martedì 31 marzo 2009

Richard Bandler: "Audio-Esercizio Anti-Ansia" ;-)
























Ciao,


stai seguendo la "saga" della traduzione non ufficiale dello
ultimo libro di Richard Bandler? Prendendo gli esercizi
più belli ed interessanti di "Get the Life You Want"
stanno nascendo tante chicche interessanti ;-)


Ecco l'Audio-Esercizio...clicca sul tasto play per
ascoltare:









Oggi vediamo le sensazioni...e in modo particolare di quello
che può essere considerato uno "swish kenestesico". Mi
spiego meglio: in PNL una delle tecniche più note è
lo Swish Pattern...


in altre parole si tratta di modificare una immagine
mentale (solitamente quella che non vuoi più) con un'altra
(come vorresti che fossero le cose)...


La stessa cosa è possibile farla con ogni modalità
(per modalità s'intendono i sensi con cui elabori la
realtà)...ma conoscendo il livello di preparazione
di chi mi segue...queste cose le conoscevi
già tutte;-)


Questo è stato studiato in modo approfondito dagli
Andreas...nel caso specifico dell'esercizio che hai
ascoltato, si tratta di un mix fra kenestesico e
visivo
, perchè c'è anche il colore della freccia da
swishare (cioè cambiare).


La mia opinione è che le sensazioni si trovino ad un
primo vero e proprio livello di elaborazione è per questo
motivo sono più potenti...diversi studi sulle induzioni
ipnotiche
lo hanno sperimentalmente
provato.


In pratica per schematizzare al meglio come puoi
utilizzare lo swish kenestesico ecco 3 Step:


1) Riaccedi alla emozione/sensazione che vuoi
cambiare e/o migliorare....


2) Senti da dove parte e dove arriva, nota che puoi
"immaginare" che circolino in una precisa direzione
che (solitamente) forma un cerchio...


3) Immagina di "tirare fuori dal tuo corpo il cerchio"
e di ribaltarlo...cioè di fargli cambiare direzione della
rotazione...


Se vuoi, come nell'audio-esercizio, puoi associare al
"circolo" un colore per poi modificarlo nello stesso
momento in cui cambi la direzione di rotazione.


Infine, puoi divertirti ad utilizzarlo anche per aumentare
le sensazioni
"buone" che già possiedi, facendo girare
con più forza ed intensità le sensazioni che già ci
sono SENZA "girarle";-)


Ti è piaciuto l'esercizio? lo conoscevi già? fammi
sapere la tua opinione scrivendo un commento qui
sotto...e se non lo hai ancora fatto iscriviti ai miei
feed rss.



A presto
Genna

Ps. Oggi è l'ultimo giorno per entrare e provare gratis
per 15 .gg l' Accademia dei Miglioramenti...vedi tu ;-)


Ecco gli altri "Audio-Esercizi" pubblicati:

1 PNL: Certificazioni... ...2 Audio imperdibili ;-)
2 Richard Bandler: "esercizio anti-stronzi" ;-)
3 Richard Bandler: la time line e il tempo nella PNL...
4 "Ho tanta paura da sbellicarmi"...esercizio di PNL
5 "Esercizio Anti-Ansia" ...
6 "Esercizio PNL convinzioni"
7 "Esercizio Anti-Panico...esagerare..."
8 "Esercizio per la Distorsione Temporale"
9 "La Cura Veloce delle Fobie"
10 "Come l' Auto-Suggestione..."
11 Cambiare lo "stato d'animo"...
12 Dimenticare l'amore

lunedì 30 marzo 2009

Scuola di Ipnosi: i 12 indizi della trance ipnotica

















Ciao,


hai seguito il mio ciclo di articoli dedicati alla ipnosi? Bene,
in questi giorni, spinto dalla tua curiosità, ho deciso di
continuare ad approfondire l'argomento...e oggi
scoprirai 12 indizi fondamentali ;-)


Oggi ti parlo di "indizi della trance"...ovvero di quei
segni e/o segnali che possono esserti utili nel riconoscere
se un soggetto è o meno in uno strato ipnotico.


La cosa è di assoluta rilevanza anche se nella vita non
svogli prettamente l'attività di "ipnotista" (o qualsiasi
altra professione di aiuto)... Infatti saper riconoscere
la "comune trance quotidiana" può darti dei vantaggi
non indifferenti ;-)


Per comprendere pienamente quali sono questi
vantaggi
ti basta rileggere alcuni post dove ti ho
parlato a lungo della importanza di saper riconoscere
la Comune Trance Quotidiana nel tuo interlocutore.


Ecco gli indizi di uno stato di trance...prima di leggerli
tieni presente che non "sono scolpiti nella pietra" e la
ricerca dimostra che i soggetti presentano questi
indizi in modo soggettivo e autonomo...;-)


1. Ideazione autonoma ed esperienza interna:
cioè la mente inizia a vagare senza una meta precisa...e
si crea una esperienza interna...


2. Cambiamenti fisiologici
: la respirazione cambia, il
riflesso di ammiccamento aumenta, deglutizione, battito
cardiaco, cambiamento della pupilla (questi sono tutti
cambiamenti ma non è ancora chiaro quali sono
quelli che determinano l'entrata e l'uscita);


3. Tonicità bilanciata: gli arti del corpo possono essere
catalettici e restare nella posizione in cui vengono
posti dall' ipnotista;


4. Immobilità corporea: è quella che Erickson chiamava
economia nei movimenti;


5. Mutata qualità della voce: se si fa parlare il soggetto
questo ha una voce molto diversa, solitamente più
bassa, lenta e infantile;


6. Benessere e rilassatezza: una delle sensazioni più
comuni è quella di sentirsi bene e rilassati;


7. Lineamenti del viso distesi e rilassati: il viso
diviene talmente rilassato da modificarsi nella espressione
(come capita a chi si addormenta);


8. Sensazione di distanza: ci si sente lontani dalla
realtà presente. Si prova spesso una dissociazione dal
proprio corpo e dalla realtà circostante;


9. Letteralismo: il soggetto in trance risponde in modo
letterale a quello che gli si dice. Se ad esempio gli dici:
"a mano a mano che parliamo"...potresti vedere una
delle sue mani muoversi...


10. Mancanza o ritardo nei riflessi: i riflessi possono
diventare lenti o mancare completamente. Anche per
effetto di quella "economia dei movimenti".

11. Asimetria del volto: durante l'entrata in trance il
viso perde leggermente simmetria...e la recupera mano a
mano che il soggetto impara come stabilizzare lo stato;


12. Fenomeni ipnotici spontanei: amnesia, basso
fattore critico, anestesia, illusioni corporee, catalessi,
regressione, distorsione temporale...ecc. ;-)


Uff...mi fermo qui, ma penso di averti dato una gran
bella panoramica dei segni della trance che puoi vedere
nel tuo interlocutore...ti assicuro che sono tutti possibili
anche durante una normalissima conversazione.


Si...è possibile ottenere trance ipnotiche semplicemente
conversando, in quella che viene anche definita come
ipnosi conversazionale....ma te ne parlo meglio in uno
altro post ;-)


Ti è piaciuto il post? allora lasciami un commento e se
non lo hai ancora fatto, iscriviti ai miei feed rss.


