giovedì 2 aprile 2009

Gli Omega 3: un cibo per la mente

















Ciao,


oggi hai la possibiltà di leggere un articolo molto bello
e interessante che tratta di salute mentale e
alimentazione
.


Ma io non sono esperto in questo argomento, così
lascio la parola al Dr. Andrea Baroncini, Medico e
Nutrizionista Zona....buona lettura:
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Gli acidi grassi omega 3 rappresentano una risorsa
fondamentale per la nostra salute, in grado di svolgere
numerose funzioni preventive e terapeutiche.
Rappresentano un elemento determinante nella
strategia nutrizionale pro Zona.


Come molti sanno la Zona è una filosofia alimentare
ideata negli anni ’90 dal biochimico Barry Sears che
voleva individuare il migliore stile di vita e la
migliore dieta in grado non solo di far perdere il
peso in eccesso ma anche di favorire il
mantenimento della salute.


La dieta a Zona si basa in sintesi sul bilanciamento
tra proteine, carboidrati e grassi ad ogni pasto e
spuntino. Il secondo passo è quello di scegliere
le migliori fonti alimentari cioè proteine magre,
carboidrati da frutta e verdura e grassi buoni.


E’ appunto
tra i grassi “buoni” che possiamo
classificare gli omega 3.


Rispetto al periodo paleolitico, ma anche rispetto a
quello dei secoli scorsi, l’apporto di omega 3 nella
nostra dieta si è andato notevolmente riducendo fino
a vedere incrementare il rapporto omega 6/ omega 3 da
1a 1 fino 20 a 1 come troviamo negli Stati Uniti e
negli altri paesi occidentali.


L’aumento del rapporto omega 6/omega 3 è dovuto
a
numerosi fattori:


Interruzione dell’abitudine di assumere olio di fegato
di merluzzo



Aumentata assunzione di acidi grassi omega 6 che trovi
negli oli di semi, nelle carni grasse, ma anche in prodotti
da forno a lunga conservazione.


Diminuita concentrazione di omega 3 nelle fonti naturali
come uova, verdura e carni.


Numerosi studi epidemiologici hanno testimoniato un
aumento di patologie cardiovascolari e infiammatorie
(come l’artrite reumatoide) con l’aumentare del
rapporto tra omega 6 ed omega 3 con la nostra
alimentazione.


Ma quali sono i meccanismi d’azione principali

degli omega 3?



Prima di tutto riducono la produzione di alcune molecole
infiammatorie dette eicosanoidi, quindi sono dei potenti
antiinfiammatori.


Poi contribuiscono a rallentare i processi di invecchiamento
(effetto antiaging) in quanto rendono più fluide ed elastiche
le membrane cellulari.


Un’altra importante azione è quella di stabilizzare il
battito cardiaco agendo sui canali ionici del sodio e del
calcio, ostacolando in tal modo le aritmie come la
fibrillazione atriale e venticolare che possono insorgere
a seguito di un infarto.


Una funzione scoperta negli ultimi anni è quella di
modulare la risposta genetica; in sostanza tutti sappiamo
che la nostra salute dipende anche dai nostri geni.
Questi noi non li possiamo cambiare, però possiamo
modificare la loro risposta attenuando quella che è
la nostra predisposizione ereditaria a certe patologie.


Un aspetto molto interessante degli omega 3 è la loro
capacità di migliorare la risposta cerebrale.


Già sapevamo che le popolazioni che fanno maggior uso di
pesce (una ricca fonte di omega 3) come gli esquimesi o i
giapponesi hanno le più basse percentuali di malattie
neurodegenerative e di depressione.


Uno studio pubblicato su Arc. Gen. Psychiatry nel 1999 ha
chiarito molto la questione. Il dr.Andrew Stoll ha
somministrato omega 3 ad alta concentrazione ( 9,6 g al
giorno) a pazienti affetti da un tipo particolare di
depressione definita sindrome bipolare.


I risultati sono stati straordinari, i pazienti sono stati
in grado di ridurre i loro farmaci antidepressivi come il
litio ed in certi casi li hanno completamente sospesi.


