Ipnosi: “uscita” dalla trance…

Ciao,

in questo ultimo periodo ti parlo spesso di ipnosi è in effetti una delle mie più grandi passioni. L’altro giorno mi arriva un messaggio su facebook di un affezionato lettore del blog che dice più o meno questo:

“Genna, hai parlato un sacco di ipnosi ma non mi hai mai spiegato come si fa a far uscire una persona dalla trance”.

Allora mi sono detto che è proprio il caso che ti racconti qualcosa di più sulla uscita dallo stato di trance e di alcuni metodi esistenti per farlo. Ora è necessario che ti ricordi l’elemento più importante nella “ipnosi che piace a me”è…

…quello legato alla comune trance quotidiana; per questoti descrivo quello che si deve fare in quella che sui libri leggi spesso chiamare “induzione ufficiale”. (termine quasi senza senso)

Nella Ipnosi classica si utilizza il concetto di “profondità dell’ipnosi”. Per questo motivo, cioè seguendo questa metafora, quando entri in trancescendi a dentro te stesso…e quando esci…risali…(o entri…ed esci)…

L’entrata viene chiamato “stato ipnagocico” mentre quello in uscita “stato ipnopompico”!

Di norma il tempo della risalita, quindi della uscita dall’ipnosi (o de-ipnosi), dovrebbe essere uguale a quello della discesa.

Quindi se al tuo soggetto dici: “conterò da 1 a 10 edentrerai in trance“….per farlo risvegliare (brrr…che orribile termine;-)) devi fare l’esatto opposto. Seguendo all’incirca lo schema qui sotto:

Nello schema (perdona le mie abilità di editing) lalinea rossa rappresenta l’entrata e l’uscita dallo statodi ipnosi. Lo stesso tempo impiegato per entrare intrance deve essere impiegato per uscirne.

Nella ipnosi moderna (sempre all’interno di una induzione”ufficiale”) questa regola viene più o meno rispettata, maviene tecnicamente modificata.

Se leggi il mio blog sicuramente conoscerai la differenzafra l’ipnosi direttiva e quella indiretta (o ericksoniana)…e quando ti parlo di “ipnosi moderna” intendo proprioquella ercksoniana.

Una delle differenze più importanti è quella di dare alcliente la responsabilità ed il potere di agire…per questomotivo spesso erickson (e molti suoi allievi, io compreso;-)per “uscire dalla trance” dicono più o meno:

adesso…con tutto il tempo a disposizione ritorna qui… fallo con i tuoi tempi“…

Questo è un esempio estremamente permissivo che puòessere reso maggiormente strutturato dando “comecompito un conteggio mentale”…ad esempio:

adesso…conta mentalmente da 20 a 1…e quando sarai arrivato all’1 apri gli occhi fresco e riposato“.

Il momento della “uscita dalla trance” è molto utile perpoter dare suggestioni post-ipnotiche e rattificare il lavoro svolto insieme….ad esempio:

“adesso, con i tuoi tempi torna allo stato di veglia portando con te quello che hai appreso…e quando apriraigli occhi ti sentirai fresco e riposato come dopo unlungo sonno ristoratore”

La stessa cosa si può fare con una “ipnosi direttiva”comandando ad ogni numero quello che l’operatorevuole che il soggetto sperimenti…ad esempio:

“10…9…porti con te quello che hai appreso…8…7… semprepiù sveglio e pronto per affrontare la giornata…6…5…4…ricorderai solo quello che è utile per te…3…sempre piùmeravigliosamente a tuo agio e sveglio…2….1….apri gli occhi”

Le “suggestioni” da impartire durante l’uscita dallostato di ipnosi dipendono dall’obiettivo della trancee dalla fantasia dell’operatore…

Sono sicuro che adesso hai le idee più chiare su comesi “esce” dallo stato ipnotico. Fammi sapere se ti èpiaciuto il post lasciandomi un commento e se non lohai ancora fatto iscriviti ai miei feed.

A presto
Genna

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6 Commenti
  • Ciao Andrea!!

    scrivi dall’Italia o da Londra?

    bella osservazione la tua…probabilmente sarebbe utile lasciare il tempo anche alle persone durante le conversazioni “normali”…

    infatti non è raro sentire frasi del genere “bene…ti dico l’ultima cosa e poi cambio discorso” 😉

    Ps. Comunicazione di servizio: ho lasciato il mio bellissimo cappello nella macchina di Titti ;-))

  • Ciao Genna,
    sono convinto che questo post sia utile indirettamente anche per altre dinamiche della vita professionale (colloqui, lezioni), ma anche nella conversazione informale. Forse dovremmo ricordarci di lasciare alle persone il tempo di “uscire” da un determinato argomento con lo stesso tempo con cui ci si “entra”.
    Credo potrebbe essere un buon metodo di comunicazione ecologica..

    Ciao!

  • Ciao Andrè.
    bene sono contento che ti piaccia 😉

    devo ringraziarti per avermi dato modo di parlare anche di questo aspetto…

    Genna

  • Eccomi qua, sono il famoso utente di facebook che ha consigliato questo articolo al disponibilissimo Genna.
    Grazie e sono sicuro che hai fatto un grande favore ad altri lettori…
    Andrè
    http://www.worldmagicmedia.com

  • Ciao Roland!!!

    sei un mito…e infatti sei fra i lettori premium del mio blog 😉

    accetto i tuoi “complimenti indiretti”…che sono in completa linea con gli argomenti del blog 😉

    e li ricambio…

    Grazie 1000
    Genna

  • Ciao Genna,
    l’articolo mi è piaciuto.

    Non aggiungo i soliti complimenti alla stima per il tuo lavoro, altrimenti perdo di credibilità.

    ( notasi il raffinato modo per fare complimenti dicendo di non volerne fare…eh eh eh )Ma tu ste cosucce le sai… alla grande!

    Come vedi oggi mi và di scherzare e nel farlo ti faccio notare che hai sbagliato a scrivere il tuo cognome nella “side bar”: Gennaro ROMGNOLI.

    Sistemalo subito! Non permetto neanche a te di storpiare il cognome del mio amico Genna!

    Un abbraccio A presto.
    Roland

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