A presto
Genna

domenica 29 marzo 2009

A Scuola di Ipnosi: la regressione nella trance (D&R)


















Ciao,


hai seguito le scorse puntate dedicate all'ipnosi? No?
allora clicca qui ;-) Bene..il post di oggi è dedicato ad
un lettore che mi ha posto una semplice e
interessante domanda:


"Genna, perchè le persone quando entrano in ipnosi
regrediscono?".


Nonostante la risposta a questa domanda sia semplice
l'argomento mi piace talmente tanto che ho deciso di
dedicarci un intero post. Questo mi permette di chiarire
dei punti che spesso non sono così cristallini.


La prima risposta è direttissima: non tutta l'ipnosi si
basa sulla regressione di età... Ti ha accontentato?
Credo e spero di no;-) Infatti il fenomeno della
regressione ipnotica...avviene più spesso di quello
che si pensa.


In modo particolare è noto all'interno dell'ambiente
(quello degli ipnotisti) che nella prima fase di training,
quasi tutti i soggetti regrediscono in modo
spontaneo.


Questo accade perchè, quando abbandoni i tuoi schemi
classici di interpretazione degli stimoli esterni (slitti allo
interno di un nuovo stato di coscienza) hai bisogno di
"altri" riferimenti"...e il più semplice da avere è un
"appoggio" dal passato.


Questo mio modo di vedere le cose nasce dal fatto
che, durante il passaggio dallo stato di coscienza
""vigile"" a quello di trance si perdono gradualmente
i riferimenti e ci si affida all'operatore...un come
quando eri bambino e ti appoggiavi completamente
ad un adulto....


Mears (1975) e Shor (1959) hanno considerato la
regressione come un aspetto fondamentale della
trance. Svolgendo diversi studi interessanti a
riguardo.


Tuttavia voglio dirti che nel mio lavoro NON è
quasi mai stato utile far regredire volontariamente
le persone. Mi spiego meglio, la regressione è un
fenomeno che accade durante le prime fasi...ma
non è un aspetto imprescindibile del "trattamento
ipnotico".


Erickson e Rossi
(1979) scrivono: "...dal nostro punto
di vista la regressione di per non è un fenomeno
fondamentale della trance, benché sia spesso
presente come epifenomeno del primo stadio di
sviluppo della trance...".


Penso di aver risposto in modo esauriente alle tue
domande. Se l'argomento ti interessa scrivimi ora
un commento qui sotto...e dedicherò altri post alla
ipnosi regressiva.


Tieni a mente che il modo migliore per seguire il
blog è quello di iscriverti ai feed Rss.


A presto
Genna


Ps. Ti stai chidendo che cosa significa il termine
D&R? significa Domande e Risposte :-)

sabato 28 marzo 2009

Sviluppo Personale: affrontare i problemi...la storia di Nick Vujicic...

















Ciao,


se mi segui sai che non amo basare i miei post
su argomenti dedicato allo sviluppo personale e
motivazionale alla stile "Tony Robbins". Questo non
è dovuto al fatto che non stimi lui...ma è perchè
io sono diverso ;-)


Tuttavia un video messo sul suo blog mi ha davvero
ispirato e motivato...ed ho deciso di condividerlo con
te...


Uno dei motti di Robbins è per l'appunto che i problemi
sono "il sale della vita"...e che quando "non hai più
problemi" è il problema vero ;-) Si perchè solo i
"morti" non hanno più problemi.


Avere dei problemi ti indica che sei vivo e sei in grado
di affrontarli...perchè qualcosa di non problematico è
semplicemente una "calamità naturale" e non un
problema...che per sua stessa definizione si può e
si deve risolvere.







Se hai letto qualche libro di Robbins sicuramente ne
avrai sentite tante...come la avvincente storia di un
certo W. Mitchell...ripresa anche da Roberto Re nel
suo carinissimo One-to-one e nei suoi libri.


Ma quella di Nick Vujicic è ancora più carina perchè
ripresa in diretta
...e vedere quel ragazzo che si alza da
solo e l'enfasi sull'amore per la vita penso che sia una
lezione che tutti dovrebbero avere.


Quel momento e le parole che dice meritano di essere
tradotte. Questo è "più o meno" quello che dice:


"..Nella mia vita sono caduto tante volte così. Quindi che
cosa fai quando cadi per terra? Qualche volta nella vita
quando cadi per terra. Pensi che n
on ci sia nulla da fare,
ad esempio io sono caduto e non ho ne
braccia ne gambe


...e puoi pensare che per me sia impossibile
rialzarmi...ma
non è così!
Sono caduto centinaia di volte...e ho provato e
riporvato...o
fallito e rifallito...ma non mi sono arreso...ed
ho pensato che
"quella non era la fine"...perchè avevo uno
scopo...e se tu
hai uno scopo (un fine) davvero forte trovi
la strada
per rialzarti..."


Quando si mette per terra...racconta l'esatta filosofia di
vita che lo sviluppo personale promuove da anni..."i
fallimenti non esistono...esistono solo feedback".


Ho lavorato per quasi 2 anni con le persone diversamente
abili e ti assicuro che sono in molti ad avere uno spirito
del genere. E da loro si può apprendere tantissimo,
soprattutto quando si rompe quel "muro della pena"...


Ti dico questo perchè quello che puoi provare guardando
il video qui sopra NON deve essere pena...ma rispetto per
una persona che "utilizza" il proprio handicap e lo
trasforma in punto di forza. E, cosa ancora più bella, lo
mette a disposizione di tutti per far capire
quanto è bella vita...


In mezzo ad una società che spinge le persone a volere
sempre di più...e ad essere terrorizzata dalle notizie dei
media---l'esperienza di questo ragazzo è una ventata
rigeneratrice :-)


Credo che non ci sia nient'altro da dire...ti prego, se non
lo hai ancora fatto, guarda il video prima di scrivere il
tuo commento qui sotto...e se non lo hai ancora fatto
iscriviti ai miei feed.


A presto
Genna

venerdì 27 marzo 2009

Mindfulness: approcci psicologici alla "compassione" e Jon Kabat-Zinn



















Ciao,


ti ricordi l'ultimo post dedicato alle differenze fra ipnosi
e meditazione?
li abbiamo parlato della "nuova tecnica"
del Mindfulness...ovvero una pratica meditativa
millenaria
portata ai giorni nostri.


La pratica mindfulness è la capacità di portare la propria
attenzione in modo volontario su qualcosa...osservarla
arrestando il giudizio e osservandola come se fossi uno
"spettatore esterno". (Qualcosa di molto simile alla
dissociazione visiva della PNL...ma fatta con ogni
pensiero e sensazione;-))

giovedì 26 marzo 2009

Psicologia: il colore dei vincenti ;-)

















Ciao,


qualche tempo fa avevo messo gli occhi su un articolo
scientifico molto interessante che mostrava un dato
davvero bizzarro
...ma molto interessante per chi
vuole usare la psicologia per aumentare la propria
efficacia nella vita ;-)


Russell Hill e Robert Barton dell'Università di Durham (UK)
hanno svolto alcuni studi davvero curiosi...e tutti sono
arrivati alla stessa conclusione: chi indossa la divisa di
colore rosso...vince statisticamente di più
:-O


I due ricercatori hanno messo "sotto il microscopio"
diverse dispute...fra le quali tutte quelle avvenute
nelle Olimpiadi di Atene (2004)...nella maggiori
discipline "da combattimento" (boxe, la lotta
greco-romana e il takewondo)...


