venerdì 31 luglio 2009

Ipnosi: ricerche sulle suggestioni ipnotiche






















Ciao,


oggi parliamo ancora di ipnosi e in modo particolare delle
così dette "suggestioni ipnotiche"...che come sottolinea
Zeig
è molto meglio chiamare "stimolazioni". Sono passati
più di 100 anni dalla diatriba fra la Bernheim e Charcot.





Il primo esponente della Scuola di Nancy ed il secondo della
nota Salpetriere (li vedi nel video). Bernheim sosteneva che
l'ipnosi fosse un fenomeno dettato dalla suggestione, mentre
il secondo che fosse uno stato "patologico" della mente.
Ancora oggi ci sono diverse diatribe fra le scuole...ma fra
queste esiste un campo "neutro"...quello delle moderne
neuroscienze. (es. vedi Tart "stao o non stato").


Oggi, attraverso le tecniche di neuroimmagine è possibile
vedere l'attività cerebrale in azione, osservare come gli
stimoli esterni influiscono sulla fisiologia del cervello. Al
contrario di quanto si possa pensare, gli studi sulla ipnosi
sono nati in laboratorio e continuano ad essere fatti in
laboratorio. Questo è un primato che nessun'altra
"tecnologia psicologica" può vantare ;-)


In accordo con numerosi studiosi (Reyher, 1962; Barnier
& McConkey, 2003; Oakley, 2006) la ricerca sulla ipnosi
può essere suddivisa in due settori:


1) Studi strumentali
: utilizzano l'ipnosi come strumento
per sondare specifici fenomeni. (es. usare l'ipnosi per
provocare sordità o cecità, e osservare che cosa accade
nel cervello).


2) Studi intrinseci: utilizzano l'ipnosi per studiare lo
stato di trance e le manovre ipnotiche stesse. (es. osservare
il funzionamento del cervello in trance e notare la differenza
fra suggestioni "negative e positive").


Questa distinzione, puramente teorica, è una utile euristica
per osservare la sorprendete mole di studi che sono stati
svolti sulla ipnosi. Ma è chiaro che entrambi si intersecano.
e a volte sono indistinguibili. La cosa che voglio farti notare
è una sola: tutti gli studi con le neuroimmagini dimostrano
che "le suggestioni ipnotiche hanno un effetto reale
sul funzionamento del cervello"


Sono molte le cose che si possono simulare e spesso i soggetti
cercano di compiacere gli sperimentatori, tuttavia esistono
numerose tecniche di ricerca per eliminare queste turbolenze.
E cosa ancora più importante, attraverso le neuroimmagini
non è possibile fingere ;-)


Nell'Università di Montréal nel Québec, Rainville P. ed il suo
team di collaboratori hanno svolto un esperimento strumentale
sulla modulazione del dolore in ipnosi, con o senza suggestioni.
L'esperimento ha ampiamente provato che in entrambi i casi
si attivano le aree di modulazione del dolore ma attraverso le
suggestioni l'effetto è notevolmente più potente.



L' esperimento non prova solo il fatto che le suggestioni
hanno un effetto "reale" sul cervello, ma prova anche la
teoria dello stato. Infatti esiste chi pensa che la trance sia
uno stato discreto (come il sonno) e chi invece pensa sia un
semplice stato transitorio...una sorta di oscillazione della
coscienza. Questi esperimenti tendono verso la prima
versione e confermano l'utilità delle suggestioni ipnotiche.


Concludendo: è ampiamente dimostrato che l' ipnosi ha
un reale "effetto sul cervello", ma da quando esistono le
tecniche di neuro immagine è addirittura possibile vedere
se le singole suggestioni hanno un effetto...e lo hanno ;-)
Per cui quando usi l'ipnosi, ricorda che ogni parola che
pronunci ha un "effetto reale" sulla fisiologia del cervello.


Fammi sapere se ti piacciono questo genere di studi,
lascia un commento qui sotto...e se ti piace il blog, seguilo
attraverso i feed rss e facebook.


a presto
Genna

giovedì 30 luglio 2009

Comunicazione non verbale: 3 regole per leggere il linguaggio del corpo




















Ciao,


ti ho parlato molte volte di comunicazione non verbale, e
per questo motivo ho anche creato un post appost-a ;-)
Ieri, Matteo, mi ha scritto "Genna, quali sono le cose più
importanti che devo conoscere per imparare a leggere
il linguaggio non verbale?"...


Caro Matteo, come ti ho già scritto in parte, tu già leggi in
modo inconsapevole in linguaggio non verbale. Ma questa
abilità può essere incrementata, soprattutto negli uomini,
perché le donne sono giù brave in modo spontaneo...
(hanno proprio tutte le fortune ;-))


Esistono 3 regole importanti per "leggere il
linguaggio non
verbale":


1) Guardare tutto insieme: quando si apprendono i
rudimenti del linguaggio del corpo si tende a classificare
tutto in modo categorico. Ma spesso osservando il contesto
si scopre che non è così. L'esempio potrebbe essere una
persona con braccia e gambe incrociate per il freddo. O
perché magari ha un buco nei pantaloni ;-)


I PNListi non amano le classificazioni del linguaggio non
verbale perché non sono sensorialmente basate. E dire che
il gesto X corrisponde allo stato Y è una malformazione
semantica detta equivalenza complessa. Guardare tutto
insieme consiste nel vedere il contesto e affidarsi ai propri
sensi calibrando.


2) Osserva la congruenza: una persona è congruente
quando il suo linguaggio non verbale e il suo linguaggio
verbale "dicono la stessa cosa". Uno studio ha provato che
il il non verbale è circa 5 volte più informativo di quello
verbale, per cui se il corpo dice una cosa e la voce un'altra
l'interlocutore sentirà "puzza di bruciato".