Dopo questa prima ricerca clinica altri studi hanno
attestato la potenzialità degli omega 3 nel prevenire e
nel trattare la sindrome depressiva ma anche di migliorare
il livello dell’umore in genere. Questi risultati si sono
visti anche in donne in gravidanza le quali hanno ridotto
il rischio di depressione post partum che in certi casi
porta a risultati drammatici.


Una patologia neurologica molto frequente negli ultimi anni
è la ADHD cioè il deficit di attenzione con iperattività nei
bambini. Tale sindrome riduce di molto il rendimento
scolastico di questi piccoli pazienti e rende la vita dei loro
genitori molto difficile.


Il dr.Barry Sears ha studiato questi bambini ed ha scoperto
che il loro metabolismo porta a consumare rapidamente gli
acidi grassi omega 3, la conseguenza è un valore del rapporto
omega 6/ omega 3 molto alto. Bene, con una integrazione
massiccia di omega 3, superiore a 10g al giorno, si sono visti
notevoli miglioramenti nel comportamento di questi pazienti
soprattutto sullo stato di iperattività.


Come è possibile un azione così efficace?


Prima di tutto bisogna ricordare che gli omega 3 sono una
componente essenziale del nostro cervello ( soprattutto il
DHA) quindi fornire i “mattoni” giusti ne potenzia il
funzionamento. In oltre alcune patologie neurologiche
come la depressione e l’Alzheimer sono malattie
infiammatorie e come tutte le malattie infiammatorie
rispondono bene ad una integrazione massiccia
con omega3.



Vista l’importanza di questi acidi grassi polinsaturi per
la salute del nostro sistema nervoso quale può essere la
strategia giusta per incrementarne l’assunzione?


Intanto cominciamo a dire che alcuni alimenti ne sono ricchi
e quindi la loro assunzione alimentare è molto utile.


La frutta secca come le noci, uova, verdura e carni da
allevamento biologico forniscono un tipo di omega 3 a catena
corto detto alfa-linolenico. Ancora più importante
l’assunzione di pesce che fornisce EPA e DHA che sono le
molecole più attive nel nostro organismo.


I pesci più ricchi di omega 3 sono il salmone (1,6g/100),
ed il pesce azzurro in genere come sardine(2g/100),
alici( 2g/100) e sgombri (1,8g/100).


Non ne contengono invece i pesci magri come la sogliola
ed il nasello.


Non dimentichiamoci poi che il pesce può contenere
sostanze tossiche come diossina e mercurio e che
queste sono più abbondanti nei grossi pesci come
il tonno ed il pesce spada che stanno al vertice
della catena alimentare.


Una buona idea è quella di utilizzare degli integratori a
base di olio di pesce
concentrato e distillato che sono
privi di sostanze tossiche e possono essere assunti
anche tutti i giorni.


Il dr.Sears consiglia le seguenti dosi:


- Nessuna patologia cronica: 2,5 g di EPA + DHA

- Obesità, diabete e malattie 5 g
cardiovascolari

- Dolore cronico 7,5 g

- Malattie neurologiche >10 g



Va in fine considerato che l’assunzione di omega 3
andrebbe inserita in una più ampia strategia nutrizionale
pro Zona che faccia cioè abbondante uso di verdura e
frutta ricche di grandi quantità di antiossidanti e
polifenoli.


Gli omega 3 come tutti gli acidi grassi poliinsaturi sono
molecole facilmente ossidabili. Se l’alimentazione è povera
o mancante di antiossidanti (come succede nella tipica
dieta occidentale da fast food) l’assunzione di omega 3
può non essere utile o anche diventare dannosa per la
formazione di acidi grassi ossidati in grado di
danneggiare le nostre cellule.


Dr. Andrea Baroncini

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A presto
Genna


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alla Associazione del Dott. Andrea Baroncini
Gerona 2005

2 commenti:

Alessandro Cosimetti ha detto...

Applico la Zona da circa 10 anni e non mi sono mai sentito così in forma e in salute come in questi anni. Assumo pochi integratori tra cui gli immancabili acidi grassi omega 3.

Alessandro

Gennaro Romagnoli ha detto...

Ciao Alessandro,

grazie mille per la "testimonianza" ;-)

Genna