...che, come si sa, ad ognuno dei partecipanti hanno
assegnato a caso una casacca di colore o blu o rosso...
Le casacche rosse hanno vinto in media più
del 60% degli incontri...


Il risultato è stato talmente significativo che ha
spinto Hill e Barton a pubblicare questi risultati
sulla nota rivista scientifica "nature"...


A questo punto ti starai chiedendo per quale motivo
accade che: "chi indossa la divisa rossa ha più
probabilità di vincere"... ma purtroppo, da questa
ricerca non ci sono state risposte precise...ma
solo alcune ipotesi:


1) La prima ipotesi deriva dall'effetto psicologico
del colore rosso in se. Infatti pare che questo
colore può attivare diverse associazioni legate
all'aggressività (in pratica spaventerebbe gli
avversari).


2) Una seconda ipotesi parla di ormoni (come la
produzione di testosterone) e del fatto che il rosso
è in grado di aumentare la produzione di ormoni
legati alla competitività.


Nonostante non esista ancora una spiegazione
plausibile...l'effetto esiste e sicuramente a
parità di condizioni, indossare una divisa di
colore rosso, può aumentare la probabilità di
vincere una competizione.


Come ti vesti è parte della tua comunicazione non
verbale
...esattamente come gli ormoni che produci,
la prossemica e via dicendo ;-)


Concludo sottolineando che anche lo stesso fatto
di sapere (da parte della squadra che indosserà)
che quel colore è più "forte" può incrementare
la prestazione dei giocatori agendo come una
sorta di "effetto placebo"...


tu che cosa ne pensi? lasciami un commento qui
sotto e se non lo hai ancora fatto iscriviti ai
miei feed rss.


A presto
Genna


Ps. di studi sui colori e la psicologia è davvero pieno
se ne hai qualcuno di innovativo e POCO nweage
scrivilo fra i commenti ;-)

mercoledì 25 marzo 2009

Psicologia del benessere: Come Migliorare la Qualità della Vita...



















Ciao,


ricordi gli ultimi post sulla psicologia positiva? Oggi quel
filone di studi si è fortemente mescolato con la
psicologia del benessere...vista la sua tendenza a
parlare di punti di forza..piuttosto che di disagio.


Lo OMS (Organizzazione Mondiale della Salute) vede
nel concetto di salute non solo "l'assenza di malattia"
ma soprattutto propone un modello di promozione
del benessere psicologico. E questo è in deciso
accordo con i fondamenti della psicologia positiva
e del benessere.


Per farlo si sono dovuti creare nuovi costrutti in grado
di valutare quella che oggi viene chiamata "qualità della
vita"...intesa come stima del benessere e dell'agio del
singolo individuo...


Come risultato di questo nuovo modo di pensare alla
salute e al benessere è stata la proliferazione di
strumenti per misurare il fattore "qualità della vita"
(WHO, 1995; Williams e Batten, 1981; Cummins e
McCabae
, 1994; Goldwurm, Baruffi e Colombo, 2004).


Ti ho elencato la maggior parte degli autori che si
sono occupati in questi ultimi 10 anni di definire che
cosa si intenda per Qualità della Vita...e soprattutto
che hanno cercato di costruire strumenti ad Hoc per
poterla misurare...per poi successivamente
intervenire in modo efficace.


Se ti piace lo sviluppo personale sicuramente conosci
due modelli che hanno "dettato legge" all'interno
del panorama psicologico degli ultimi 50 anni...


Sto parlando della "piramide dei bisogni di Maslow"
e del più recente modello dei "6 bisogni di Robbins".
Entrambi possono essere accorpati per una migliore
comprensione delle motivazioni che spingono un
essere umano a fare quello che fa...


Anche per la qualità della vita è stata creata una
gerarchia....come puoi facilmente immaginare tutto
è nato da studi indipendenti dei diversi autori che
abbiamo visto prima...ma poi, visto la complessità
del costruttutto si è raggiunto "un accordo" e
da questo ne è nata questa gerarchia:






















I passi per migliorare la qualità della vita di chi ti sta accanto
e promuovere il benessere psicologico sono 3:


1) Valutare: i bisogni di una persona e in base ad essi
costruire un "profilo" della qualità della vita di
quell'individuo.


Ad esempio: è possibile che ci siano persone che
hanno ben chiaro quale è il livello che vogliono
raggiungere...e a queste basta chiederlo...ma ce
ne sono altre che non sanno neanche quali sono
i loro punti di forza (che puoi valutare utilizzando
questo strumento;-))


2) Programmare: cioè progettare un intervento
che tenga conto dell'ambiente e dei punti di forza
che ti vengono portati. Costruire un profilo di
sostegno che porti la persona a raggiungere quello
standard di qualità della vita progettato prima.


3) Gli strumenti: decidere quali strumenti sono
più utili per aiutare le persone a trovare il loro
grado di qualità della vita. Nel mio campo è molto
importante questo...


Infatti esistono strumenti di intervento, come la
PNL, che possono essere utilizzati più o meno con
profitto in diversi contesti. Ma esistono anche dei
contesti dove questi non sono consigliabili...
(sono rari ma esistono ;-))...


Mi piace il concetto di "qualità della vita" e spero
che leggere il mio blog possa essere un buon modo
per aumentarla ;-)


Desso ti lascio con una domanda: che cosa significa per te
avere una buona "qualità della vita"? Scrivilo qui sotto
fra i commenti :-) e, se non lo hai ancora fatto
iscriviti ai miei feed.


A presto
Genna

martedì 24 marzo 2009

Sviluppo Personale: informazione formativa



















Ciao,


se mi leggi sai quanto mi è caro il titolo di questo post,
l'informazione formativa. Perchè molte cose che
leggi e apprendi durante il corso della tua formazione
diventano parte di te e della tua personalità....
contribuendo al tuo sviluppo personale.


Tuttavia esistono tantissime altre informazioni che
non hanno molto effetto sulla nostra formazione...
anche se insegnanti e formatori preferirebbero che
non fosse così...


Fortunatamente esistono alcuni accorgimenti che
se seguiti possono facilitare l'effetto formativo
delle informazioni...che è lo scopo principale
di
questo blog ;-)


I 6 modi per rendere l'informazione formativa:


1) Connessione strutturata con le vecchie
conoscenze
: sarai d'accordo con me nel considerare
che più un concetto è legato a qualcosa che già sai e
meglio viene assimilato.


Quando ad esempio "insegni" ad una persona come
entrare in trance...puoi parlarle di "sonno"..anche
se in realtà il vero e proprio sonno c'entra poco ;-))


2) Generare il bisogno e la necessità: se riesci
a costruire un potente sentimento di bisogno di
apprendere quello che stai per raccontare...questo
diventerà estremamente attraente e spingerà i tuoi
"discenti" ad integrare meglio le informazioni.


L'esempio classico è quando ti invischi in qualcosa
di legale...e anche se non sei un avvocato inizia a
studiare quel determinato codice e quelle leggi.
Se il bisogno è alto...è possibile che in breve tempo
tu inizi a saperne di più di un avvocato medio....