Osserva con attenzione le differenze che ci sono fra questi
due modi di comunicare. Fra le zone più di grande
interesse guarda: il viso, le mani, le braccia e i piedi...
Ognuna di queste zone potrebbe essere incongruente
con il linguaggio...ma ance incongruenti fra loro stessi.
(es. la testa che indica si, la voce che dice si, ed il corpo
che si ritrae mentre le braccia si incrociano)...


3) Allenati: sbagliarsi è facile per cui è utile allenarsi.
Esistono numerosi studi che provano il fatto che è utile
e possibile diventare più abili nello scovare i segnali che
invia il nostro corpo. Esistono due modi principali per
allenarsi, uno conscio e l'altro inconscio :-O


Allenarsi consciamente significa apprendere i rudimenti
del linguaggio non verbale (che trovi sia nei miei articoli che
in molti libri) e osservarli dal vivo. I luoghi di ritrovo sono
fra le migliori palestre... osserva le interazioni fra le persone
e fai le tue ipotesi.. Anche la Tv può essere un utile mezzo,
spegni il volume e prova ad indovinare quali sono le
intereazioni che avvengono fra le persone (pare che
allenarsi a leggere le labbra sia un utilissimo esercizio).


Allenarsi inconsciamente significa rilassarsi e meditare.
So che può sembrare assurdo, ma gli studi sugli stati
modificati di coscienza ha provato che, abbassare la propria
"frequenza cerebrale"
rilassandosi inspessisce (fisicamente)
le aree del cervello adibite al riconoscimento del linguaggio
extra-verbale, cioè non verbale ;-)


Matteo, sono certo che questo articolo possa esserti di
aiuto per "partire bene" con lo studio della comunicazione
non verbale...e sono certo che sia utile anche a te ;-) fammi
sapere che cosa ne pensi, lascia un commento qui sotto e
se ti piace il mio blog, seguilo attraverso i feed rss e
facebook.


A presto
Genna

mercoledì 29 luglio 2009

PNL e Ipnosi: Il ricalco frazionato...


















Ciao,


è da molto che non ti parlo di un di "tecnica pura", ma
come ci ha saggiamente detto Brent B. Geary , bisogna
continuare a praticare i fondamentali. Ogni utilizzo della
PNL e dell' ipnosi presuppongono il rapport...cioè che si
sia instaurato una sintonia fra i due interlocutori...


Chi conosce la PNL sa che esistono metodi per poter
facilitare la creazione del rapport... La regina di tutte
queste tecniche è il ricalco-guida, in cui il PNLista, si
accorda con parti del comportamento verbale e non
verbale dell'interlocutore. E' una sorta di magica
danza in cui i due soggetti danzano "realmente";-)


Si può ricalcare qualsiasi cosa, la postura, ai gesti
più frequenti, la respirazione, l'inclinazione del busto,
la frequenza dell'eloquio, le "parole calde", i sistemi
rappresentazionali, le strategie, i metaprogrammi,
insomma direi "proprio tutto".


Una modalità tecnica del ricalco "poco conosciuta" è
quella del "ricalco frazionato", che consiste nel ricalcare
piccole porzioni di esperienza e poi "tornare indietro".
Facendolo bene e per più volte, si ottiene un notevole
effetto ipnotico ;-)


Dopotutto il frazionamento è una tecnica ipnotica, in
cui il soggetto viene fatto entrare ed uscire dalla trance
più volte, approfondendola ogni volta di più. In questo
modo Erickson è riuscito ad ipnotizzare anche i soggetti
più "resistenti"...


Ricalco frazionato significa fare una sorta di "tira e molla"
ricordandoti che quando "tiri e molli di continuo una corda
o un elastico" questo si spezza ;-) Altro aspetto da
sottolineare quando si parla della "tecnica del ricalco-guida"
è che questa dovrebbe essere utilizzata soprattuto nelle
prime fasi di addestramento dell'operatore...


...con l'esperienza le abilità per entrare in rapport si affinano
e vanno assolutamente oltre una "sterile tecnica", che
nonostante questo resta un validissimo strumento per
apprendere, praticare e aiutarci nei momenti di difficoltà.
Ricorda che in natura, il ricalco è l'effetto e non la
causa del rapport ;-)


Per usare una metafora: se impari da autodidatta a suonare
uno strumento (come ho fatto io:-)) , ad un certo punto della
tua evoluzione musicale potresti renderti conto di avere
bisogno di lezioni. Di solito chi apprende la tecnica dopo
aver "provato da solo" resta stupito di quanto sia più
semplice utilizzare "quell'artificio" piuttosto che quello
che a te viene istintivo.


Questo non significa che suonerai meglio...Jimi Hendrix
era autodidatta e non mi pare suonasse male ;-) Comunque
più le tue abilità si espandono e più senti il desiderio di
conoscerle al meglio, sperimentando la tecnica...


Esercizio;-) se ti capita di essere su un mezzo pubblico,
oppure seduto nello stesso bar, ecc...con un altra persona,
sconosciuta...fai così. Osserva il suo comportamento non
verbale e ricalcane una parte che ritieni importante...
dopodiché ricalcalo per brevi periodi, scanditi, e poi voltati.


Fallo per almeno 6 volte... facendo in modo che la persona
ti guardi...e poi guida il comportamento in modo evidente.
Se ti segue hai fatto un buon lavoro, ma stai attento
perché se esageri, o si imbarazzano o si arrabbiano e la
corda si spezza ;-)


Trovo molto divertente farlo con le oscillazioni del corpo
mentre sono in gruppo in mezzo agli sconosciuti, magari
in fila per fare il biglietto della metro... oscillo e guardo se
qualcuno mi segue (lo so è il contrario...ma per giocare
funziona ;-)) e poi fraziono fino a guidare in modo quasi
"magnetico"...


Ecco il tormentone: queste tecniche NON servono per
manipolare (ammesso che esista qualcosa del genere) ma
solo per renderti cosciente dei meccanismi che naturalmente
agiscono nelle relazioni. Questo non solo aiuta a diventare
più sensibili, ma aumenta notevolmente il range di azioni
(quindi di opzioni) che puoi adottare ;-)


E tu che cosa ne pensi? lascia un commento qui sotto
e se ti piace il mio blog, seguilo attraverso: i feed rss e
facebook.


