domenica 29 novembre 2009

Comunicazione non verbale: il transfert e gli errori di interpretazione


















Ciao,


chissà quante volte hai sentito parlare di calibrazione, di
lettura dei segnali minimi e di comunicazione non verbale.
Tutti, in un modo o nell'altro pensano che poter leggere
questi "segnali" porti alla capacità pseudo-magica di
leggere nel pensiero altrui. Se hai letto i miei scorsi
articoli
sai che non è esattamente così che funzionano
le cose...


Ci sono molti "nemici" che impediscono una buona lettura
del comportamento non verbale...il primo è la personalità
unica di ogni individuo, il secondo è il contesto in cui questi
si presentano...ed il terzo è il non ascoltare e osservare
davvero parlando dentro di te di cosa cercare nel
comportamento altrui...ma c'è un terzo che spesso non
viene considerato...il transfert.


Lo so questa parola presa in prestito dalla psicanalisi è il
modo migliore per descrivere questo fenomeno: sei li
e stai ascoltando quello che dice una persona...ad un
certo punto questa inizia a parlare del rapporto che
ha con sua madre...ad un tratto, tu ti ritrovi a pensare
al "rapporto con tu hai con madre".


In pratica hai trans-ferito i tuoi pensieri (il tuo vissuto)
partendo dalla esperienza di un'altra persona. Questo è
in parole povere il fantomatico "transfert analitico". Ma
perché dovrebbe essere un nemico della calibrazione?
cioè della capacità di osservare e rispondere, in modo
adeguato, alla comunicazione non verbale altrui?


Semplice perché se ad esempio stai parlando di un evento
piacevole che è accaduto a tua madre, ma chi ti ascolta
inizia a vivere il transfert pensando ad eventi brutti,
quasi sicuramente le sue micro espressioni lo mostreranno
...e tu potresti pensare che quello che stai dicendo non gli
interessa o che, ancora peggio, quella persona non ti
rispetta...ecc...ecc...


La stessa cosa accade decine di volte durante una normale
conversazione, figuriciamoci quando sposti la tua attenzione
dal linguaggio verbale a quello non verbale. In questo caso
non solo le emozioni di chi osservi possono essere falsate ma
soprattutto le tue. In PNL si potrebbe riassumere dicendo,
quando osservi le altre persone, devi restare "sensorialmente
basato"...evitando il più possibile di giudicare e di pensare alle
"tue cose personali"...stai fuori da te ;-)


Un ottimo modo per allenare la tua attenzione a restare
centrata sull'esterno è l'esercizio dell'hakalau che puoi
trovare
ben dettagliato su questo post...ricordati che
essendo un esercizio va applicato non nella vita reale, cioè
nelle tue interazioni personali (in famiglia, amici e partner)
ma in contesti in cui puoi imparare...


...vai in un bar...in un luogo pubblico, ed allenati ad
osservare la gente stando "fuori di te senza giudizio". Ti
assicuro è una cosa davvero difficile, per cui, fallo in modo
frazionato, cioè per alcuni istanti... poi pensa a ciò che ti
pare...magari facendo le tue considerazioni e poi ritorna
per altri "brevi momenti" ad osservare senza giudicare.


fammi sapere che cosa ne pensi. Lascia un commento
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A presto
Genna

2 commenti:

Andrea Diana ha detto...

Ciao Genna..
L'idea di entrare in hakalau è ottima!
E' davvero uno dei pochissimi metodi che mi portano risultati concreti quando "analizzo" un evento esterno..
Ieri ad un matrimonio mi accorgevo di farlo spesso, involontariamente, sopratutto quando avevo tutti i canali "pieni": a causa della musica, dei profumi, del movimento delle persone, mi focalizzavo sul comportamento di alcuni e lo osservavo in maniera distaccata. Ho imparato tantissimo!

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Andre...
ottimo, non tutti i matrimoni vengono per nuocere quindi? :-)

Mi ricordo, ormai quasi 5 anni fa quando lo provavamo in camera mia...ti ricordi? ne è passata di acqua sotto i ponti...eppure l'hakalau è rimasto ;-)

Fatti sentire per questa sera :-D
Genna