3) Motivazione: questo punto è strettamente
legato a quello precedente...il bisogno fa nascere
motivazione. Tuttavia esiste una motivazione che
è slegata dal bisogno...ma è data solo dal desiderio
di conoscere di più...


Ad esempio, se ti piace lo sviluppo personale e leggi
il mio blog probabilmente non lo fai per necessità
ma per passione e curiosità...


4) Una struttura forte e chiara
: per fare in modo
che l'informazione resti nella mente è anche utile che
quello che dici abbia una struttura unica, organica e
il più possibile "indipendente".


Restando nel "nostro campo": se ti dico che cosa è il
rapport posso farlo indipendentemente dallo spiegarti
tutto quello che c'è dietro alla PNL. Posso farti vedere
cosa è, come funziona il ricalco-guida, senza mai
nominare la PNL ;-)


5) Creare condizioni inusuali di apprendimento:
ti è mai capitato di andare in gita e/o in vacanza in qualche
luogo e, nonostante non amassi la geografia, quando sei
tornato sapevi tutto di quel posto? Questo è uno
splendido esempio di "apprendimento latente".


Da bravo formatore puoi progettare eventi casuali di
apprendimento che ti permettano di creare situazioni
in cui le tue informazioni possono essere ancora più
formative.


6) Ripetere periodicamente: come dice Tony Robbins
"la ripetizione è la madre di tutte le abilità"...è chiaro
che più ripeti una cosa e più hai possibilità di farla
diventare tue e automatica.


Riassumendo: lo scopo di questo blog è dare
informazioni che formano...e se anche tu vuoi che
questo accada, sia per te stesso che per le persone
che ti conoscono, prima di preparare una lezione o
un "semplice" discorso...segui le "6 dritte"
esposte qui sopra...


Tu che cosa ne pensi?
hai qualche altro consiglio
da aggiungere a questi? Scrivilo fra i commenti e se
non lo hai ancora fatto iscriviti ai miei Feed Rss.


A presto
Genna


Ps. Martedì-Mercoledì verranno i tecnici a cambiarmi
la linea...e vedrai i post diventare sempre più 2.0 ;-)
(adesso sto facendo tutto con una chiavetta del
biiiiiiiiiiiiip :-))

lunedì 23 marzo 2009

A scuola di Ipnosi: "i 5 passi per utilizzare il contenuto in ipnosi..."



















Ciao,


conosci il significato dell' "essere abilmente vago"
nell'ipnosi? Se hai seguito il mio percorso "A scuola
di ipnosi"
sicuramente si. Oggi riprendiamo un pò quel
filone, per sottolineare un aspetto importantissimo ;-)


Per fare una breve sintesi nella PNL o meglio nel milton
model...si insegna ad utilizzare dei modelli linguistici che
ti permettono di essere particolarmente vago...e cioè
estremamente generico.


...questo è utile perchè quella vaghezza, quella mancanza
di riferimenti precisi
, venga riempita dai pensieri e dalle
idee del soggetto...a cui ci si sta rivolgendo...


Ad esempio se dici: "quando parlo con le persone queste
si rilassano profondamente..non so se hai presente?"
...stai sottilmente suggerendo a quella persona di
essere rilassato.


Ma esaminiamo (un pochetto) linguisticamente tutto:

"quando parlo con le persone"...


"quando parlo con le persone"... ricalco della situazione,
perchè stai parlando.."con le persone"...quali persone?
e riferito a chi? (ovviamente il presupposto e che
"parli con le persone").


"queste si rilassano profondamente"---> queste chi? e che
cosa significa rilassarsi profondamente? In che modo
precisamente?


In pratica usi delle strutture linguistiche generiche (ad un
livello di astrazione alto) che permettano a chi ti ascolta di
poterle riempire con la propria esperienza personale...


Questo è decisamente utile e difficile da svolgere ad arte.
Si perchè infatti essere solo vaghi non aiuta ma bisogna
"essere ABILMENTE vagi".


Puoi apprendere come guidare una normale conversazione
stando davvero sui generis ma contemporaneamente
guidare verso una determinata situazione (come
nell'esempio il rilassamento).


Utilizzo l' ipnosi per lavoro da oltre 5 anni...e una delle
prime cose che noti quando lo fai professionalmente è che
l'essere "abilmente vago" conta solo in 2 casi specifici:


1) Durante l'"ipnosi conversazionale": cioè la abilità
di indurre e/o utilizzare leggeri stati di trance durante
una normale conversazione.


2) Durante la prima fase induttiva per: creare rapport
(un campo affermativo composto di truismi), per dirigere
l'attenzione verso uno stato particolare e/o per creare
confusione...


Spesso in PNL si insegna alle persone che la cosa più
importante da conoscere nella comunicazione è la sua
struttura...cioè la sua forma...e non il contenuto di
quello che dici.



L'obiettivo principale di questo post è per l'appunto il
dimostrare che curarsi solo della forma delle parole
è un errore se ti occupi di questo mestiere....a livello
professionale...e ancora di più se utilizzi l'ipnosi come
strumento principale del tuo lavoro.


Immagino già la faccia dei paladini della PNL sbiancare ;-)


Richard Bandler: "Time for a Change" (pag 62) in cui è
lui stesso ad affermare:


"ricordati che il contenuto di quello che dici è meno
importante perchè è un induzione di trance il contenuto
diventa importante nell'utilizzo della trance".


Questo dovrebbe dirla lunga sulla induzione di trance,
infatti indurre una trance è semplice, soprattutto se è il
tuo lavoro. Spesso mi stupisco di miei colleghi che
si mettono a lottare con i loro clienti...per raggiungere
lo "stato ipnotico".


...dico...cavolo è venuto da me, mi paga per ottenere
dei risultati, per quale razza di motivo dovrebbe avere
difficoltà ad entrare in trace... e per quale ragione
bizzarra dovrei dimostrargli che sono abilissimo
nell'utilizzo delle tecniche "coperte di ipnosi"?


è ovvio che esistono delle eccezioni, come ad esempio
chi è davvero terrorizzato dal "perdere il controllo"
e per questo si rifiuta...o come dice Zeig la direttività dello
intervento è indirettamente proporzionale alla
resistenza
del cliente
" ...ma per il resto non esistono scuse se non
quella di fare il "fenomeno";-)


Quindi assodato il fatto che indurre la trace è cosa
piuttosto semplice, è giusto, soprattutto se si vuole
apprendere come fare dei "cambiamenti importanti"
saper gestire il contenuto durante l'utilizzazione
...è per imparare a farlo c'è solo un modo:
praticare e seguire le mie "lezioni di ipnosi";-)


Ecco i 5 passi per apprendere come utilizzare
il
contenuto nella ipnosi:


1) Conoscere la struttura del problema: cioè
saper "diagnosticare" quale è il sistema e/o il meccanismo
che deve essere o rinforzato o smantellato per risolvere
il problema che ci porta il cliente.


2) Conoscere la storia del cliente: questo è sempre
legato alla "diagnosi"...infatti se tu inizi a parlare di acqua
e quello è terrorizzato dal mare...potresti attivare delle
risposte fobiche.


