A scuola di Ipnosi: “i 5 passi per utilizzare il contenuto in ipnosi…”

Ciao,

conosci il significato dell’ “essere abilmente vago“nell’ipnosi? Se hai seguito il mio percorso “A scuoladi ipnosi” sicuramente si. Oggi riprendiamo un pò quelfilone, per sottolineare un aspetto importantissimo 😉

Per fare una breve sintesi nella PNL o meglio nel miltonmodel…si insegna ad utilizzare dei modelli linguistici cheti permettono di essere particolarmente vago…e cioèestremamente generico.

…questo è utile perchè quella vaghezza, quella mancanza di riferimenti precisi, venga riempita dai pensieri e dalleidee del soggetto…a cui ci si sta rivolgendo…

Ad esempio se dici: “quando parlo con le persone questesi rilassano profondamente..non so se hai presente?”…stai sottilmente suggerendo a quella persona diessere rilassato.

Ma esaminiamo (un pochetto) linguisticamente tutto:

“quando parlo con le persone”…

“quando parlo con le persone”… ricalco della situazione,perchè stai parlando..”con le persone”…quali persone?e riferito a chi? (ovviamente il presupposto e che”parli con le persone”).

“queste si rilassano profondamente”—> queste chi? e checosa significa rilassarsi profondamente? In che modoprecisamente?

In pratica usi delle strutture linguistiche generiche (ad unlivello di astrazione alto) che permettano a chi ti ascolta dipoterle riempire con la propria esperienza personale…

Questo è decisamente utile e difficile da svolgere ad arte.Si perchè infatti essere solo vaghi non aiuta ma bisogna”essere ABILMENTE vagi”.

Puoi apprendere come guidare una normale conversazionestando davvero sui generis ma contemporaneamenteguidare verso una determinata situazione (comenell’esempio il rilassamento).

Utilizzo l’ ipnosi per lavoro da oltre 5 anni…e una delleprime cose che noti quando lo fai professionalmente è chel’essere “abilmente vago” conta solo in 2 casi specifici:

1) Durante l'”ipnosi conversazionale”: cioè la abilitàdi indurre e/o utilizzare leggeri stati di trance duranteuna normale conversazione.

2) Durante la prima fase induttiva per: creare rapport(un campo affermativo composto di truismi), per dirigerel’attenzione verso uno stato particolare e/o per creareconfusione…

Spesso in PNL si insegna alle persone che la cosa piùimportante da conoscere nella comunicazione è la suastruttura…cioè la sua forma…e non il contenuto di quello che dici.

L’obiettivo principale di questo post è per l’appunto ildimostrare che curarsi solo della forma delle paroleè un errore se ti occupi di questo mestiere….a livelloprofessionale…e ancora di più se utilizzi l’ipnosi comestrumento principale del tuo lavoro.

Immagino già la faccia dei paladini della PNL sbiancare 😉

Richard Bandler: “Time for a Change” (pag 62) in cui èlui stesso ad affermare:

“ricordati che il contenuto di quello che dici è menoimportante perchè è un induzione di trance il contenutodiventa importante nell’utilizzo della trance”.

Questo dovrebbe dirla lunga sulla induzione di trance,infatti indurre una trance è semplice, soprattutto se è iltuo lavoro. Spesso mi stupisco di miei colleghi chesi mettono a lottare con i loro clienti…per raggiungerelo “stato ipnotico”.

…dico…cavolo è venuto da me, mi paga per otteneredei risultati, per quale razza di motivo dovrebbe averedifficoltà ad entrare in trace… e per quale ragionebizzarra dovrei dimostrargli che sono abilissimonell’utilizzo delle tecniche “coperte di ipnosi”?

è ovvio che esistono delle eccezioni, come ad esempiochi è davvero terrorizzato dal “perdere il controllo”e per questo si rifiuta…o come dice Zeig la direttività dellointervento è indirettamente proporzionale alla resistenzadel cliente” …ma per il resto non esistono scuse se nonquella di fare il “fenomeno”;-)

Quindi assodato il fatto che indurre la trace è cosapiuttosto semplice, è giusto, soprattutto se si vuoleapprendere come fare dei “cambiamenti importanti”saper gestire il contenuto durante l’utilizzazione…è per imparare a farlo c’è solo un modo:praticare e seguire le mie “lezioni di ipnosi“;-)

Ecco i 5 passi per apprendere come utilizzareil contenuto nella ipnosi:

1) Conoscere la struttura del problema: cioèsaper “diagnosticare” quale è il sistema e/o il meccanismoche deve essere o rinforzato o smantellato per risolvereil problema che ci porta il cliente.