A presto
Genna

martedì 28 luglio 2009

Cold Reading: leggere nel pensiero con un'accuratezza dell' 80% :-O






















Ciao,


è capitato più volte di parlare di Cold Reading, soprattutto
esaminando i filmati di Derren Brown. Attraverso questa
serie di tecniche, che mescolano linguaggio, statistica e un
pizzico di non verbale...è possibile fingere ad arte di
possedere poteri speciali ;-)


Uno studio è addirittura arrivato a calcolare che il "cold
reading" può arrivare all'80% di accuratezza. Ma come
hanno fatto a calcolarlo? Hanno costruito una storia ad
hoc, e l'hanno proposta ad un campione di persone, alle
quali hanno chiesto quanto quella storia li rappresentasse.


Ecco la storia che hanno utilizzato immaginando
di recarsi da un "indovino":


"Sono contento che sia venuto, vedo che ha delle
preoccupazioni , perché ricevo dei forti segnali
da lei.
Sento che le cose che desidera veramente
dalla vita
le sembrano a volte poco realistiche e spesso
si
domanda se le otterrà...



...sento che a volte lei è cordiale, socievole ed estroverso
a volte invece è chiuso in se, schivo e cauto. Si vanta di
essere un pensatore, una mente indipendente, ma sa
anche di non dover prendere per vero quello che vede

e sente senza prove...


...ama il cambiamento e la varietà, ma si agita se si
ritrova
vincolato dalla routine e da restrizioni. Desidera
condividere
i suoi sentimenti più intimi con le persone
care ma per
esperienza giudica poco avveduto
essere tanto aperti ed
espliciti...


...Un uomo, il cui nome inizia per "S"
ha una forte influenza
su di lei in questo momento e una donna nata in novembre

la contatterà il prossimo mese per farle un'offerta
allettante.
Se all'apparenza sembra calmo e padrone di sé,
dentro tende
ad impensierirsi e a preoccuparsi; a volte si
chiede se abbia
fatto la scelta giusta o preso la decisione
adeguata.
"



C
ome è andata? quanto ti ci ha azzeccato l'indovino?
Questa è la storia che ha ricevuto più successo, sino a
descrivere con accuratezza del 80% dei partecipanti
all'esperimento. Ed effettivamente è
molto convincente ;-)


Analizziamo alcuni pezzetti dal un punto di
vista dei
modelli linguistici della PNL:


Sono contento che sia venuto
[presuppone che l'indovino
lo sapesse già] vedo che ha delle preoccupazioni [
lettura
nel pensiero
] , perché ricevo dei forti segnali da lei [causa-
effetto
]...Sento che le cose [cancellazione, quali cose?]che
desidera veramente
dalla vita
le sembrano a volte poco
realistiche e spesso
si domanda se le otterrà...[lettura nel
pensiero]...


Il resto del brano prosegue all'incirca nello stesso modo, è
assolutamente generico ed abilmente abilmente vago e
copre tutte le possibilità (altra tecnica ipnotica). Questo
semplice esempio dimostra, come già detto, che il Cold
Reading sono principalmente tecniche linguistiche, e non
sottili osservazioni del linguaggio non verbale.


E' chiaro che questa abilità è forzatamente legata anche
al linguaggio non verbale, perché l'illusionista deve saper
riconoscere quando sta andando nella direzione giusta
o meno....calibrando continuamente. Anche la statistica
gioca il suo ruolo, infatti i nomi con la "S" e i nati in
novembre sono davvero molti ;-)


Ecco un esempio: quando incroci le braccia quale
braccio sta sopra? ...vediamo provo a indovinare: il
sinistro...giusto? Le statistiche dicono che, 7 persone
su 10 mettono il sinistro sopra il destro... questo
semplice dato, se ben utilizzato può essere usato da
maghi e chiaroveggenti per acquisire credibilità.



Ti è piaciuto il post?
allora lascia un commento qui
sotto... "sento che vuoi seguire e sostenere il mio blog"
iscrivendoti ai miei
miei feed ...oppure direttamente
da
facebook...non è così? ;-))


A presto
Genna

lunedì 27 luglio 2009

Audio di PNL: la Time-Line e la sorgente

















Ciao,


hai ascoltato i "passati" audio-esercizi? sono quasi tutti
dedicati alle più note tecniche di PNL...molte brevettate
direttamente da Bandler ed altre da suoi collaboratori
e colleghi. Tutti questi esercizi si intrecciano fra di loro,
avendo appunto una matrice comune, la PNL...


Uno dei modelli più interessanti è quello della Time-line
o linea del tempo (se non sai di cosa si tratta clicca qui
prima di continuare con la lettura)...non tutti sanno che
sulla propria linea del tempo è possibile applicare tutti
gli esercizi (o quasi) che abbiamo visto negli scorsi
appuntamenti...


Quindi sulla Time-line è possibile utilizzare lo Swish, la
dissociazione visivo/cisestesica, l'ancoraggio ecc...ecc...
nell'esercizio che ascolterai tra poco c'è un mix molto
efficace di queste cose. Per fare questo però, al contrario
che con gli esercizi di Bandler, serve un pizzico in più di
pratica e concentrazione... sei pronto? ;-)









L'hai ascoltato? ho preso e riadattato questo esercizio
da Michael Hall... mi sembra evidente la differenza di
stile fra lui e Bandler ;-)) E vista la sua perizia ho
deciso di trascrivere le fasi salienti...


1) Trova la tua Time-line e fluttua al di sopra
di essa
...


2) Trova la causa originaria: chiedi al tuo inconscio di
riportarti al periodo della "causa originaria". Qualsiasi
cosa sia, affidati al tuo istinto...è la risposta giusta ;-)


3) Vai all'evento...e da sopra (dissociato), prenditi il
tempo per osservarlo...e poi associati in prima persona.