3) Allenati a cercare metafore e analogie: quando
conosci la struttura e la storia del "problema"...puoi
costruire delle storie (metafore e analogie) che calzino
con quella del tuo cliente. Ricordati che la storia deve
avere un finale plausibile e risolutivo...e NON deve
essere scoperta. (Questa è la mia esperienza;-))


4) Usa le metafore del tuo cliente: quando le
persone ti parlano lo fanno spesso per metafore. Ad
esempio "sento un peso sulle spalle"...ecc. Puoi usare
questo contenuto all'interno della tua induzione per
poi ristrutturarlo all'interno della trance.


5) Affidati al tuo inconscio
: quando hai accumulato
un di esperienza (hai visto almeno 100 clienti) puoi
affidarti al tuo inconscio per la creazione del contenuto.
Tutti i passaggi visti prima possono avvenire in modo
spontaneo se ascolti con attenzione quello che ti
porta il tuo cliente.


tu che cosa ne pensi? sapevi quanto poteva essere
importante il contenuto? Scrivilo qui sotto fra i
commenti e se non lo hai ancora fatto iscriviti
ai miei feed rss.



A presto
Genna


Ps. Sono ancora senza Internet e ti sto scrivendo da
una linea lentissima...per cui perdonami se ci sono
degli errori ;-)

domenica 22 marzo 2009

Psicologia del benessere: I 7 fattori di stress nelle organizzazioni ...D.lgs 81/08



















Ciao,


il 15 marzo è diventata legge...finalmente è passato il
D.lgs 81/08 che tutela la salute dei lavoratori anche da
un punto di vista psicologico. Sto parlando del ormai noto
stress-da lavoro correlato.


La ricerca sembra sempre più evidenziare quanto siano
le relazioni interpersonali la principale causa di stress...
e viene da chiedersi se non si "colpa" dei leader che
mantengono il potere in azienda.


Per farlo ti espongo un recente articolo che mostra come
mai i manager (che qui sono definiti i leaders) sono spesso
la causa maggiore di stress (Vugt, Hogan & Kaiser, 2008)...


I punti che vedrai tra poco sono stati estrapolati dalla
ricerca...ma non si riferiscono solo allo "stile di leadership".


I 7 fattori di stress nelle aziende:


1) Stretta gerarchia: per
Mark Van Vugt della
University of Kent il primario nemico dello stress è l'eccesso
di ristrettezza nella gerarchia.
Spesso si assume che chi
si trova in posizione di leadership sia il più competente.


Mentre in realtà la conoscenza e le competenze sono
più spesso ripartite all'interno della azienda. E questo
aumenta di molto i livelli di stress in azienda.


2) Prendere poche e scarse decisioni: spesso i
capi non prendono buone decisioni e le prendono anche
sbagliate. Questa è un'altra causa della ristrettezza nella
gerarchia....ed un ennesimo fattore di stress nelle
organizzazioni.


Van Vugt et al. (2008) suggeriscono di evitare di dare
per scontato che siano i capi e i manager quelli che
sanno prendere le decisioni più corrette. (Vedi il
modello giapponese...il famoso Kaizen...dove nelle
riunioni aziendali i primi ad avere voce in capitolo
solo gli operai di più "basso livello"
:-))


3) Grandi differenze nel guadagno: nessun
lavoratore dipendente è felice di sapere che il suo capo
guadagna 50 volte quello che prende lui (a meno che il
capo non sia l'imprenditore stesso). Questo ci porta al
fattore successivo...


4) Pensare che i capi/leaders/manager siano
dei super
uomini: quando uno guadagna 50 volte il
tuo stipendio ti aspetti che abbia uno standard molto
elevato...e purtroppo a volte questo non è vero.


Soprattutto qui in Italia...dove il nepotismo la fa da
padrone. E puoi facilmente trovare il manager figlio
di amici...poco competente ma stra pagato...che fa
girare le "p.......e" a tutta l'azienda ;-)


5) La comunicazione fra livelli: spesso il modo
di comunicare in azienda è unidirezionale...cioè i boss
dall'alto ordinano e i sottoposti rispondono. E' una
forte causa di stress soprattutto per le gratificazioni.


Infatti non è scontato che un manager gratifichi i
suoi sottoposti...a meno che il gran capo non si sia
fatto una buona cultura aziendale magari leggendo
qualche testo interessante;-)


6) Psicologia dei sottoposti: guardando la cosa dal
punto di vista di leader (il capo) e di follower (il
dipendente) è interessante notare come la ricerca
si sia anche concentrata sui follower...


Se mi leggi sicuramente conosci la PNL e il significato
del ricalco-guida...In molti corsi ti spiegano solo come
guidare, ma per me è importante anche sapere come
si segue. (perdona la divagazione piennellistica ;-).


La domanda che è venuta in mente a molti ricercatori
nell'ambito della psicologia dei gruppi è stata: ma c'è
davvero bisogno di un leader da seguire? alcune
ricerche
sembrano dimostrare che questo non sia
sempre "necessario".


7) Alienazione: questa è il risultato di tutti i punti che
abbiamo visto in precedenza. Il fatto di lavorare senza
conoscere il fine ultimo di quello che si sta compiendo.
Un esempio estremo è quello militare dove il sottoposto
spesso non sa il vero scopo dei suoi ordini.


Se hai un'azienda o gestisci un gruppo di collaboratori
ti consiglio di prendere in seria considerazione questi
7 punti...soprattutto se non ti sei mai curato di come
è possibile aumentare il benessere aziendale...


Ti ricordo che il D.lgs 81/08 ha una sua ragione d'essere
perchè lo stress è la 3 causa (che a volte diventa la seconda)
di disagio fisico...non solo nelle aziende. Fortunatamente
esistono delle soluzioni allo stress;-))


Tu che cosa ne pensi? scrivilo qui sotto fra i commenti e
se non lo hai ancora fatto iscriviti ai miei feed Rss.


A presto
Genna


Ps. Se sei un imprenditore e devi stilare il tuo rapporto
e conoscere come intervenire in base al D.lgs. 81/08
...contattami...e avrai una consulenza psicologica
professionale e alternativa ;-)

sabato 21 marzo 2009

Sviluppo Personale: "Grande Fratello" un Reality Blog Show...

















Ciao,


ti piacciono i reality? a me non troppo, anche se trovo
che alcune idee di fondo possano essere interessanti..amo
"osservare il comportamento delle persone"...per questo
motivo, tempo fa, avevo scritto un post delirante
sull'argomento che puoi leggere qui ;-)


Se anche a te piace sbirciare con lo scopo di apprendere
qualcosa di nuovo sul comportamento umano... questo è
l'articolo che fa per te ;-)



Allora ci siamo riuniti...e con tutto lo staff di AdM abbiamo
ideato il Primo Reality-Blog show in cui puoi leggere
delle storie vere (rimaneggiate da noi per semplificarle) di
successi e problemi...tutto in chiave di crescita e
sviluppo personale.


In pratica si tratta di questo: gli iscritti nella "casa dello
sviluppo personale
" che sarebbe l'Accademia ;-) postano
le loro storie di successo e/o di problemi in corso...e
tutti possono leggerle e commentarle...QUI


...e chi invia il commento più bello viene periodicamente
premiato!



Non solo...all'interno dello stesso blog (che detto fra noi
è davvero fatto bene;-)) puoi ascoltare delle Audio pillole
che ti introducono ai vari argomenti dello sviluppo
personale.