2) Conoscere la storia del cliente: questo è semprelegato alla “diagnosi”…infatti se tu inizi a parlare di acquae quello è terrorizzato dal mare…potresti attivare dellerisposte fobiche.

3) Allenati a cercare metafore e analogie: quandoconosci la struttura e la storia del “problema”…puoicostruire delle storie (metafore e analogie) che calzinocon quella del tuo cliente. Ricordati che la storia deveavere un finale plausibile e risolutivo…e NON deveessere scoperta. (Questa è la mia esperienza;-))

4) Usa le metafore del tuo cliente: quando lepersone ti parlano lo fanno spesso per metafore. Adesempio “sento un peso sulle spalle”…ecc. Puoi usarequesto contenuto all’interno della tua induzione perpoi ristrutturarlo all’interno della trance.

5) Affidati al tuo inconscio: quando hai accumulatoun pò di esperienza (hai visto almeno 100 clienti) puoiaffidarti al tuo inconscio per la creazione del contenuto.Tutti i passaggi visti prima possono avvenire in modospontaneo se ascolti con attenzione quello che tiporta il tuo cliente.

tu che cosa ne pensi? sapevi quanto poteva essereimportante il contenuto? Scrivilo qui sotto fra icommenti e se non lo hai ancora fatto iscrivitiai miei feed rss.

A prestoGenna

Ps. Sono ancora senza Internet e ti sto scrivendo dauna linea lentissima…per cui perdonami se ci sonodegli errori 😉

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6 Commenti
  • Ciao Paolo…
    È esattamente così…lasciando l’interpretazione a chi ascolta.

    Grazie
    Genna

  • Ciao Genna,
    a proposito dell’ essere “abilmente vago” mi viene in mente la pubblicità per smettere di fumare.

    L’ attore dice che è meglio smettere per “una cosa che non posso dire”. Pronuncia questa frase in modo che chi ascolta la pubblicità pensi automaticamente ad un motivo valido che per LUI?

    Ciao,
    paolo

  • Ciriciao Enza 😉

    tranquilla…ogni volta che "mi commenti" mi fai un regalo 🙂 perchè contribuisci alla crescita del blog…

    Allora la migliore bibliografia la trovi sui primi articoli del blog…dove trovi un pò di tutto…

    Oltre agli autori che hai citato tu…ci metterei Hall con la sua Neurosemantica e trovi anche dei bei libri in Italiano…fra i quali imperdibile è quello sul metamodello…(e anche quella sulla time-line)..

    Poi ti cosiglio quelli di Pirovano e in modo particolare "le parole della mente" della Chavet—> se ti piace il linguaggio e i metaprogrammi…questo è in assoluto il migliore (forse al mondo;-))

    Il resto del materiale è in Inglese…ma tutto sommato ti consiglio di leggere e applicare quelli che ti ho già mostrato…

    Se sei davvero appassionata, la letteratura è davvero vastissima…soprattutto quando inizi a scavare nel passato (Beatson, Erickson…e compagnia bella;-))

    Spero di esserti stato d'aiuto e mi raccomando sentiti libera di commentare quanto vuoi…al limite se non ho tempo …non ti rispondo ;-))

    Grazie
    Genna

  • Genna, scusa se ti disturbo m vorrei chiederti un consiglio: come avrai capito sono molto ma molto interessata alla pnl, ipnosi, comunicazione etc. (è pura passione) e come tale compro sempre libri sull’argomento (oltre a seguire l’argomento in rete) e sono sempre alla ricerca di nuove fonti bilbiografiche. Per l’appunto, potresti indicarmi o suggerirmi un elenco di libri importanti? sono sicura che tu hai conoscenze extra al riguardo, magari non sono noti tutti i libri di Bandler o Erickson o Dilts (di Dilts ho appena acquistato duelibri che mi avevi consigliato e non vedo l’ora di leggerli).
    Ciao e grazie.

  • Ciao Enza,

    sono d’accordo…entrambe hanno uguale valore e meritano di essere approfondite…

    Nel post mi schiero verso il contenuto semplicemente perchè “nei classici di PNL” questo viene un pò snobbato 😉

    Grazie come sempre per i tuoi
    preziosi contributi 🙂
    Genna

  • Condivido, cioè penso che entrambe (forma e contenuto) siano importanti.
    Per me la forma è importante nell’approccio iniziale mentre dopo bisogna passare al contenuto, per cui non sono fattori che si escludono bensì complementari.
    Che ne pensi?

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