4) Dopo aver rivissuto l'evento scatenante, dissociati
e vai "sopra l'evento" e chiediti che cosa hai appreso
da questo...



5) Fluttua a 15 minuti PRIMA che accadesse
l'evento
e da questa posizione, immagina di liberarti
completamente da questa emozione...immagina che le
emozioni ti scivolino fino a quando non ti senti
tranquillo e libero...


6) Fluttua sopra l'evento scatenante e associati in
prima
posizione, nota se ci sono ancora emozioni
negative. Se ci dovessero essere, torna ai 15 minuti
prima e... liberatene. (con qualsiasi mezzo e/o tecnica;-))


7) Ritorna verso il presente, alla stessa velocità con cui
senti che, tutti gli altri eventi simili si stanno risolvendo
mano a mano che scorri verso il presente. Qui è utile
immaginare di colorare la time-line mentre torni al
presente...


8) Fai un ricalco nel futuro: vai nel futuro e immagina
come ti sentirai, quando dovrai affrontare eventi simili,
ma senza alcuna emozione negativa....


Come avrai notato l'esercizio è molto simile a quelli già visti
ma con una grande differenza: ti viene chiesto di andare
alla ricerca "della sorgente della emozione". Voglio
precisare che non si tratta "del primo evento traumatico"
(anche se potrebbe essere quello) ma dell'evento più
importante per il tuo inconscio in quel momento.


"Fidati del tuo inconscio", è l'incoraggiamento che
Milton Erickson faceva più spesso. Adesso, se hai tempo
e motivazione, ripeti l'esercizio ma fallo affidandoti
completamente al tuo inconscio. Se non ti piace la mia
voce, usala solo per apprendere il processo e poi, fallo
senza ;-)


Se mi segui avrai sicuramente notato che siamo passati
dalla s-traduzione di Bandler agli "esercizi di PNL"...
questo perchè ormai il libro "Get the life you want" è
stato tradotto. Ma non preoccuparti perché per settembre
ho in serbo delle traduzioni UNICHE...come questa ;-)


Ti preannuncio anche che ad agosto andrò in vacanza
nel mio bel paesino natale: Alassio..e non sempre riuscirò
a registrare gli audio, perché là sono poco attrezzato, ma
cercherò comunque di farlo ;-) Ricorda che anche ad
Agosto continueranno i post giornalieri...lo sai è la mia
"piccola missione" ;-)


Fammi sapere che cosa ne pensi lasciando un commento
qui sotto. Segui il mio blog da i miei feed e/o da facebook.


A presto
Genna


Ecco gli altri "Audio-Esercizi" pubblicati:

1
PNL: Certificazioni... ...2 Audio imperdibili ;-)
2 Richard Bandler: "esercizio anti-stronzi" ;-)
3 Richard Bandler: la time line e il tempo nella PNL...
4 "Ho tanta paura da sbellicarmi"...esercizio di PNL
5 "Esercizio Anti-Ansia" ...
6 "Esercizio PNL convinzioni"
7 "Esercizio Anti-Panico...esagerare..."
8 "Esercizio per la Distorsione Temporale"
9 "La Cura Veloce delle Fobie"
10 "Come l' Auto-Suggestione..."
11 Cambiare lo "stato d'animo"...
12 Dimenticare l'amore
13 Ri-dipingere il passato con la Time-line
14 Come prendere le decisioni
15 Come superare gli Esami
16 Generare Nuovi Comportamenti
17 Cancellare i "brutti ricordi"
18 Come motivarsi con la PNL
19 Superare il lutto
20 Liberi dai cattivi pensieri

domenica 26 luglio 2009

Ipnosi e Furto: "il lato oscuro della ipnosi" ;-)



















Ciao,


oltre un anno fa ho scritto questo post dove ti ho raccontato
come funziona il famoso "furto con l'ipnosi". Molti ormai
sanno che è una abile mossa di prestigio comunicativo che,
con l'ipnosi c'entra relativamente. Tuttavia gli si
avvicina molto
...perchè sfrutta meccanismi simili...ma
per ottenere effetti diversi...


Come ti ho già detto molte volte, l'ipnosi sono una serie
di manovre
per indurre uno stato naturale della mente
chiamato trance...quindi da questa definizione qualsiasi
manovra che non provochi uno "stato discreto di
coscienza", appunto la trance ipnotica, non è ipnosi. Per
tanto chi utilizza queste tecniche non usa l'ipnosi ma
tecniche molto simili...





Visto il video? un "disceplo di Derren Brown"ma questo
lo commentiamo un'altra volta...adesso ti racconto la mia
piccola e divertente...esperienza L'altro giorno, al bar della
piscina, ordino alla signora un caffè e un "caffè zero"...lei
mi guarda e mi dice..."a che gusto?" ... io però, in mezzo a
tanta folla capisco "Roma per toma", e invece capisco
"..."è chiuso!
..


Guardandomi attorno noto che ci sono altri baracchini
che vendono gelati e penso "sarà chiuso il baracchino"
e le dico..."allora anche per me un caffè normale"...la
signora resta un attimo intontita e invece di prendere i
miei soldi, me li restituisce e mi da anche il resto.


Sarà capitato a tutti di trovare il "negoziante" sbadato,
ma ti assicuro che tutto si è svolto ad arte...ma un'arte
a norma di legge e completamente casuale, visto che i
soldi gli ho restituiti ;-) E' andata così, mentre facevo la
mia ordinazione la signora ha preso i soldi, mentre alle
sue spalle un ragazzino iniziava a fare i caffè ecc....