Erano anni che mi balenava in mente l'idea di utilizzare il
successo mediatico dei reality in modo pro-psicologico...
all'inizio avevo pensato di indire dei contest, come ad
esempio, scoprire i sistemi rappresentazionali dei
partecipanti e/o i maggiori metaprogrammi...


...poi però il fatto che la nostra televisione fosse "caduta
così in basso" mi ha fatto desistere...anche perchè non
amo molto vedere la televisione. Preferisco usare al
meglio il mio tempo libero ;-)


Ma questo "ricalco" del reality fatto a partire da
storie vere di sviluppo personale mi piace moltissimo,
soprattutto se anche tu come me ami aiutare le
persone con le metodologie che apprendi...


Fra le pillole audio (o i blog seminar) ne troverai anche
alcune registrate da me ;-) orami non è un segreto che
faccio parte dello staff dei docenti della Accademia
dei Miglioramenti
...e con un pizzico di orgoglio ti dico
che sono stato anche "nominato" direttore della
Nuova Psicologia Applicata ;-))


Ok...la smetto di tirarmela e ti invito subito a dare una
occhiata al blog "panorama dello sviluppo personale"
mi raccomando di farmi sapere che cosa ne pensi...
a me sembra un'idea grandiosa ;-)


Puoi lasciare i tuoi commenti qui sotto e se non lo hai
ancora fatto ti invito ad iscriverti ai miei feed.


A presto
Genna

venerdì 20 marzo 2009

PNL: Time-line dentro e fuori dal tuo tempo mentale ;-)













Ciao,


ti ricodi l'ultimo post dedicato alla time-line? per farlo
mi ero servito da un esercizio tratto da Bandler. Ti
avevo chiesto se ti piaceve e mi hai incoraggiato a
continuare a parlarne...


Oggi vediamo in modo molto semplice quali sono le
maggiori differenze fra le time-line condividere con
te che cosa ne penso.


Prima di iniziare però ho bisogno di rinfrescarti che
la time-line è il modo con cui rappresenti e organizzi
il tempo all'interno della tua mente. Questa è spesso
definita come una linea...tuttavia può avere le più
disparate forme (cerchi, spirali, casuali...ecc..).


Iniziamo con le differenze classiche fra "in time" cioè
"in tempo" e "through time" (attraverso il tempo):


In time: significa che la tua linea del tempo ti attraversa
fisicamente. Ad esempio quando estrai la tua linea del
tempo (clicca qui se non sai come) potresti renderti
conto che hai il passato alle spalle ed il futuro davanti.





















Throug time: vedi il tempo davanti a te...come se tu
fossi uno spettatore di quello che ti sta accadendo...e
che ti è accaduto.





















Come vedi non sono un bravo grafico però credo di
aver reso chiara l'idea della differenza submodale
di come viene percepita la tua time-line.


Esatto submodale...perchè sicuramente avrai notato
che entrambe hanno una caratteristica fondamentale
di tutte le sottomodalità---> in una sei associato ai
tuoi ricordi (in time) mentre nell'altra sei dissociato
(through time).


Queste differenze sono state trovate da Tad James e
da Wyatt Woodsmall (1988)
e successivamente sono
state rielaborate da Bob G. Bodenhamer e Michael
Hall (1997).



Forse non tutti sanno che (vai di enigmistica;-)) ogni
differenza marcata nel reame della mente è quasi
sempre accompagnata da una teoria personologica.
Cioè di una linea guida di come sono fatte le persone...
in base agli assunti della teoria stessa...


Questo è stato fatto anche in base a come le persone
rappresentano le proprie linee del tempo...ma ci
tengo a precisare che sono tutte speculazioni che non
credo abbiano un reale criterio statistico. Ma da
appassionato dell'argomento è giusto che tu le
conosca.


Ecco le principali differenze personologiche in base
a come rappresenti la tua time-line (e aggiungo in
un determinato contesto e situazione):


In time: se il "tempo ti attraversa" forse non sei
così consapevole del tempo che scorre. Le persone
così si perdono più facilmente nel flusso di quello
che stanno facendo...e questo è un'aspetto
positivo. Ma possono anche avere difficoltà a
staccarsi dai vecchi e brutti ricordi...


Through time: se invece "sei dissociato" dalla tua
linea del tempo hai una visione più obiettiva del
valore del tempo che scorre. Forse ami le cose
in consequenzialità (metaprogramma)... E
riesci a staccarti velocemente dai brutti ricordi.


Come lato negativo c'è il fatto di non riuscire
spesso a godersi il presente...perchè vedi i tuoi
impegni davanti a te...e sei sempre proiettato
o da una parte o dall'altra (passato e futuro).


Fuori dal contesto time-line è importante ricordare
che il concetto di tempo influenza profondamente
la "nosografia psichiatrica classica". Infatti di
solito: i depressi sono attaccati al passato mentre
gli ansiosi al futuro ;-)


Si è tristi quando si pensa a qualcosa che si è fatto
ma che non ci piace...(melanconici) e si è agitati
(ansiosi) quando qualcosa deve ancora accadere.


Questa semplice differenza è davvero importante
se come me lavori con le persone. E' un modo facile
per creare delle distinzioni che ti permettono di
lavorare meglio...e sapere su quale versante è
più utile iniziare ad intervenire.


Come al solito penso di aver già messo molta "carne
sul fuoco"...se ti piace l'argomento e vuoi che continui
a parlarne--->lasciami un commento qui sotto...
mentre se ti piace quello che scrivo e vuoi seguirmi
"senza sbattimenti" allora iscriviti ai miei Feed ;-)


A presto
Genna



Ps. Se anche tu hai cercato di iscriverti oggi al percorso
sulla creatività...mi dispiace ma le iscrizioni si sono
chiuse ieri sera ed il percorso è già iniziato ;-)

giovedì 19 marzo 2009

Sviluppo Personale: ipnosi e audio di autoipnosi


















Ciao,


ti ricordi che qualche tempo fa abbiamo discusso della
presunta efficacia o inefficacia degli audio di autoipnosi
per il tuo sviluppo personale?


Poi sono andato a prendere l'esempio di uno degli
psicologi e autori più famosi in Italia per vedere che
cosa ne pensavi...sto parlando di Giulio Cesare
Giocobbe
ed il suo audio di psicologia evolutiva.


Oggi voglio raccontarti una sotria che potrà chiarire
meglio questo aspetto e permetterti di toccare con
mano il vero fulcro che può permettere qualsiasi
cambiamento...conscio e inconscio...


Sai chi è Estabrooks? bhe...se non studi l'ipnosi ad
un livello professionale forse no. E' stato un grande
studioso di ipnosi, che contemporaneamente circa
a Milton Erickson ha creato le sue teorie.


Estabrooks, a differenza di Erickson era portato per
la sperimentazione e per le teorie...cose a cui, leggendo
gli scritti di Mr. Hypnosis...sembra quasi che egli
ne fosse allergico ;-)


Un giorno Estabrooks voleva valutare la possibilità di
utilizzare una procedura standardizzata per indurre
la trance ipnotica. Per farlo aveva inciso su un disco
una "induzione standard"...


...chiese ai soggetti di sistemarsi all'interno del suo
laboratorio e, dopo aver presentato il vero scopo
dell'esperimento, attivò la registrazione...


