre in una sala operatoria,
ad esempio, sarebbe molto più utile avere
un soffitto basso....

Concludendo questo post lunghetto ;-) la psicologia
ambientale ha fatto passi da gigante, dai colori alle
forme che ci circondano tutto può influenzare il tuo
modo di pensare. Se hai la possibilità di migliorare il
tuo ambiente di lavoro segui i consigli sulla altezza
del soffitto e vedrai che ci saranno delle meravigliose
sorprese nel tuo modo di pensare...


Come ti ho già anticipato l'articolo non è finito, perché
questa disciplina è enorme e in continua evoluzione...
prima di scrivere il prossimo post su questo argomento
mi piacerebbe sapere la tua opinione....


...lascia un commento qui sotto...e se vuoi seguire il
blog quotidianamente iscriviti ai miei feed rss e seguimi
dal profilo dif acebook.


A presto
Genna


Ps. per gli addetti ai lavori: quando parlo di psicologia
ambientale non intendo proprio quella accademica, ma
il termine mi piaceva così tanto che lo preso in
prestito;-)