Quando la signora ha domandato "a che gusto?"...e io
ho risposto "ah...allora anche per me un caffè normale",
ho involontariamente creato una forte confusione. E'
rimasta con la banconota in mano e il braccio in
"catalessi" per poi restituirmela con il resto ;-)


Ti ripeto, non l'ho fatto apposta, ma gli anni di pratica
e di osservazione mi hanno fatto intuire che stava
accadendo...e infatti ho fatto notare, prima ad un mio
amico e poi alla signora...giusto per riderci
sopra :-)


Chi fa i famigerati "furti con l'ipnosi" utilizza strategie
molto simili a questa. Solo che sono abilmente studiate a
tavolino e spesso si servono anche di complici per
aumentare la confusione. Dopo tutto le tecniche di
confusione, distrazione (misdirection) e di sovraccarico...
sono tutte ottime per indurre uno stato di trance anche
all'interno di un contesto terapeutico.


NB. Usare queste tecniche in studio non serve per
"fregare" il paziente...ma serve per aiutare i pazienti che
hanno difficoltà a "lasciarsi andare". Anche un semplice
conteggio all'indietro, magari a gruppi di 3, avrebbe lo
stesso effetto di sovraccarico e confusione.


Le tecniche per fare questo "genere di cose" sono molte
e spaziano da quelle verbali a quelle non verbali...inutile
nascondersi, sono divertenti ed affascinanti. Tempo fa
ne ho fatte di diverse, ma in contesti in cui era possibile
parlare a lungo...quindi con cameriere, baristi (quando
sei seduto al bancone) ecc...ma mai con cassieri, come
in questo report.


Penso che "il lato oscuro dell'ipnosi" sia da conoscere,
non solo per difendersi ma anche per sapere, fino a che
punto possono arrivare determinate tecniche...e le
abilità umane....tu che cosa ne pensi?


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A presto
Genna

sabato 25 luglio 2009

Ipnosi: Brent B. Geary il coordinatore dell' Intensive Training della Erickson Foundation

















Ciao,


eccoci finalmente alla prima intervista...ricordi Manuel e
Mauro e il nostro progetto bellissimo?;-) Hanno intervistato
Brent
B.
Geary il coordinatore dell' Intensive
Training
della Erickson Foundation :-O





Hai visto il video? A sinistra vedi Manuel (camicia bianca)
a destra Mauro (camicia blu)
e, chiaramente nel centro
Brent B. Grary. Se conosci l'inglese avrai appreso tante
cose interessanti...tutte cose che dovresti in parte già
conoscere se segui il mio blog ;-)


Ecco la traduzione: non è perfetta... se trovi errori
segnalameli (evita di correggere "le virgole" ma
aiutami con il significato...grazie;-))


***************************************************
M.M (Manuel Mauri): "Ciao a tutti, siamo qui con Brent B.
Geary
, con uno dei nostri insegnanti in Phoenix per
l'intensive training in ipnosi ericksoniana. Lui è il
coordinatore di questo training e noi vorremmo fargli
alcune domande...la prima è:

come è iniziata la tua avventura con l'ipnosi?

B. (Brent): "Ho iniziato con l'ipnosi molto presto perchè mio
padre è stato addestrato da Milton Erickson seguendo i suoi
seminari in diversi posti. E quando mio padre tornava a casa
praticava l'ipnosi con me. Mi diceva andiamo in salotto,
siediti e guarda il "cinema" ed iniziava a parlarmi...

...Così sono cresciuto con l'ipnosi perché mio padre era
molto a favore dei metodi ericksoniani ed era sostenitore di
Erickson. Così lui mi incoraggiava a conoscere sempre di
più su Erickson. Quando avevo tra i 14 e 15 anni al liceo,
stavo pensando alla mia carrirera universitaria in
psicologia, ho iniziato a comprare i libri di Erickson, a
seguire i seminari ed ho insegnato e appreso l'ipnosi
ericksoniana a me stesso.

M.M: Quando hai iniziato ad insegnare l'ipnosi?

B: Ho iniziato ad insegnare l'ipnosi nel 1982 negli USA, nel
mio primo seminario dedicato all'ipnosi...ed il mio primo
seminario fuori dagli States è stato nel 1991 in Polonia. Poi
dalla Polonia sono andato a Roma dove ho tenuto il mio
secondo seminario fuori dagli usa.

M.M: La seconda domande è, puoi dirci qualcosa
riguardo ai consigli che
insegni...perché è qualcosa
che è veramente "poco amorevole" per questo
tipo
di processi...come il ricalco-guida...perché questo
non è molto
famoso...dacci dei dettagli...delle
caratteristiche.


B: In ipnosi si usa una qualche combinazione di osservare
l'esperienza ...dove l'ipnotista parla del tipo di esperienza
che vede "sei seduto sulla sedia...ascolti la mia voce...ascolti
i suoni nella stanza...e poi si da una suggestione"...

...L'osservazione serve a tenere la persona sulla situazione
presente...Le suggestioni servono per portare la persona
verso la direzione della ipnosi "assorbimento...rilassamento...
entrare dentro se stessi...e suggestioni tipiche della terapia
...come sentirsi più a proprio agio...puoi immaginare cose
buone accadere nel futuro...qualsiasi cosa sia utile per la
terapia...così...osservazione e suggestione...osservazione e
suggestione...è molto simile ad una danza...un equilibrio fra
il portare la persona da dove si trova ad un altro posto...

Mauro Barachetti (M.B): Sulla psicoterapia...quale
il più grande errore comune che un
ipnoterapista
può fare?


B: Io penso che la più comune sia per un ipnoterapeuta
avere troppa pressione in se stesso. L'ipnoterapeuta pensa
questo, forse perchè fra tutte le idee sulla ipnosi, ci sono
cose come pensare che l'ipnotisa METTA sotto ipnosi...
penso che tutte queste idee facciano pensare
l'ipnoterapeuta di essere quello che fa accadere le cose...

e la pressione per me come ipnoterapeuta è di dover creare
l'esperienze per il paziente...ma questo non è il caso... siamo
in una situazione di relazione, dove suggerisco la forma di
una esperienza...qualcosa che abbiamo pattuito...e che sia
utile per l'esperienza del paziente...dove io ho qualche
esperienza in merito...