...dopo qualche istante si rese conto che aveva
casualmente sbagliato disco
...e ne aveva messo uno
di musica Jodel :-) Da bravo scienziato, invece di
allarmarsi decise di continuare l'esperimento...


...dopo qualche minuto, due dei soggetti erano
entrati in una evidente e profonda trance
ipnotica
:-O


E' noto che i soggetti universitari che si prestano
come cavie negli esperimenti di ipnosi sono quelli
più "semplici" da mandare in trance...questo
accade per due principali motivi:
1) Contesto: l'ambiente sperimentale se ben posto
può essere particolarmente suggestivo;


2) Il Ruolo dello sperimentatore: se chi induce
la trance è un professore importante è evidente che
gli studenti ne saranno affascinati e si fideranno di
lui...


(ho assistito e partecipato ad esperimenti bellissimi
qui nell' ospedale di Padova; dove il primario induceva
la trance e accadevano fenomenologie spettacolari;-)...


"Genna mi starai per caso dicendo che allora basta
semplicemente la convinzione a far funzionare una
induzione ipnotica o un audio di sviluppo personale?"


Si ;-) ma deve rispettare alcuni criteri...per mostrartelo
al meglio mi servo dei livelli logici di Robert Dilts:


1. Ambiente: ci deve essere l'ambiente giusto...silenzioso
perchè negli audio non c'è nessuno che incorpora i
rumori esterni ;-)


2. Abitudine: deve diventare una buona abitudine...una
pratica quotidiana. Come ti ho detto spesso il segreto è
tutto nella pratica.


3. Abilità: praticando emergono velocemente diverse ed
interessanti abilità che ti permettono di entrare in quel
preciso stato meglio, più velocemente e sempre più
"profondamente".


4. Convinzione e valori: le nuove abilità ti costruiscono
dentro di te un nuovo sistema complesso di convinzioni.
E' importante notare che la "convinzione iniziare" può
portare direttamente a questo livello ma per mantenerlo
è necessario "soddisfare i livelli precedenti".


5. Identità: avere svolto i passaggi precedenti può
portarti a sentirti e ad essere una persona che si
considera "brava nell'entrare in trance". "Sono bravo
nella gestione dei miei stati interni". Oppure può
portarti a fare quello che faccio io nella vita ;-))


6) Spiritualità/scopo: tutto questo può trasformarsi
in uno scopo di vita più alto. Cioè sentire che lo scopo della
tua vita è legato allo sviluppo personale e alla ricerca
delle tue (e/o altrui) risorse inconsce.


Ora hai una idea più chiara di come e perchè potrebbero
funzionare audio di autoipnosi e di sviluppo personale in
genere ;-) Ti consiglio sempre e comunque di affidarti a
un professionista e non agli "amanti della domenica" ;-))


E tu che cosa ne pensi? hai esperienza in merito?
lasciami un commento qui sotto e se non lo hai ancora
fatto iscriviti ai miei feed.


A presto
Genna


Giovedì 19 alle ore 18:00
chiuderanno le porte del
progetto "Crea-Attività"...se sei interessato
affrettati e iscriviti adesso ;-)

mercoledì 18 marzo 2009

Sviluppo Personale: Creatività e flusso ... una lezione di Mihaly Csikszentmihalyi



















Ciao,


anche oggi ti parlo di creatività...e di come questa sia
strettamente legata al tuo "stato di coscienza"...in modo
particolare oggi riprenderemo in mano l'argomento
del Flusso o Flow... per il tuo sviluppo personale ;-)


Per falo oggi ti parlo di Mihaly Csikszentmihalyi e del suo
interessantissimo intervento al TED. Ormai dovresti
conoscrlo molto bene...prima di iniziare a descriverlo
mi piacerebbe che tu gli possa dare una sbirciatina:





Lo hai visto? ci sono due o tre cose di cui vorrei discutere
con te sul suo intervento. Bhe...intanto il fatto che la
creatività e l'umore influenzino le tue finanze mi sembra
già un ottimo punto di partenza ;-))


In relatà non voglio parlarti di denaro e creatività...ma di
flow o flusso e creatività. Se ricordi abbiamo parlato
di flusso sia nel mindfulness sia per quanto riguarda
l'ottimismo...o meglio l'intervento di M. Seligaman
sull'ottimismo al TED.


Qui lo scienziato sottolinea 7 punti che caratterizzano
l'esperienza di essere nel flusso...e dato che li trovo
molto interessanti ho deciso di condivedrli con te:


1) Essere completamente coinvolto in quello che stai
facendo completamente concentrato.


2) Una sensazione di estasi e di essere al di fuori della
normale consapevolezza quotidiana.


3) Una grande chiarezza interiore - sapendo che cosa
hai bosgno di fare e sapere anche come farlo.


4) Sapendo che quello che stai facendo è fattibile -
e che le tue capacità sono adeguate al compito.


5) Un senso di serenità - senza preoccuparti di te stesso
con un senso di crescita oltre i limiti del prorpio Io.


6) Senza tempo - accuratamente concentrato sul presente
le ore sembrano passare in pochi minuti.


7) Motivazione intrinseca - qualsiasi prodotto del flusso è
piacevole di per se...(anche se è senza senso)


Da bravo ricercatore Mihaly Csikszentmihalyi non si
limita a fare questo ma suddivide i diversi "stati di coscienza"
in spicchi e cerca di mostare quale è il punto esatto in cui
si viene a creare la sensazione di flusso (flow).


Come vedi nell'immagine qui sotto dove in ordinata c'è
il livello di "sfida" di difficoltà...mentre in ascissa vedi il
livello di competenza. Come noti il flusso si trova
esattamente nel mezzo:


















Ah....quasi mi dimenticavo del legame con la creatività...
quando produci nuove idee...e quindi sei creativo sei
costantemente in una situazione di flusso improvviso;-)


Vuoi apprendere come farlo? in modo facile e utile
Iscriviti al Primo Webinar Italiano sulla Creatività
---> hai tempo solo fino a Giovedì 19 ...


Lasciami un commento e se non lo hai ancora fatto
iscriviti ai miei feed Rss...


A presto
Genna

martedì 17 marzo 2009

Richard Bandler: Audio-esercizio..."ho tanta paura da sbellicarmi ;-)"

















Ciao,


eccoci arrivati al quarto appuntamento con la "traduzione
non ufficiale" degli esercizi più belli dell'ultimo libro
di Richard Bandler "Get the life you want".


So che la tua preparazione è medio-alta...così mi
sembra di aver capito dai vari incontri virtuali (e non) che
ho potuto fare con i miei lettori durante questi anni.


Quindi...prima di ascoltare l'audio-esercizio voglio essere
sicuro che tu conosca due cose della PNL e di quel "folle
genio" di Bandler:


A. Che tu sappia che il suo approccio è decisamente poco
ortodosso e fondato sul divertimento e l'umorismo.


B. Che cosa sono le submodalità o sottomodalità
in Programmazione neurolinguistica (PNL).


Il primo punto si spiega da sè...Bandler è un fermo
sostenitore dell'umorismo in terapia (anche io..ma non
troppo ;-)). Non per nulla lo erano anche i suoi maestri
come Milton Erickson, Virgina Satir...e a suo modo
anche Fritz Perls...


La "teoria" di fondo molto comportamentale è che se ti
stai divertendo un sacco...sarà difficile sentirsi male.
In altre parole i due sentimenti non possono coesistere
e questo crea un "collasso delle sensazioni" che può
ristrutturare l'intera esperienza.


Una dei suoi metodi che preferisco è una sorta di ricalco
nel futuro
in cui chiede alle persone..."che cosa penserai
di questa cosa fra 10 anni...è possibile che tu ci rida
sopra?"...e la risposta è spesso "si"...e lui risponde..."allora
perchè non farlo subito" ;-))


Il secondo punto invece è più tecninico: in PNL si
teorizza che il primo filtro della realtà con la quale
abbiamo a che fare siano i nostri sensi. Ogni "senso"
è detto "modalità" (non solo in PNL ma anche nella
psicologia cognitiva).


La realtà passa
attraverso i nostri sensi per
trasformarsi dentro di noi in rappresentazioni che
mantengono la forma di modalità (quindi un insieme
di immagini, suoni e sensazioni...per quanto questo
possa essere opinabile Vedi Loftus).


Ogni modalità
ha delle sue qualità specifiche...ad
esempio le immagini possono essere a colori o in
bianco e nero. Tu potresti rivederti all'interno della
immagine come se fosse un film (dissociato) oppure
vedere con i tuoi occhi (associato) ecc...ecc...


mi fermo qui perchè credo che tu conosca già molto
bene tutte queste cose...e ti invito a prendere un
pezzo di carta ed una penna e ad ascoltare l'
esercizio:











Come è andata? ti sei divertito nel farlo? ;-) se hai
già letto il libro ti sarai sicuramente reso conto che
non è uguale...anche perchè (come già detto) non è
legale che io lo traduca tale e quale ;-)


Ora ti consiglio di ripetere l'esercizio avendo
già in
mente queste tre cose:


1) La paura su cui vuoi sperimentarlo


2) Le sottomodalità critiche più importanti che ti
facevano (bello il passato qui ;-)) spaventare...


3) Un ricordo davvero davvero divertente...


Piaciuto il post? aspetto il tuo commento qui
sotto e se non lo hai ancora fatto iscriviti ai miei
feed rss...



A presto
Genna

Gli Altri Audio-Esercizi:

1 PNL: Certificazioni... ...2 Audio imperdibili ;-)
2 Richard Bandler: "esercizio anti-stronzi" ;-)
3 Richard Bandler: la time line e il tempo nella PNL...



lunedì 16 marzo 2009

Ipnosi e meditazione: differenze e similitudini ...per quanto possibile ;-)


















Ciao,


spesso la gente è curiosa di conoscercele differenze fra
ipnosi e meditazione
. Questo non è di certo un
compito facile...tuttavia esiste chi le ha studiate in
modo approfondito ( es. Charles Tart).


Affermare che: la meditazione è qualcosa di antico e al
di fuori della nostra cultura...bla.bla...e per questo motivo
non si può mettere "sullo stesso piano dell'ipnosi"...lo
trovo al quanto limitante per chi vuole studiare gli
stati
modificati di coscienza...


La prima difficoltà nel paragonare meditazione ed
ipnosi sta nel fatto che di entrambe ne esistono una
quantità enorme. La seconda è che una (l'ipnosi)
appartiene alla cultura occidentale mentre
l'altra appartiene a quella orientale.


Per questo eviterò di di parlare delle differenze
mentre metterò in luce alcune affascinanti
somiglianze
.


La prima somiglianza è di origine culturale: infatti
entrambe nascono e prolificano all'interno di un pensiero
magico-mistico. L'ipnosi con il suo noto magnetismo
animale...e la meditazione con tutto ciò che riguarda
le "energie sottili" ed il corpo energetico.


Oggi, entrambe queste pratiche sono entrate a far
parte della nostra cultura, orientandole verso la salute.
L'ipnosi, ormai è riconosciuta a livello medico...mentre
esistono sempre più studi sulla validità di alcune
pratiche meditative per il benessere psicologico.

Mentre ti scrivo mi rendo conto che avrei bisogno di
parlartene per ore ed ore...ma cercherò di prendere in
considerazione le cose più evidenti e mi riservo di
approfondire in articoli futuri...
Ecco le somiglianze principali:


1) Una sempre più limitata afferenza da parte dei
recettori corporei (prpriocettori, barocettori, ecc).
In altre parole, stando fermo in una posizione...piano
piano...il senso del corpo inizia a svanire...


2) In entrambe le pratiche si raggiungono ritmi
cerebrali simili: lo stato Alfa e Theta...


3) C'è una "inversione emisferica"...cioè l'emisfero
dominante (quello che funziona di più) perde "forza"
mentre quello non dominante "scarica di più"...
(non so se questo succede per tutte le forme di
meditazione...se lo sai sei pregato di dirmelo;-))


4) Entrambe le pratiche hanno un "in" e un "out",
nell'ipnosi c'è quella descritta da Gilligan...mentre
nella meditazione esiste quella "concentrativa" e
quella di "apertura" (Naranjo e Ornstein).


5) la pratica continua di entrambe (in questo caso
autoipnosi) porta enormi benefici non solo a livello
fisiologico ma soprattutto ad un "rafforzamento
dell'io
"..."si diventa come una montagna"...


6) entrambe le pratiche sono d-ASC (stati discreti di
coscienza alterata) come descritto nelle affascinanti
ricerche di C. Tart.


Mi fermo qui...e mi riservo di continuare in futuro
questo paragone che io trovo interessante;-)
adesso voglio farti notare la pragmaticità di
questo paragone.


Come appassionato di entrambe (arbitrariamente
pendente verso l'autoipnosi) mi sono accorto che
apprenderle significa soprattutto praticarle. Ti
assicuro che i risultati sono eccezionali.


Per me la cosa migliore è "utilizzarle" per uno scopo
preciso
. Oltre ai meravigliosi "doni della meditazione"
e al "benessere psicofisico dell'ipnosi" esiste la
possibilità di sviluppare specifiche risorse...
come la creatività ;-) (che spudorato aggancio
pubblicitario :D)...


hai già visto il mio ultimo "progetto on-line? un
webinar sulla creatività! Inutile dirti che che sarà
spettacolare :D Solo qui...al termine del corso... saprai
applicare le tecniche attive e passive della creatività
...le iscrizioni chiudono giovedì 19


l'idea nasce dalla mia collaborazione con Alex Billico...con
il quale ho lavorato per incanalare la sua enorme dote
creativa ;-) ...e tutto è stato fatto attraverso il web..
con risultati sorprendenti...


Per questo Alex ha deciso di offrire questo servizio ai
suoi amici e clienti...che sono per lo più degli appassionati
di business :-O Ma ti assicuro che sarà utilissima
anche per chi vuole migliorare ;-)



Riassumendo: sia l'ipnosi che la meditazione possono
migliorare la qualità della tua vita ;-) ...e se
vuoi scoprire come utilizzarle per diventare più creativo
Iscriviti Adesso al primo webinar italiano sulla
creatività...Cliccando Qui...


Uff...grazie per avermi letto fino a qui...aspetto le tue
domande e i tuoi commenti. Ricorda che il modo più
facile per seguie un blog è quello di iscriversi
ai feed rss ;-)


A presto
Genna

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A scuola di ipnosi

Mindfulness...