...penso che il modo migliore per fare pratica con l'ipnosi sia
dare suggestioni e poi aspettare che qualcosa accada e che il
paziente lo abbia realizzato...invece di pensare "posso fare
accadere qualcosa" "posso fare accadere qualcosa". Quando
sei in questo mindset "che qualcosa deve accadere" e non
accade...(questo da molta pressione) ...se invece do la
suggestione e accetto qualsiasi risposta utilizzandola in
qualche modo non c'è pressione...

M.M: Nel nostro training si impara anche
l'autoipnosi, che cosa pensi
della autoipnosi e
quanto è utile?


La AutoIpnosi è una splendida aggiunta all'ipnosi e alla
terapia con i pazienti in ipnosi. Una cosa molto chiara è che
la auto-ipnosi incrementa, quando c'è anche una relazione
con il terapeuta, l'ipnosi fatta con il terapista...che a sua
volta incrementa le capacità del paziente di usare l'
autoipnosi.Quindi entrambi si supportano a vicenda...e
si autoalimentano...

L'auto-ipnosi può essere utilizzata per tutto...eliminare le
abitudini, abbassare la pressione sanguina, controllare
l'ipertensione, per l'ansia e per molte molte cose. I
cambiamenti non accadono nello studio del terapeuta...
quello che accade nello studio del terapeuta promuove il
cambiamento...

...aiuta il cambiamento ad iniziare, ma il cambiamento nella
vita del paziente accade fuori dallo studio. E io credo che
se il paziente usa l'autoipnosi nella sua vita, può creare un
collegamento fra la sua vita e lo studio del terapeuta.

M.B: Quale potrebbe essere il migliore strumento
per iniziare ad
diventare un ipnoterapeuta?

B. apprendere i fondametali...apprendere i fondamentali
apprendere i fondamentali...la gente fa questo con la musica,
le arti marziali...con la guida...quando la gente accende la
macchina e guida a 120Km all'ora...la gente che cammina
in una palestra di arti marziali...fa tutte quelle mosse strane
...tutti hanno iniziato con i fondamentali...

e l'ipnosi funziona se tu fai i fondamentali e se sai come
osservare, suggestionare, usare il linguaggio...e devi
apprendere bene le abilità fondamentali prima di poter
iniziare a progredire sempre di più...e questo accresce
mano a mano che fai esperienza...quindi lo strumento è
apprendere i fondamentali gradualmente, fino ad
apprendere le cose più complesse...

M.M: L'ultima cosa fondamentale è per chi ti segue,
sarai in Italia a settembre e potranno vederti a
Roma.
I fun vogliono sapere di più riguardo al tuo
lavoro: dove
poter trovare il manuale di ipnosi
ericksoniana...e
dove si possono trovare
altre risorse?


B: Ho scritto tanto e molte pubblicazioni...così Camillo
Lorideo di Roma ha pubblicato il libro dove ci sono dei miei
articoli su come utilizzare i valori in ipnosi ericksoniana. Ho
scritto il primo capitolo, del manuale di ipnosi ericksoniana
sull'assessment in psicoterapia...da quando il paziente entra
nello studio...a quando ci parli e le prime cose da fare...
Penso sia un modo ottimo per iniziare a prendere familiarità
con le convinzioni con le quali partire... e sapere che
cosa dire...

M.M: Così il prossimo anno qui a Phoenix?

B: Per 3 volte...in primavera, in estate e in inverno...

M.M: Così potete trovare Brent nel prossimo corso in
Dicembre

B. (corregendolo) in ottobre...

Saluti finali

***************************************************

complimenti se sei arrivato a leggere sino a qui...
probabilmente è perché, come me, sei molto appassionato
di ipnosi ;-) Le sorprese non finiscono qui... da questa
avventura di Mauro e Manuel ne vedrai davvero dell
belle ;-)


Mi raccomando lascia i tuoi commenti, opinioni e domande
qui sotto...e se vuoi seguire il blog puoi farlo sia attraverso
i miei feed e sia attraverso facebook....


A presto
Genna


Ps. Ringrazio tantissimo Manuel e Mauro per questa
intervista...


Qui TUTTI gli articoli sull' Ipnosi

venerdì 24 luglio 2009

psicologia e spiritualità...una ricerca on-line



















Ciao,


ti ricordi Richard Wiseman e la sua ricerca on-line? lo
avevo ultra esaltato perchè ritengo molto importante
l'utilizzo dei nuovi media per fare ricerca psico-sociale.
Uno degli strumenti più utilizzati in questo campo è
il questionario...che può essere facilmente divulgato
attraverso il web...





**Clicca Qui per Partecipare al Questionario**

Hai visto il video? è il mio amico e collega Andrea Diana
che attraverso il web ha già coinvolto 400 persone. Lo
so, se sei abituato ai numeri di internet ti sembrerà
poco...ma se conosci i campioni di queste ricerche saprai
che è un numero molto alto...soprattutto per una tesi
di laurea
...


Quella di Andrea è la seconda laurea...la prima l'ha presa
in Teologia :-O e tra poco si laureerà per la seconda volta
in psicologia. Esattamente come Wiseman abbiamo deciso
di proporti il suo questionario di tesi on-line. La cosa più
carina è che, quando saranno pronti i risultati TU sari fra
i primi a conoscerli...forse ancora prima della
commissione
di laurea di Andrea ;-)


Non posso dirti esattamente di che cosa parla la tesi di
Andrea
...ma sappi che si tratta di psicologia e spiritualità.
Se sei appassionato di Sviluppo Personale il nesso non ti
sembrerà così assurdo, visto che spesso la crescita
personale porta allo sviluppo spirituale
...cioè nel
cercare di migliorarsi spesso si approda in questo campo.


Da Maslow a Dilts, chi si è occupato di costruire delle
scale dello "sviluppo personale"...è approdato in quello
spirituale...ma non posso parlartene troppo altrimenti
rischio di "influenzarti"---> prenditi 20 minuti e compila
il questionario on-line...


e poi...fammi sapere che cosa ne pensi, lasciando un
commento qui sotto. E se vuoi seguire gli aggiornamenti
iscriviti ai miei feed e/o...seguimi da facebook.


A presto
Genna

**Clicca Qui per Partecipare al Questionario**


Ps.
se anche tu stai facendo la tua tesi di laurea...e/o
una ricerca in psicologia e ti piace quello che stiamo
facendo contattami ;-)


Pps. Quello che vedi è Andrea...mentre medita, sembra
quasi che stia levitando ;-)

giovedì 23 luglio 2009

PNL: psicoterapia cognitivo-comportamentale...Abert Ellis



















Ciao,


conosci la storia della PNL? molti appassionati di questa
affascinante disciplina non conoscono davvero il suo
"passato"... Questo non significa che non la sappiano
usare, ma è spesso utile sapere cosa hanno fatto e da
dove nascono "le cose"...


Se nella vita riparo televisioni sarò poco interessato a
conoscere come si riparavano le Tv di un tempo e
tantomento a saperne l'evoluzione nella storia....ma se
voglio: fare ricerca ed innovare...sarà utilissimo sapere
che cosa hanno combinato quelli che sono arrivati prima
di me. In questo modo evito di ripetere gli errori che
hanno fatto i miei predecessori.


Pochi sanno che la PNL può essere inserita in una cornice
più ampia, nella psicoterapia cognitivo-comportamentale.
A questo proposito voglio citare uno dei padri fondatori di
questa disciplina...Albert Ellis... psicologo e psicoterapeuta
che ha apportato profonde modifiche nel campo della
psicoterapia moderna
...un vero genio ;-)


Ellis, è stato uno dei primi psicologi ha mescolare diversi
orientamenti: partendo dalla filosofia degli stoici, passando
per una formazione psicoanalitica...e arrivando alla nuova
concezione congitivistica. Ellis è stato uno dei primi a
mettere in relazione le "convinzioni" con le emozioni...
evidenziando come le prime (nella maggior parte dei casi)
guidino le seconde... (A-->B-->C)


La tecnica psicoterapica di Ellis oggi prende il nome di
REBT (Rational-Emotive Behaviour Therapy)...in cui la
partica consiste nell'individuare le convinzioni disfunzionali
e fare in modo che i soggetti le modifichino, in modo efficace
con convinzioni funzionali...per il raggiungimento dei loro
obiettivi ed un innalzamento della qualità della vita.


l'ABC...modello di ricerca clinica di Ellis è sicuramente una
delle "lenti di ingrandimento" maggiormente utilizzate nel
campo della psicoterapia. ABC è un acronimo che sta per:


>A (Activeting Event) Eventi Attivanti, cioè che cosa
fa scattare il comportamento disfunzionale...imprevisi,
problemi da risolvere, fatti concreti ecc...


>B (Belif System) "sistema di convinzioni" sono
tutte le convinzioni, pregiudizi, pensieri, percezioni,
interpretazioni, norme, regole, valori...e anche le immagini
mentali e le fantasie...


>C (Conesquences) Conseguenze...cioè come si sente
(emozioni) e come si comporta (comportamenti) legati alla
esperienza attivante (A).


Se conosci la PNL, non ti sarà difficile fare un immediato
parallelo fra questo modello ed il modo di "vedere il
comportamento" da parte di chi utilizza gli strumenti
della PNL...e quali sono le parti da analizzare per
poter intervenire ed attivare il cambiamento.


La A potrebbe essere il trigger (o l'ancora) che fa scattare
la strategia interna...a sua volta questa è determinata
dalle nostre esperienze, convinzioni e immagini interiori
(B)...che porta a provare emozioni e ad agire in un
determinato modo (C).


Questo parallelo, che potrebbe apparire come semplicistico
e naturale non lo era fino alla nascita del cognitivismo e del
costruttivismo che vedono l'uomo come attivo costruttore
della realtà e gli danno la responsabilità delle proprie azioni.
Infatti, le persone (e un tempo anche gli psicologi)
pensavano che A causasse C...senza fregarsene di cosa
accadeva in mezzo.


Quando un "piennellissta" si avvicina a queste discipline
non è raro che esclami "ma questa è PNL!"...perché il 70%
delle tecniche di cambiamento arrivano proprio da qui...
Dagli esercizi più divertenti di Bandler a quelli più teorici
di Dilts, nessuno di questi si esime dall'aver attinto a
piene mani dal patrimonio cognitivo-comportamentale.


Tutto il concetto di cambiamento in PNL è dettato dalla
logica congitivo-comportamentale (TOTE). Abilmente
mescolata con altre discipline, come l'ipnosi ericksoniana
e tanto altro. Ma anche lo stesso Ellis ha creato un mix
partendo da queste discipline...ecc...


Insomma come avrai capito, sono qui a discutere sul fatto
se sia "nato prima l'uovo o la gallina" ;-) la cosa ad un livello
pratico NON conta nulla...ma ti ripeto: se vuoi fare ricerca
e innovare è necessario che tu conosca questi aspetti fini
della disciplina che ruota attorno al cambiamento.


Concludendo: Erickson, Perls e la Satir non sono gli unici
da cui Bandler e Grinder hanno attinto per creare la PNL.
Ma, intorno agli anni 50, si sono sviluppate diversi tipi di
psicoterapia che ne hanno segnato fortemente il modo di
attuare il cambiamento. Il modello ABC può essere
paragonato ed utilizzato...anche dai Piennellisiti ;-)


Fammi sapere che cosa ne pensi...lascia un commento qui
sotto e se non lo hai ancora fatto iscriviti ai miei feed...
oppure segui il blog da facebook.


A presto
Genna


Ps. se ti interessa la tecnica cognitivo-comportamentale
fammelo sapere lasciando un commento...e cercherò di
accontentare le tue richieste ;-)

mercoledì 22 luglio 2009

Team Building: "guardare migliora la performance"....

















Ciao,


ti è mai capitato di essere stanco e demotivato prima di
iniziare a lavorare con il tuo team? e ti è poi mai accaduto
di cambiare completamente nel momento in cui hai
iniziato a lavorare sotto gli occhi dei tuoi colleghi?
abbiamo parlato più volte di team building...ecco alcune
"dritte interessanti"...

Ormai è provato da quasi un secolo: essere osservati
incrementa le prestazioni sul lavoro
. Il primo dato
risale addirittura al 1898 ed è stato osservato dallo
psicologo Norman Triplett sui ciclisti.


Triplett decise di sottoporre le sue osservazioni a
verifica, inventandosi uno studio tortuoso e "sadico"
nei confronti di alcuni giovani corridori..e notò che
quando c'era competizione, i giovani ciclisti avevano
prestazioni decisamente maggiori.


Vent'anni dopo, lo psicologo statunitense Gordon Allport,
uno dei fondatori della psicologia della personalità,
fece un esperimento interessante. Invitò i suoi soggetti a
leggere una parola e poi scrivere quante più parole
possibili potessero essere correlate alla prima parola...


Ogni partecipante aveva a disposizione 3 minuti, qui i
soggetti non erano messi in competizione. Tuttavia i
risultati migliori sono stati quelli dei soggetti che avevano
la presenza di altri soggetti.... in pratica in una versione
dello studio i soggetti erano soli mentre nell'altra erano
circondati dagli altri soggetti.


E' difficile affermare se l'effetto competitività qui fosse
stato del tutto azzerato, e personalmente credo di no.
Negli anni queste teorie sono state sottoposte ad altri
numerosi studi...e la variabile principale è
sempre la
stessa:


sia che i soggetti siano messi in un contesto di competizione
sia che non lo siano, tutti tendono ad accrescere la
loro
performance in base alla presenza o meno di uno o
più osservatori esterni.


Tornando ai temi che mi stanno più a cuore, come lo
sviluppo personale, è per questo motivo che è così utile
frequentare corsi e luoghi che favoriscano la tua crescita
personale. Con cui poter essere assolutamente libero di
intereagire...


Numerose ricerche dimostrano che questo capita anche
on-line, all'interno delle comunità e dei social media. Non
so se hai presente quante persone si sfidano
quotidianamente con stupidi test su facebook ;-)


Lo stesso è successo nella Accademia dei Miglioramenti,
quando ne diventi membro la prima cosa che ti colpisce
sono le numerose storie di successo, del tutto spontanee
che sono nate...e subito dopo la disponibilità dei compagni
di corso nel commentare e darti consigli... nasce una sorta
di gara solidale...


Concludendo: osservare le persone a lavoro può
accrescere le prestazioni di chi viene osservato. Bisogna
però essere accorti nell'evitare di innalzare i livelli di stress
...ma dare un apporto sincero di "super-visione" cercando
di stare lontani dai giudizi...


Fammi sapere che cosa ne pensi...lascia un commento qui
sotto e se non o hai ancora fatto segui comodamente il
mio blog dai miei ai miei feed e dal mio account di
facebook .


A presto
Genna

martedì 21 luglio 2009

Psicologia Clinica: "la mentalizzazione in psicoterapia"...
























Ciao,


abbiamo parlato molte volte dei neuroni specchio e di
come questa meravigliosa scoperta (tutta italiana)
abbia portato ad una vera e propria rivoluzione in
ogni campo della psicologia (e non solo).


Su questa scia, le ultime scoperte in psicologia clinica
hanno dimostrato l'apporto terapeutico di quella che
viene definita "mentalizzazione"...cioè il tenere a mente
la mente propria ed altrui. Pensare ai bisogni, desideri,
credenze, obiettivi e ragioni del nostro interlocutore...


Mentalizzare è
un'attività complessa che richiede un
grande sforzo cognitivo, attiva infatti gran parte della
corteccia prefrontale...che secondo il neurobiolgo
Khonon Goldberg (2001) " è quanto più si avvicina a
definire il substrato neurale
della vita sociale".


Nonostante il termine "mentalizzare" possa essere
confuso con "razionale" esso è alquanto differente.
Infatti, nonostante sia necessaria una grande attività
cognitiva, la mentalizzazione è la rappresentazione
"in parole" delle emozioni e dei sentimenti. E' una
forma di integrazione fra la parte conscia (razionale)
e quella inconscia (emotiva)....


Mentalizzare significa agire su due livelli, uno esplicito
(livello conscio) ed uno implicito (il livello inconscio). E'
per questo ovvio "il primato" della parte emotiva ed
implicita che, durante la mentalizzazione viene a
trasformarsi e ad unirsi con quella cosciente.
NB. Questo non significa rendere conscio l'inconscio
ma trovare una via di comunicazione fra essi...


Se mi segui oppure sei un appassionato di psicologia
sicuramente avrai già iniziato a vedere le somiglianze
di questo concetto con altri. Infatti arriva dritto dritto
da altri 3 concetti cari a chi si occupa di psicoterapia:


1) L'empatia: "una forma di conoscenza implicita degli
stati emotivi altrui". Quello che in terapia viene anche
definito come rapport e che i neuroni specchio hanno
largamente contribuito a spiegarci...


2) L'intelligenza emotiva (Goleman): cioè la capacità
di riconoscere le emozioni proprie ed altrui e di
rispondervi in modo adeguato. (più affine all'aspetto
implicito della mentalizzazione)....


3) L'insight psicoanalitico: cioè le idee che insorgono
sui contenuti specifici delle narrazioni che portano i
pazienti in seduta. (più affine con l'aspetto esplicito,
che porta quindi alla coscienza)...


Concludendo: mentalizzare può essere definito come
il pensare la mente propria e altrui...fornendo una
integrazioni fra le diverse parti della personalità del
tuo interlocutore. Esso è un mix di 3 concetti molto
cari a chi si occupa di psicoterapia e di psicologia
clinica...


Lascia un commento qui sotto e fammi sapere che
cosa ne pensi. Se ti piace il mio blog puoi seguirlo dai
miei feed. rss e/o da facebook...


A presto
Genna